Le playlist di Musica & Memoria

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Reggae, Roots & Ska! / The Art of the Hammond Organ / It's a Pleasure / Scelta dalla radio / Lucio Battisti e le donne / Garage Psycho Beat / Atmosfera / Coverville N.1 / Meravigliosa semplicità / Energia e passione / Le canzoni che mancano in Blues Brothers / Scoperte e riscoperte / Soft Jazz vol. 1 / Anni '80 vol. 1 / Anni '80 vol. 2 / Il lato soft degli anni '80 / Il Beat cos'è / The Beat Goes On  è Come ascoltare le playlist

L'album di un solo artista o di un solo gruppo cede ormai il passo alla sequenza di brani selezionati per assonanza o dissonanza, grazie alla musica digitale e ai servizi in streaming. In questa pagina presentiamo le Playlist di M&M, a tema oppure centrate sulla scoperta di musicisti nuovi o meno nuovi, da scoprire o riscoprire e magari usare come suggerimento per nuovi e stimolanti viaggi, nel mondo sempre più ampio e multiforme della musica.

Il meglio di Musica & Memoria: Le playlist classiche

 

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Reggae, Roots & Ska!

Musica ipnotica, anche perché in fondo il tema è quasi sempre mistico e il reggae è parente anche dello spiritual, a volte sembra sempre uguale eppure non si riesce a smettere di ascoltarla, anche perché è difficile non farsi prendere dal ritmo in levare. Una playlist che esplora però le varie facce del reggae e dell'antesignano ska proponendo sempre le prime versioni quando le canzoni scelte sono diventate anche successi internazionali. Dell'indubitabile numero uno di tutti i tempi solo una selezione, troppo note le sue canzoni, la playlist punta soprattutto a brani che hanno avuto successo, ma da riscoprire.

  1. The Melodians - Rivers Of Babylon (1970)
  2. Skatelites - Simmer Down (1964)
  3. The Paragons - The Tide Is High (1967)
  4. The Abyssinians - Satta Massagana (1976)
  5. Desmond Dekker - Israelites (1969)
  6. Devon Irons - Ketch Vampire (1976)
  7. Gregory Isaacs - Night Nurse (1982)
  8. Max Romeo - War Inna Babylon (1977)
  9. The Heptones - Book Of Rules (1973)
  10. Bob Marley & The Wailers - Three Little Birds (1977)
  11. UB40 - Red Red Wine (1983)
  12. Mikey Dread - Roots and Culture (1982)
  13. Desmond Dekker - It Miek (1969)
  14. The Ethiopians - Everything Crash (1968)
  15. Peter Tosh - Mama Africa (1983)
  16. The Jamaicans - Ba Ba Boom (1967)
  17. Burning Spear - Marcus Garvey (1975)
  18. Soldiers of Jah Army (SOJA) - True Love (2002)

La maggior parte delle canzoni selezionate sono successi locali di gruppi giamaicani, che in alcuni casi sono stati ripresi e sono diventate hit internazionali (come Rivers Of Babylon dei Boney M e The Tide Is High dai Blondie). Del primo periodo ska gli Skatelites e i Jamaicans, a cavallo di esso Desmond Dekker, che per primo ha fatto conoscere questi ritmi da noi a fine anni '60 con The Israelites (n.1 in UK) e It Miek, solo per lui due selezioni, anche perché sono brani trascinanti e indimenticabili. Molti altri già dai nomi scelti fanno riferimento alla mistica e ideologia rasta, e quanto ai testi, quasi tutti sono ispirati ad essa. Solo due intrusi occidentali decisamente non roots, gli inglesi UB40 e i contemporanei americani SOJA, a testimonianza della continuità del messaggio reggae e rasta. Per ascoltare la playlist (e le altre) basta il play qui sotto a sinistra (a destra la playlist precedente descritta nel seguito).

 

The Art of the Hammond Organ

Una playlist mirata ad uno strumento e attraverso di esso all'essenza stessa del groove. L'organo elettrico, il tradizionale Hammond B-3 magneto-elettrico inventato per le chiese come alternativa economica all'organo a canne, ma adottato nel jazz sin dagli anni '30, che grazie alle sue funzionalità (registri, armoniche percussive, pedaliera per i bassi) si prestava a improvvisare su un giro di basso incalzante introducendo variazioni dinamiche, il concetto di groove, appunto. Ma passiamo subito dalla teoria alla pratica ascoltando all'opera una serie di musicisti virtuosi dello strumento, ad iniziare da colui il quale ha introdotto l'organo Hammond nel jazz.

  1. Jimmy Smith - The Cat
  2. Brian Auger (con Julie Driscoll) - Why Am I Treated So Bad
  3. Brian Auger (con Julie Driscoll) - Save Me (al min. 9:16)
  4. Rhoda Scott - Mercy Mercy Mercy
  5. Ray Manzarek - Light My Fire
  6. Jimmy Smith - Got My Mojo Working
  7. Rhoda Scott - Moanin'
  8. Tony Pagliuca (Le Orme) - Collage
  9. Barbara Dennerlein - Jimmy's Walk
  10. Joey DeFrancesco - Jazz-Blues

Non si può non iniziare da Jimmy Smith "The Incredible" con il suo pezzo più celebre, per proseguire con uno dei suoi più dotati discepoli, il funambolico inglese Brian Auger, in coppia negli anni migliori con la bravissima cantante Julie Driscoll. Nel lungo live per una TV francese (per la trasmissione Bouton Rouge) la voce della Driscoll non è ripresa al meglio ma si possono ascoltare due formidabili assolo all'organo. Terza del gruppo è l'americana Rhoda Scott, come Smith e come la virtuosissima Dennerlein non si limita a suonare le due tastiere e i registri del B-3 e a modulare il volume col piede destro, ma esegue alla pedaliera, col piede sinistro, anche la linea di basso. L'altro specialista è Ray Manzarek, anche lui oltre che il ruolo di solista copriva anche l'accompagnamento al basso con una seconda tastiera per la mano sinistra, eccezionale il suo assolo sul classico hit del gruppo californiano, nel suo caso (unico non Hammond) all'organo elettronico Vox Continental.

Il video YouTube purtroppo è solo audio ma è la migliore documentazione su questa performance del tastierista dei Doors. Segue un italiano forse meno noto internazionalmente ma ben noto da noi. Abbiamo scelto per lui un brano veramente trascinante ma originale, ma per per vedere Tony Pagliuca all'opera dal vivo esiste anche un altro video con Le Orme impegnate nella esecuzione rivista del celebre Blue Rondo A La Turk di Dave Brubeck (e Mozart). Barbara Dennerlein, musicista tedesca diplomata anche al grande organo a canne, ma che evidentemente si diverte molto di più al B-3, è impegnata proprio in un omaggio al maestro Jimmy Smith, oltre che a dimostrarci nei fatti di essere la maggior virtuosa dello strumento a livello mondiale. Nove brani sono sufficienti perché piuttosto lunghi causa gli assolo, ma chi volesse ascoltare ancora l'inesauribile groove che l'Hammond può creare, il jazzista attuale Joey DeFrancesco nell'ultimo video mostra nei fatti, grazie alla ripresa dall'alto, la tecnica con la quale un virtuoso dell'Hammond B-3 suona il suo strumento.
La playlist su YouTube si può ascoltare dall'embed seguente.

 
 

It's a Pleasure

Una playlist che punta senza se e senza ma ad un solo scopo: il piacere d'ascolto. Come pensa di ottenerlo questo obiettivo? Scegliendo suoni e combinazioni di voci e stili che risultano familiari all'ascolto perché associati a momenti passati della nostra storia ai quali il tempo ha conferito l'aura della nostalgia. Suoni e stili vintage, familiari perché già sentiti in momenti piacevoli della nostra storia personale, originali o revival che fossero. Ma rigorosamente reinventati (tranne uno) e sempre originali e poco o mai sentiti. Non la solita antologia dei brani vintage riproposti 1000 volte.

1. Other Men's Girls - Baxter Dury
2. Lies Become Part of Who You Are - Erlend Øye
3. If You Were My Love - Stevie Nicks
4. Lo Boob Oscillator - Stereolab
5. Clementine - Pink Martini
6. Road To Nowhere - Nouvelle Vague
7. Master Plan - Nightmares On Wax
8. Ela e Carioca - Eliane Elias
9. Boat Behind - Kings Of Convenience
10. Santa Fe - Beirut
11. Marx and Engels - Belle and Sebastian
12. La nuit n'en finit plus - Petula Clark
13. La prima estate - Erlend Øye
14. White Men - Baxter Dury
15. Thieves - She & Him
16. Comin' Home Baby (Live at the Village Gate) - Herbie Mann

Se l'obiettivo era evocare, ma reinventando, canzoni e musicisti proposti non possono che essere insoliti e probabilmente in diversi casi poco noti, di conseguenza servirebbero note molto più estese per trattarli tutti. Limitiamoci a pochi spunti, la rete può rispondere ad ogni altra curiosità. Iniziando dalle eccezioni: le cover degli ineffabili francesi Nouvelle Vague, in grado di trasformare il metal in bossa nova, qui alle prese con un classico on-the-road dei Talking Heads, la bossa nova vera e propria riproposta dalla pianista (quasi) jazz Eliane Elias e, a seguire, l'unico originale anni '60, di Petula Clark, un doppio piccolo capolavoro del primo beat. Baxter Dury non solo per il nome del suo album è in piena sintonia con la playlist, come anche la coppia She & Him o i sin troppo versatili Pink Martini, qui in francese. Qualche pausa di suoni avvolgenti con Stereolab e Nightamares On Wax e parecchio spazio ai Kings Of Convenience (e a Erlend Øie soprattutto) e alla loro capacità di quasi "essere" Simon & Garfunkel senza copiarli. Anche in italiano, nuova lingua per l'aspirante siciliano Erlend. Beirut e Belle & Sebastian non possono mancare tra i frequentatori di suoni gradevoli e familiari ma accompagnati da testi corrosivi. E non può mancare in una playlist qualcosa di solo apparentemente distante come la diva pop ex Fleetwood Mac, Stevie Nicks. Per finire, 11' di pura gioia musicale con il groove inesauribile del flautista Herbie Mann. (Nella foto Storm Large dei Pink Martini)-
Per ascoltare la playlist (e le altre) basta il play qui sotto a sinistra (a destra la playlist precedente descritta nel seguito).

 

 

Scelta dalla radio

Ogni canzone è collegata a qualcun altra da assonanze o analogie che qualcuno nei laboratori di sviluppo di iTunes, di YouTube o di Spotify ha pure cercato di classificare per farle applicare direttamente dal software dei nostri dispositivi. Funziona più no che sì perdendosi in scelte che non faremmo mai, ma in modo del tutto casuale l'ascolto "genius" o "radio" riesce ad estrarre ogni tanto dall'immenso magma della musica mondiale qualcosa di inaspettato, di dimenticato, di insolito. Da captare, memorizzare ed inserire in una playlist "scelta dalla radio" (e dal web).

 
  1. Good Morning - Norah Jones (Little Broken Hearts)
  2. Made Of Glass - KT Tunstall (Invisible Empire)
  3. Rocks And Daggers - Noah And The Whale (Peaceful, The World Lay Me Down)
  4. Hungry Face - Mogway (Les Revenants Soundtrack)
  5. Flyin' Shoes - Townes Van Zandt (Flyin' Shoes)
  6. Angels And Devils The Following Day - Dory Previn (The Art Of Dory Previn)
  7. Green River - Creedence Clearwater Revival (Green River)
  8. L.A. Song - Beth Hart (Live)
  9. Swimming - Brendan Benson (You Were Right)
  10. I Think I Knew - Cate Le Bon (Mug Museum)
  11. Never Put To Sea Boys - Linda Thompson (Won't Be Long Now)
  12. I Gave You All - Mumford & Sons (Sigh No More)
  13. Summersong - The Decemberists (The Crane Wife)
  14. Kiss Your Eyes - The Americans (Texas Killing Fields)
  15. Ghost Riders In The Sky - Youn Sun Nah (Lento)
  16. Towards The Sun - Alexi Murdoch (Towards The Sun)
  17. The Great Valerio - Richard Thompson (The Best Of Richard and Linda Thompson)
  18. The Song My Lady Sings - Cannonball Adderley (Ballads)

Scelte apparentemente eterogenee ma che trovano un elemento unificante nel folk reinventato e attualizzato, sia in questi ultimi anni del new folk, sia negli anticipatori come Townes Van Zandt o Richard Thompson. Con l'aggiunta di alcuni excursus nei territori del rock, sul lato del country o del southern blues o su quello del pop revival. Con persino, per cambiare il ritmo, ma non il "clima" musicale (mood, direbbero gli anglosassoni), una puntata ai confini dell'elettronica con i Mogway. E per finire in totale relax una splendida e classica ballad jazz di Julian Cannonball Adderley.

 

Lucio Battisti e le donne

Una playlist a tema, dedicata addirittura ad un solo musicista, tanto noto ma forse non più tanto conosciuto o conosciuto solo per stereotipi. Le sue canzoni raccontano storie, quasi sempre, ma ascoltandole in sequenza raccontano anche una sola storia, tra tre persone, dove chi tiene le fila non è certo l'uomo, ma alternativamente le due donne. E viene narrata in questo modo anche l'evoluzione del costume nel nostro paese. Seguendo la playlist da una canzone all'altra la storia si intuisce, nella pagina dedicata a Lucio Battisti e le donne la si segue passo a passo.

 
  1. Luci-ah
  2. Balla Linda
  3. Anna
  4. Il vento
  5. Acqua azzurra, acqua chiara
  6. Minuetto
  7. Fiori rosa, fiori di pesco
  8. Il tempo di morire
  9. Io vivrò senza te
  10. Dieci ragazze
  11. La luce dell'Est
  12. E penso a te
  13. Un'avventura
  14. 7 e 40
  15. Innocenti evasioni
  16. Comunque bella
  17. Non è Francesca
  18. Ancora tu
 

Garage Psycho Beat

Che cosa è mai il "garage psycho beat"? Nessuno lo chiamava così a metà degli anni '60, quando in modo spontaneo gruppi spesso di giovanissimi da una parte all'altra dell'Oceano hanno iniziato a comporre brani semplici ma di grande impatto che ascoltati oggi, oltre a sembrare di parecchi anni dopo, paiono anche derivare da una comune ispirazione.
Un giro di basso molto incisivo e basato su due accordi che rimane subito impresso nella mente, le chitarre elettriche che lo riprendono e fanno qualche variazione, un testo semplice e di argomento sempre il solito, ma con qualche libertà e sfrontatezza, ed ecco un nuovo brano, che all'epoca veniva chiamato semplicemente "beat".

 
  1. The Kinks - You Really Got Me (1964)
  2. The Chessmen - I Need You There (1965)
  3. The Sonics - Psycho (1965)
  4. The Pretty Things - Come See Me (1965)
  5. The Sonics - Louie Louie (1965)
  6. Them - Mystic Eyes (1965)
  7. The Kinks - All Day and All of the Night 
  8. The Rolling Stones - 19th Nervous Breakdown (1966)
  9. Them - I Can Only Give You Everything
  10. The Sonics - Strychnine (1965)
  11. The Rolling Stones - Satisfaction (1965)
  12. Blackmen - L'urlo negro (1966)
  13. Solomon Burke - Get Out Of My Life, Woman! (1968)

Ecco quindi la nuova playlist, da ascoltare con la mente rivolta alla metà degli anni '60 (sono tutte canzoni pubblicate tra il '64 e il '66, tranne una del '68 ma c'è un motivo) e quindi all'impatto che potevano avere se qualche gruppo improvvisato le avesse proposte al concerto di fine anno, invece di Bang Bang o Sognando la California. Più o meno l'effetto che faceva l'assolo di chitarra elettrica di James Fox in Ritorno al futuro.
In Italia ne sono arrivati difatti molto poche, praticamente solo "Satisfaction" dei Rolling Stones e il prototipo e iniziatore del genere (e di quello che ne è seguito, nel bene e nel male: l'hard rock, il metal, il punk) il caposaldo "You Really Got Me" dei Kinks. E forse Gloria dei Them.
Ma ce ne sono molte altre che all'epoca avrebbero sicuramente fatto la felicità dei ragazzi italiani, come I Can Only Give You Everything o i brani dei Sonics, devastanti al livello del punk, sentire ad esempio Psycho che forse da' il nome al genere e Strychnine, che sembrano i Ramones.
E i complessi italiani, niente? Poco o nulla, forse Ricordarmi dei Ranger Sound, ma provate ad ascoltare gli incredibili Blackmen di Urlo negro.
Per concludere un brano R&B prototipo di tutto il rap a seguire, per testimoniare che tra beat, rock blues e rhythm & blues, e poi anche rap, la distanza è veramente poca. Per ascoltare la playlist (e le altre) basta il play qui sotto a sinistra (a destra la playlist precedente descritta nel seguito).

 

Atmosfera

Musiche e parole molto diverse e di tanti autori e interpreti eterogenei, ma con un filo conduttore, la capacità di portare chi ascolta in una dimensione stimolante ma, assieme rilassante, senza salti, come se un brano fosse la logica conseguenza di un altro. Come se dovessero raccontare una storia. E infatti una parte dei brani di questa scaletta è stato usato per sottolineare le battute finali o i momenti clou di film anch'essi in parte simili tra loro. E quelli che non sono stati ancora usati, magari lo saranno presto.

 
  1. Champagne Year - St. Vincent
  2. I Gaer - Sigur Ros
  3. Unchosen One - Lia Ices
  4. You Are My Sister - Antony & The Johnsons
  5. Lemele - Chava Alberstein
  6. Sweet Jane - Cowboy Junkies
  7. Northern Sky - Nick Drake
  8. Cannonball - Doctor 3 (Damien Rice)
  9. Each Coming Night - Iron & Wine
  10. Fidelity - Regina Spektor
  11. Lullaby - Goran Bregovic
  12. How Will You Love Me - Jim White & Nina Nastasia
  13. The Same Song - Susheela Raman

In quali film sono usate queste canzoni? Northern Sky in Serendipity, Fidelity in Amore e altri rimedi (Love and Other Drugs), Each Coming Night in The Last Song e The Same Song in Il destino nel nome (The Namesake). I Sigur Ros invece i film li creano loro, i videoclip di alcune loro canzoni, come quelli di Glosoli, sono tra i più belli mai visti, mentre di Damien Rice è il brano portante di Closer (The Blower's Daughter) ma qui ci stava meglio Cannonball dallo stesso album in versione per trio jazz.

 

 

Coverville N.1

Prendere un brano e reinventarlo, trovandone lati inesplorati. Oppure rendergli omaggio puntando a esprimere al meglio le sue potenzialità. O riscoprire brani ingiustamente dimenticati o poco noti. E il tutto sempre affrontando il confronto con l'interprete originale, spesso assai famoso. E' l'arte della cover, sempre più praticata. Una playlist con una selezione di cover scelte per quanto sanno aggiungere all'originale, e che è anche un omaggio alla omonima trasmissione di Lifegate Radio.

  1. Julie Driscoll fotografata da Richard AvedonThis Wheel's On Fire - Julie Driscoll & Brian Auger (Bob Dylan)
  2. Will You Still Love Me Tomorrow - Amy Winehouse (The Shirelles)
  3. You've Got A Friend - James Taylor (Carole King)
  4. I've Been Lovin' You Too Long - Cat Power (Otis Redding)
  5. Lady Of Carlisle - Pentangle (Traditional)
  6. Fever - Eva Cassidy (Little Willie John)
  7. Walking Down The Line - Joan Baez (Bob Dylan)
  8. American Tune - Eva Cassidy (Paul Simon)
  9. The House Of The Rising Sun - Nina Simone (Traditional, Animals)
  10. In Power We Entrust the Love Advocated - The Gathering (Dead Can Dance)
  11. Sweet Jane - Cowboy Junkies (Velvet Underground)
  12. Hallelujah - K.D. Lang (Live) (Leonard Cohen)
  13. Redemption Song - Johnny Cash & Joe Strummer (Bob Marley)
  14. Over the Rainbow - Israel Kamakawiwo'ole (Judy Garland)
  15. The Wind That Shakes The Barley - Dead Can Dance (Traditional)

Sarebbe necessario un commento per ogni cover scelta, ma ci limitiamo a ricordare la perfezione assoluta di Julie Driscoll con il supporto fondamentale di Brian Auger alle tastiere, l'emozione che con poche, impercettibili variazioni sa trarre da una cover Eva Cassidy, la capacità di reinventare una canzone interpretata mille volte da parte di Nina Simone, e non si può non includere la più celebre interpretazione del musicista delle Hawaii dal nome impronunciabile. E chiudere con una magia per voce sola di Lisa Gerrard. Per i Pentangle è inserita la cover da un brano tradizionale che chiude il loro ultimo album del primo periodo, una esecuzione formidabile che racchiude tutti gli stili dominati dal primo vero gruppo cross-over.

 
 

Meravigliosa semplicità

La voglia di musica e di afferrare il futuro degli anni '60, la facilità di comporre, perché tanti materiali nuovi erano a disposizione: blues, twist, rock, jazz, R&B, soul, nuovi ritmi, suoni etnici, ed ecco quindi il fiorire migliaia di canzoni che conservano ancora la freschezza del decennio.

Le Shangri Las in trio nella seconda metà degli anni '60. Da sinistra Mary Ann ganser, Betty e Mary Weiss
  1. Needles And Pins - Jackie DeShannon
  2. No Milk Today - Herman's Hermits
  3. Da Doo Ron Ron - The Crystals
  4. Why Don't They Let Us Fall In Love - The Ronettes
  5. Give Him A Great Big Kiss - Shangri Las
  6. He's A Rebel - The Crystals
  7. I Can Never Go Home Anymore - Shangri Las
  8. Please Mr. Postman - The Marvellettes
  9. Nowhere To Run - Martha & The Vandellas
  10. Try To Forget Him - Jackie DeShannon
  11. She's Not There - The Zombies
  12. Summer Wine - Nancy Sinatra & Lee Hazlewood
  13. Don't Worry Baby - Beach Boys

Si inizia con una delle canzoni perfette del decennio (il mix tra suoni dei primi anni '60 e nascente beat scritto da Jack Nitzsche e Sonny Bono), nella forte interpretazione di Jackie DeShannon, seguita da una piccola gemma del British Sound, per immergersi ancora nelle melodie anni '60 e partire poi con una sequenza ritmica e incalzante a cura delle migliori girl band dei primi anni '60, che vira però verso il melodramma con la più anomala e inquietante di esse, la unica di ragazze bianche, le Shangri Las. La ingenuità delle girl band sta per finire e si passa gradatamente alla energia e alla sfida del R&B con le precorritrici Marvellettes (ma ascoltare anche la versione di questo brano dei Beatles) e poi compiutamente con le migliori, le Vandellas. E ormai siamo molto lontani dalla incosciente ingenuità dei primi anni '60 e passando per un brano degli unici possibili rivali dei Beatles, gli Zombies, arriviamo ai nuovi toni scuri, ma sempre accompagnati dal battito del beat, nel classico brano del grande Lee Hazlewood per la sua pupilla Nancy. Ma per finire torniamo ancora con uno sguardo malinconico a tutto quello che c'era di bello nel decennio, e la California vissuta ed evocata dai Beach Boys è l'ideale per farlo.
La playlist è visualizzabile e ascoltabile con l'embed qui sopra.

 

 

Energia e passione

Per questa nuova compilation il filo conduttore è l'energia e la passione, temi forti in chiave lenta o veloce, provenienti da ogni tempo, ma sempre sviluppati con grande intensità. Brani scelti non tra la produzione dei musicisti più noti, o tra le cose più celebri e celebrate che anche gli artisti più noti hanno regalato al mondo della musica.

 
Melanie Safka
  1. Walk Through the World - Marc Cohn
  2. Angel Of The Morning - Juice Newton
  3. You Don't Own Me - Lesley Gore
  4. Remember (Walkin' In The Sand) - Shangri-Las
  5. Let's Pretend - Tindersticks
  6. The Other Shoe - Eels
  7. Baby I - Joan Armatrading
  8. Downtown - Petula Clark
  9. Lay Down - Melanie
  10. Bobby Jean - Bruce Springsteen
  11. The Passenger - Iggy Pop & The Stooges
  12. Because the Night - Patti Smith
  13. I'm Your Man - Leonard Cohen
  14. If It Be Your Will - Antony Hegarty
  15. Aiysha - Khaled

Tutti i brani sono facilmente scaricabili da iTunes o ascoltabili su YouTube.

 

Le canzoni che mancano nel film Blues Brothers

Gli appassionati del soul e R&B hanno notato da anni che nel mitico film Blues Brothers mancavano molte canzoni. Il fatto è che il film non poteva durare 4 ore, come sarebbe stato necessario, e John Landis ha dovuto fare, per ragioni di forza maggiore, molti dolorosi tagli, ancora prima di pensare alla sceneggiatura. Pubblichiamo qui per la prima volta la lista dei brani R&B e funky che avrebbero dovuto far parte dell'imperdibile pellicola.

 
  1. Diana Ross & The Supremes in concertoSave Me - Aretha Franklin (as herself)
  2. Dancing In the Street - Martha & The Vandellas
  3. Land of 1000 Dances - Wilson Pickett
  4. The House That Jack Built - Aretha Franklin (as herself)
  5. Hold On I'm Comin' - - Sam & Dave
  6. Inner City Blues - Marvin Gaye
  7. I've Been Loving You Too Long - Otis Redding
  8. In the Midnight Hour - Wilson Pickett
  9. Sex Machine - James Brown (as himself)
  10. Dance to the Music - Sly & The Family Stone
  11. Ain't It Funky Now - James Brown (as himself)
  12. Superstition - Stevie Wonder
  13. You Can't Hurry Love - The Supremes
  14. Hit The Road Jack! - Ray Charles (as himself)
  15. I'm Gonna Getcha Back - Eli "Paperboy" Reed & The True Loves

L'ultimo brano, in realtà, non avrebbe potuto proprio far parte del film, perché il suo autore e interprete quando il film è uscito (1980) non era ancora nato. Ma suona e cani e scrive brani che potevano inserirsi ottimamente tra i loro. Merita il confronto. Tutti i brani sono facilmente scaricabili da iTunes (anche usando i link inseriti sopra).

 

Scoperte e riscoperte

Il bello della musica digitale è che si possono scoprire e riscoprire continuamente canzoni e generi in una sequenze infinita di associazioni tra un brano e l'altro. Questa playlist è nata così.

 
Cat Power in concerto
  1. Nine Million Bicycles - Katie Melua
  2. Fields of Gold - Eva Cassidy
  3. Ramalama (Bang Bang) - Roisin Murphy
  4. Boulevard Of Broken Dreams - Diana Krall
  5. Leaving Derry Quay / Eleni - Marta Sebestyen
  6. Hold Heart - Emiliana Torrini
  7. In The Yard, Behind The Church - Eels
  8. Tom The Model - Beth Gibbons
  9. Valerie - Amy Winehouse
  10. Vampire - Sinead O'Connor
  11. Vaiglid - Chava Alberstein
  12. Katie Cruel - Bert Jansch (con Beth Orton & Devendra Banhart)
  13. Fortunate Son - Cat Power
  14. Annachie Gordon - Loreena McKennit

Qualche nota: Si parte dal pop delicato di Katie Melua e dalla regina delle cover Eva Cassidy per esplorare poi le sperimentazioni di Roisin Murphy, il revival jazz di Diana Krall e le contaminazioni world della Sebestyen. Emiliana Torrini in un brano rilassato e divertito è contrappuntata dalla nostalgia di Mark Everett - Eels e poi dalla ricercata  raffinatezza della Gibbons. Una pausa soul con la Winehouse che mostra quello che sa fare esibendosi quasi in solitudine ed un reggae con la irlandese Sinead O'Connor alla scoperta della Giamaica, e poi altre incursioni ai confini della world music con la più famosa cantante israeliana, due traditional riproposti da Jansch e dalla McKennit e, in mezzo, una bella cover di Cat Power.
Tutti i brani sono facilmente scaricabili da iTunes.

 

Soft Jazz Volume 1

Il jazz vero e proprio segue i suoi sentieri, che a volte vanno avanti, altre volte tornano indietro. Ma l'estetica jazz trionfa negli anni zero e un crescente numero di cantanti, soprattutto donne, sulle orme della apripista Diana Krall, si inoltrano nei territori di confine tra il jazz cantato e la pop music. Chi cerca un ascolto rilassato, ma spesso ricco di spunti e di idee, non banale, come sottofondo ma anche adatto ad un ascolto attento, può seguire questo percorso consigliato, e poi proseguire magari nella scoperta delle voci (tutte femminili, in questa playlist) che risultano più affascinanti.

 
Diana Krall - The Look Of Love
  1. The Look Of Love - Diana Krall
  2. Dedicated To The One I Love - Holly Cole
  3. Baby Blue - Emiliana Torrini
  4. Love May Seem Hard - Rebekka Bakken
  5. Tempted - Mathilde Santing
  6. Spider's Web - Katie Melua
  7. Heaven Knows - Cassandra Wilson
  8. Tremble My Heart - Rebecca Tornqvist
  9. The Same Song - Susheela Raman
  10. Best Of Friends - Karen Mantler
  11. Today Has Been OK - Emiliana Torrini
  12. Life Is Just A Bowl Of Cherries - Holly Cole
  13. Narrow Daylight - Diana Krall
  14. By Your Side - Sade

Tutti i brani sono facilmente scaricabili da iTunes.

 

Anni '80 Volume 1

Una prima playlist di musica anni '80 con brani relativamente meno noti e meno riproposti, anche se non ricordano magari i titoli e i nomi, i ragazzi degli anni '80 li riconosceranno però alle prime note.

   
  1. What's Up - 4 Non Blondes
  2. Bette Davis Eyes - Kim Carnes
  3. Close To Me - The Cure
  4. Johnny Come Home - Fine Young Cannibals
  5. Forever Young - Alphaville
  6. Love Resurrection - Allison Moyet
  7. The Killing Moon - Echo & The Bunnymen
  8. You Can Call Me Al - Paul Simon
  9. Drop The Pilot - Joan Armatrading
  10. The Tide Is High - Blondie
  11. Wouldn't It Be Good - Nick Kershaw
  12. Rio - Duran Duran

 

Anni '80 Volume 2

In questa playlist di musica anni '80 andiamo invece sui pezzi più noti, e non manca il brano che più di tutti evoca la musica e lo stile del periodo (Shout) assieme agli altri hit indimenticabili; il ritmo è volutamente ondulatorio e alterna continuamente energia e malinconia.

Madonna negli anni '80 ai tempi de La Isla Bonita
  1. Smalltown Boy - Bronski Beat
  2. Do You Really Want To Hurt Me? - Culture Club
  3. Shout - Tears For Fears
  4. Relax - Frankie Goes To Hollywood
  5. La Isla Bonita - Madonna
  6. Love Of The Common People - Paul Young
  7. Save A Prayer - Duran Duran
  8. Johnny & Mary - Robert Palmer
  9. I'll Fly For You - Spandau Ballet
  10. Lullaby - The Cure
  11. Maxine - Donald Fagen
  12. Time After Time - Cindy Lauper

Tutti i titoli delle playlist anni '80 sono facilmente reperibili su iTunes.

   

Il lato soft degli anni '80

Gli anni '80 sono stati chiamati gli "anni del riflusso", riflusso verso una rassicurante estetica "classica". Nella moda, dagli zatteroni, dai colori sgargianti, dalla esibita trascuratezza degli zoccoloni olandesi degli anni '70,  si tornava alle decolletes, ai tailleures, ai pantaloni con le pinces rilanciati dal film "Il grande Gatsby". Nella musica la reazione al (volutamente) inascoltabile punk o all'ormai ripetitivo reggae con il suo contorno di canne era un recupero del jazz da night club, il più rilassato. Ma il tutto non veniva reinventato, ma solo ripreso e citato con distacco, secondo la nuova estetica postmoderna, anch'essa in arrivo con il nuovo decennio.

Sade Adu
  1. Smooth Operator - Sade
  2. Half A Minute - Matt Bianco
  3. Appetite - Prefab Sprout
  4. Each And Everyone - Everything But The Girl
  5. Why Can't We Live Together - Sade
  6. Steppin' Out - Joe Jackson
  7. Suspicious Minds - Fine Young Cannibals
  8. Inner City Blues - Working Week
  9. Is You Is or Is You Ain't My Baby? - Joe Jackson
  10. Matt's Mood - Matt Bianco
  11. My Ever Changin' Moods - Style Council
  12. The Nightfly - Donald Fagen
  13. Venceremos - Working Week

Tutti i titoli delle playlist anni '80 sono facilmente reperibili su iTunes. Tutti nomi famosi all'epoca in questa playlist, con l'unica eccezione dei Working Week, un trio di musicisti provenienti dal jazz, di grande valore, che ha prodotto l'album, Venceremos, da cui sono tratti i due brani in scaletta, e che poi si sono un po' persi. 

 

Il Beat cos'è

Nel nostro sito parliamo tanto di Beat, gli appassionati conoscono di certo questa musica. Ma gli altri? Se qualcuno volesse scoprire "il beat cos'è" da dove dovrebbe partire? Magari conosce i soliti titoli ripetuti sino alla noia, come "Bandiera gialla". Ma in quel periodo di incredibile creatività c'era ben altro, anche nel beat italiano, così dipendente dai modelli stranieri. Ecco un percorso speciale tra brani noti e meno noti, ma tutti con un "battito" beat ben evidente e ancora trasgressivo e trascinante (con qualche occasionale concessione al R&B e al sax).

 
  1. Roll's 33 - 33/1a verità
  2. Uragani - Questa è la mia vita
  3. Rokketti - Black Time
  4. Corvi - Un ragazzo di strada 
  5. Roby Crispiano - Uomini uomini
  6. Caterina Caselli - Le biciclette bianche 
  7. Nomadi - Dio è morto
  8. Jaguars - Il treno della morte
  9. Equipe 84 - Io ho in mente te
  10. Kings - Caffé amaro
  11. Patty Pravo - Ragazzo triste
  12. Ragazzi del sole - E la terra si allontana
  13. Barabba - Sono stufo di te (I Need You)
  14. Satelliti - Finirà (For Your love)
  15. Rokes - C'è una stran espressione nei tuoi occhi
  16. Camaleonti - Chiedi chiedi
  17. Ferry, Franco, Renè, Danny e Gaby - Se te lo raccontassi
  18. Delfini - Tu te ne vai
  19. Ranger Sound - Ricordami
  20. Astrali - Non siamo come voi

I brani del beat italiano di questa playlist, proprio perché non sono stati scelti solo tra i più noti, sono più difficili da trovare su iTunes per chi fosse interessato al download. Sono però tutti ascoltabili su YouTube sul canale di Musica & Memoria. La playlist è attivabile direttamente dall'embed che segue. Attenzione: su smartphone la versione originale di Dio è morto alla data dell'ultimo aggiornamento (agosto 2016) non è disponibile. In fondo alla playlist è quindi inserita la versione del 1972. In basso l'embed per l'ascolto della playlist.

 
 
 

The Beat Goes On!

Certo, il Beat italiano non era altro che un riflesso, a volte più creativo di quanto possiamo immaginare, del grande flusso della musica anglosassone degli anni '60. Facciamo quindi un bel giro tra i classici, noti e meno noti, partendo dai due esempi più puri del genere, da Sonny Bono e dai Troggs, passando dagli alfieri dell'hard beat (i Sorrows) e continuando con altri brani in massima parte energici, ma anche con alcuni esempi della indolente dolcezza che può trasmettere, volendo, il battito del beat (Ivy League e Rolling Stones).

   
  1. Sonny & Cher - The Beat Goes On
  2. Troggs - With A Girl Like You
  3. Sorrows - Take a Heart
  4. Nancy Sinatra - These Boots Are Made for Walkin'
  5. Ivy League - Funny How Love Can Be
  6. Beatles - The Word
  7. Sonny Bono - The Revolution Kind
  8. Barry McGuire - Eve of Destruction
  9. Rokes - Let's Live for Today
  10. Chris Farlowe - Out of Time
  11. Troggs - Wild Thing
  12. Monkees - A Little Bit Me, A Little Bit You
  13. Them - Gloria
  14. Rolling Stones - Con le mie lacrime (As Tears Go By)

I brani del beat internazionale sono in generale facilmente reperibili su  iTunes. Ovviamente i brani non si ricoprono con quelli proposti per il tour nel beat italiano (non sono gli originali delle cover).
La playlist è stata revisionata e modificata ad agosto 2016.

   
 

Per ascoltare le playlist

 

Le playlist di M&M sono disponibili sul canale YouTube di Musica & Memoria, oppure direttamente da questa pagina mediante la finestra "embed" presente ogni due playlist. I nomi sintetici delle playlist per cercarle su YouTube sono indicati sotto la finestra embed.

 

Le immagini

 

(Nelle foto, dall'alto: Burning Spear (Winston Rodney), Rhoda Scott, Ray Manzarek (con Jim Morrison), Storm Large dei Pink Martini, Norah Jones, Lucio Battisti, The Sonics, Susheela Raman, Julie Driscoll, The Shangri-Las, Melanie Safka, Diana Ross con le sue Supremes, Cat Power, Diana Krall, Debbie Harry, Sade Adu, Patty Pravo, Nancy Sinatra, Jorma Kaukonen, China Kantner, Sandy Denny)

 

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