Nomadi / Francesco Guccini  - Dio è morto (1967)

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Ho visto
la gente della mia età andare via (1)
lungo le strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già
dentro le notti che dal vino son bagnate
dentro le stanze da pastiglie trasformate
dentro le nuvole di fumo
nel mondo fatto di città
essere contro od ingoiare
la nostra stanca civiltà

È un Dio che è morto
ai bordi delle strade, Dio è morto
nelle auto prese a rate, Dio è morto
nei miti dell'estate, Dio è morto.

M'han detto
che questa mia generazione ormai non crede (2)
in ciò che spesso han mascherato con la fede
nei miti eterni della patria e dell'eroe
perché è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità
le fedi fatti di abitudini e paura
una politica che è solo far carriera
il perbenismo interessato
la dignità fatta di vuoto
l'ipocrisia di chi sta sempre
con la ragione e mai col torto.

È un Dio che è morto
nei campi di sterminio, Dio è morto
coi miti della razza, Dio è morto
con gli odi di partito, Dio è morto.

Ma penso
che questa mia generazione è preparata (2)
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se Dio muore è per tre giorni 
e poi risorge,
in ciò che noi crediamo Dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo Dio è risorto,
nel mondo che faremo Dio è risorto...

(© EMI Italiana SpA - La voce del padrone)

 

Note

 

Ispirazione letteraria tutta all'interno del movimento beat per questo notissimo brano di Francesco Guccini, successo "underground" per i Nomadi (la canzone fu messa al bando dalla RAI, ma non da Radio Vaticana). Lo slogan "Dio è morto" che riprendeva il motto di Friedrich Nietzsche, girava negli anni '60 negli ambienti alternativi USA (la canzone è del '65) e l'avvio del brano (1) è chiaramente ispirato al celebre poema di Allen Ginsberg, il poeta e cantore della beat generation, dal titolo L'urlo (Howl), pubblicato nel 1958.

«Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche,
trascinarsi per strade di negri all'alba in cerca di droga rabbiosa,
hipsters dal capo d'angelo bruciare di desiderio per l'antico contatto celeste con la dinamo stellata nel macchinario della notte,
che in miseria e stracci e occhi ínfossati stavano su, partiti, a fumare nel buio soprannaturale di soffitte a acqua fredda fluttuando sulle cime delle città contemplando jazz, ...
»

in originale:

I saw the best minds of my generation destroyed by madness, starving hysterical naked,
dragging themselves through the negro streets at dawn looking for an angry fix,
angelheaded hipsters burning for the ancient heavenly connection to the starry dynamo in the machinery of night,
who poverty and tatters and hollow-eyed and high sat up smoking in the supernatural darkness of cold-water flats floating across the tops of cities contemplating jazz, ...

(Il testo completo in italiano è disponibile, ad esempio, su questo sito)

Altro elemento fortemente legato all'epoca è il ripetuto riferimento alla "mia generazione", che echeggia la celebre canzone dei Who My Generation, inno dei mods e grande successo in UK (#2 nel 1965). Una nuova generazione, per una nuova era, nella quale i giovani saranno protagonisti, una linea di fondo per tutti gli anni '60.

 

La fortuna della canzone

 

Anche se oscurata dalla RAI (e dalla hit parade) la canzone di Guccini e dei Nomadi ha avuto un buon successo, è stato il brano che il gruppo ha presentato al Cantagiro del 1967 (che seguiva il grande successo dei complessi nell'anno precedente) e l'ostracismo non ha coinvolto la Chiesa, che anzi, in piena epoca conciliare, stava guardando con interesse alla musica come un mezzo per avvicinare i giovani alla pratica religiosa, arrivando anche ad accettare le "messe beat".

I Nomadi organizzarono anche un "blitz" per presentare al Papa la canzone, mischiati alla folla che faceva ala ad una sua uscita dalla residenza estiva di Castel Gandolfo (il Papa era Paolo VI). Era presente il noto fotografo Federico Garolla che ha documentato l'episodio (immagine © Archivi Garolla, vedi Archivi Garolla, il Papa si intravede sullo sfondo). Non risulta che però il Papa o suoi collaboratori abbiano mostrato interesse esplicito per il messaggio dei Nomadi.

 

Altre informazioni

 

Su questa canzone vedi anche: La RAI e la censura / Su Guccini letterario: Francesco Guccini
Vedi anche: sito ufficiale Guccini: www.francescoguccini.it / Per sempre Nomadi

 

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© Musica & Memoria 2002 - Revisione 2007 (immagini)

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