TOP-Five di Musica & Memoria

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Le classifiche

               
               
#

Top-5 Rock

1

If I Could Only Remember My Name

David Crosby

1971

2

No Guru, No Method, No teacher

Van Morrison

1986

3

Abbey Road

Beatles

1969

4

Valentyne Suite

Colosseum

1969

5

What's Going On

Marvin Gaye

1971

 

 

 

 

+1

Out of Time

R.E.M.

1991

BKS

Reflection

Pentangle

1971

 

 

 

 

#

Top-5 Jazz

1

Kind of Blue

Miles Davis

1959

2

One Flight Up

Dexter Gordon

1964

3

Standards, Vol. 1

Keith Jarrett

1983

4

Sunday at the Village Vanguard

Bill Evans

1961

5

A Love Supreme

John Coltrane

1964

 

 

 

 

+1

My Song

Keith Jarrett

1977

BKS

Conference of the Birds

Dave Holland

1972

 

 

 

 

#

Top-5 Songs

1

Yesterday

Paul Mc Cartney

1965

2

Imagine

John Lennon

1971

3

La cura

Franco Battiato

1996

4

Blowin' In The Wind

Bob Dylan

1963

5

The Sound of Silence

Paul Simon

1966

 

 

 

 

+1

Ohio

Neil Young

1970

BKS

Dry Land

Joan Armatrading

1975

       
#

Top-5 Soundtracks

1 Il buono, il brutto e il cattivo (Sergio Leone) Ennio Morricone 1967
2 Lezioni di piano (Jane Campion) Michael Nyman 1993
3 Il laureato (Mike Nichols) Paul Simon 1967
4 Fellini 8 e 1/2 (Federico Fellini) Nino Rota 1964
5 Goldfinger (Guy Hamilton) John Barry 1964
       
+1 Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (Elio Petri) Ennio Morricone 1970
 

Le regole

 

Anche Musica & Memoria pubblica le sua classifiche, opinabili come tutte le classifiche, segue però alcune regole. La prima è il numero degli album e delle canzoni selezionate. Sulla scia dei personaggi di High Fidelity di Nick Hornby, malati per le classifiche ("...le cinque migliori canzoni con la parola "fiume" nel titolo!") cerchiamo di rimanere all'interno del magico numero cinque. Le classifiche con 100 album da salvare (Per voi giovani) o "33 dischi (senza i quali non si può vivere)" (Assante e Castaldo, Einaudi) richiedono un troppo facile sforzo di sintesi.

La seconda regola è la polvere del tempo: solo dischi per i quali l'effetto novità e moda è finito e che hanno saputo sfidare gli anni. La terza è la universalità: dischi che (almeno nel rock) sono riusciti ad ottenere negli anni una conoscenza universale o comunque molto ampia, non conosciuti soltanto da pochi eletti. La quarta, per gli album, è la compattezza: lavori dove tutte le canzoni contenute sono necessarie, non famosi solo per uno o due brani. la quinta, abbiamo considerato album validi in sé, per le emozioni che danno all'ascolto, e non in base alla loro importanza nella storia della musica e al ruolo di indicatori di nuove vie che hanno avuto, la sesta, consideriamo soltanto album nati come tali, non antologie create a posteriori e greatest hits. Infine per "rock" abbiamo considerato tutta la musica che deriva dal blues e dalla sua unione con la musica europea.
Per le colonne sonore (soundtracks) abbiamo preso in considerazione solo quelle composte appositamente (almeno in parte significativa) e la musica creata o assemblata come commento al film, e abbiamo quindi escluso i musical.

Ma, siccome cinque scelte sono veramente poche, ci ne concediamo una, non di più, aggiuntiva. Una scelta aggiuntiva che però rimane tale. Infine, per considerare anche i lavori meno conosciuti, aggiungiamo anche una mini categoria a parte BKS, ovvero "best kept secret", per i capolavori conosciuti, purtroppo per gli altri, solo da pochi fortunati.

 

Le motivazioni

 

Rock

What's Going On

Il capolavoro di Marvin Gaye è la sintesi della stagione magica del soul e del R&B, forse non è rock in senso stretto ma ha costituito una delle basi della musica a venire. Un album compatto, sempre al medesimo alto livello emozionale, punteggiato da instant classics come Mercy Mercy Me e Inner City Blues.
Un livello di perfezione, di compenetrazione tra qualità delle musiche e impegno dei testi, raramente raggiunto. Innumerevoli cover per la trascinante Inner City Blues, splendida quella dei Working Week.

No Guru, No Method, No Teacher

Un punto d'arrivo per Van Morrison, che fonde la sua musicalità intensa del secondo periodo (quello iniziato con Astral Weeks) con testi ispirati alla sua Irlanda e al pensiero di Jiddu Krishnamurti. Un album senza un cedimento, che rimane miracolosamente sempre allo stesso livello emozionale.

Valentyne Suite

Un esempio tra i più riusciti della "scalata al cielo" rappresentata dal progressive, nelle sue prime espressioni. Quando giovani musicisti decisero di non avere timori reverenziali verso nessuna forma di musica o di arte. E di aggredire e usare senza prudenza alcuna il jazz, la musica classica, la musica contemporanea, la pittura astratta, l'arte totale di Wagner a Bayreuth. Nel progressive vengono in mente sicuramente altri nomi, dai Pink Floyd ai King Crimson, ma i Colosseum in questo album hanno raggiunto tutti i risultati del genere con meravigliosa semplicità, con l'aggressività di un linguaggio nuovo, la fantasia, l'epica, senza dispiegamento di mezzi e effetti, ma solo di un grande talento.

If I Could Only Remember My Name

Un flusso di creatività ininterrotto, una ispirazione continua e naturale, una sintesi dei mille influssi degli anni '60 e della West Coast e il contributo degli innumerevoli ospiti, praticamente tutta la scena musicale californiana, sempre avendo però al centro il particolare mondo poetico del musicista californiano, per un risultato irripetibile per bellezza dei temi musicali, finezza degli arrangiamenti e coesione tra versi e musica, con un uso esteso dei cori e della voce senza parole.

Abbey Road

Il disco più compatto e coerente nell'ispirazione dei musicisti più influenti della seconda metà del secolo (e oltre). Non il più celebre e celebrato, ma in questa ultima fase della loro parabola artistica la rivalità tra Paul e John (e Yoko) aveva dato le ali a Macca facendolo arrivare a livelli di creatività mai più raggiunti, e George con la sua ricerca spirituale si era totalmente affrancato e contribuiva a incrementare la capacità creativa del gruppo.

Out of Time

Melodia, malinconia, energia rock, echi della memoria e del folk elettrificato, testi evocativi e stimolanti, e soprattutto una ispirazione continua e senza cadute per un raro album dell'era CD dove tutte le canzoni sono necessarie, ognuna poteva essere un hit e ognuna di loro suona come un instant classic.

Reflection

Non tutti purtroppo conoscono i Pentangle e i risultati artistici raggiunti a cavallo dei lontani anni '60 e '70, portando a sintesi naturale folk, rock, jazz e blues, usando solo normalissimi strumenti acustici, voci splendide e grande talento. In una produzione sempre di altissimo livello, sviluppata in soli cinque anni, questo è probabilmente il risultato più compiuto del quintetto inglese.

Songs

Yesterday

A Paul era venuto addirittura il sospetto che questa canzone che a tutti sembrava praticamente perfetta fosse un plagio involontario. Invece no, era proprio frutto della sua fantasia e della sua ispirazione, questa sintesi di musica e parole, poche efficacissime parole che evocano il passaggio più cruciale per ogni uomo. Quello tra la giovinezza e la maturità. Difficile trovare una canzone più perfetta, e ne sono stati consapevoli già i primi ascoltatori, sino a quelli di oggi. Sino agli autori giapponesi di un notevole manga, Cowboy Bebop, che hanno celebrato il brano di Macca facendone la colonna sonora del momento culminante della lunga saga. (vedi anche: Beatles Songs).

Imagine

In una ideale gara a distanza anche l'altro grande protagonista della musica del 900 ha scritto la sua canzone senza tempo (tra molti altri capolavori). In linea con il personaggio, e a differenza di Paul, non è la dimensione privata ad ispirarlo, ma quella universale della comunità degli uomini e la sua aspirazione perenne alla giustizia e alla libertà. Difficile scegliere tra quest'altra mirabile sintesi e quella di Yesterday. Ci permettiamo solo di segnalare una splendida cover, che fa risplendere questo classico intramontabile, interpretata con meravigliosa semplicità da Eva Cassidy.

La cura

Una canzone perfetta, il capolavoro di Franco Battiato e una sintesi del suo mondo poetico e musicale, l'attenzione di sempre alla vita trascendentale e spirituale, assieme però all'amore terreno. Come le altre canzoni scelte è un "instant classic", un brano che colpisce al primo ascolto perché pare di averlo sempre sentito (forse in un'altra vita) pur essendo originale e innovativo. E che ha la caratteristica di non stancare, di sopportare le mille repliche e gli usi impropri di ogni tipo, restituendo ad ogni ascolto sempre una nuova emozione. Peccato che questo gioiello sia conosciuto solo agli ascoltatori italiani (e forse spagnoli) e non al grande pubblico internazionale.

Blowin' In The Wind

Dal secondo album di uno dei personaggi più influenti e più noti di tutta la musica rock la sua canzone immortale. In questa prima versione del 1963 soltanto la voce nasale di Bob Dylan, da cantante folk americano di strada, assieme alla sua chitarra acustica e all'armonica a bocca, presentavano al mondo questa canzone diventata forse l'esempio stesso di canzone, per tutti i cantautori che verranno. Pochi semplici versi ma di grande profondità, una riflessione che continua a raggiungere il segno.

Ohio

Un rock martellante, a differenza delle altre scelte, tutte in chiave low, un grido di denuncia e di sfida che raggiunge immediatamente il segno e che rimane indelebile nella memoria. Un esempio perfetto della forza e dell'impatto che può raggiungere il rock.

The Sound of Silence

Impossibile non inserire anche la perfetta canzone di Paul Simon, splendidamente interpretata assieme all'amico Art Garfunkel ed inserita in apertura del film Il laureato. Una riuscitissima fusione tra musica e testi, che narrano un sogno inquietante, nel quale si riflettono le ombre dell'altra faccia degli anni '60.

Dry Land

Nel suo secondo disco, Back To The Night, la cantante inglese di origini giamaicane Joan Armatrading ha inserito questa perla, una canzone praticamente ideale, una musica ondulatoria e ipnotica della stessa Armatrading, un testo poetico della sua amica Pam Nestor (che poco dopo ha abbandonato, purtroppo, l'ambiente musicale), una metafora dell'amore come viaggio. Un gioiello che colpisce al primo ascolto, conosciuto purtroppo da pochi, inclusi gli estimatori della cantante di "Drop The Pilot" e "Show Some Emotion".

Tupelo Honey

Proprio Bob Dylan ha dato una definizione a quest'altro instant classic del grande "Van the Man", dichiarando che "Tupelo Honey è sempre esistita, Van Morrison l'ha semplicemente svelata al mondo". La coesione tra musica e parole, la tipica iterazione dei versi per raggiungere un livello quasi mistico, la bellezza del tema musicale fanno anche di questo semplice brano, un inno alla sua donna e alla donna, un classico della musica rock o di quello che includiamo sotto questo termine ormai amplissimo. Se avessimo a disposizione un +2 questa canzone sarebbe sicuramente in classifica.

Jazz

Kind Of Blue

Una combinazione irripetibile di talenti, guidata da uno dei maggiori jazzisti di tutti i tempi, non poteva che dare un risultato straordinario. La gran parte dei critici di jazz considera questo album, in cui ogni brano e ogni assolo è essenziale, il disco irrinunciabile per eccellenza. Dire di più sarebbe velleitario.

One Flight Up

Dexter Gordon è stato uno dei maggior stilisti e dei più limpidi specialisti dello strumento principe del jazz, il sax tenore. Questo disco dal groove incalzante e dai temi melodici bellissimi (in collaborazione con il coautore, il trombettista Donald Byrd) stranamente non è il più noto del periodo d'oro di Gordon, ma è probabilmente quello che colpisce più direttamente e immediatamente anche l'ascoltatore meno abituato ad ascoltare jazz, con i suoi soli tre brani, due lunghe suite e un bellissimo standard.

Sunday at the Village Vanguard

Il trio jazz perfetto, per un breve periodo raccolto attorno all'innovatore Bill Evans, all'inventore del moderno pianismo jazz, rivolto alla introspezione e alla scoperta di ogni nota piuttosto che al supporto ritmico, catturato in alcune indimenticabili esecuzioni dal vivo in un club newyorchese.

Standards,
Vol. 1

La lezione di Bill Evans ha incontrato in modo naturale Keith Jarrett. Il più grande talento del jazz attuale ha iniziato proprio con questo album il suo percorso di analisi e ricerca delle radici, delle sfumature nascoste negli standard che da sempre il jazz usa. Un percorso simile a quello di un'altro grande, Sonny Rollins, ma con mezzi molto diversi e stilisticamente essenziali, il trio jazz, con Jack DeJohnette e Gary Peacock.

A Love Supreme

Una ispirazione mistica, una struttura della musica e dell'album in forma di mantra, per l'opera più nota, probabilmente per la grande capacità di impatto, del grande specialista del sax tenore. Ma anche un esempio di grande jazz emozionale, con l'apporto fondamentale dei suoi compagni nello storico quartetto: McCoy Tyner, Jimmy Garrison, Elvin Jones. Un album che testimonia l'importanza enorme che Coltrane ha avuto nella storia del jazz, non solo per quello che ha fatto, ma anche per quello che non ha potuto fare, per la prematura scomparsa, proprio mentre stava guidando il jazz a una nuova e inedita forma espressiva.

My Song

Un artista multiforme e geniale come Keith Jarrett è difficile da portare a sintesi in un solo lavoro. Includiamo almeno un altro album (e tralasciamo le notevoli prove al piano solo totalmente improvvisato), coerentemente con le regole espresse sopra, gli ascoltatori apprezzano in My Song una felicità espressiva inesausta per tutto l'album, supportata da sempre nuove invenzioni, grazie anche all'apporto fondamentale del grande sassofonista Jan Garbarek.

Conference of the Birds

Una gemma che purtroppo non tutti conoscono, l'esempio forse più diretto e fruibile del jazz di avanguardia, non cerebrale, anche se stimolante per le continue invenzioni, ma emozionale e coinvolgente sia negli episodi lirici sia in quelli mossi, sino ad arrivare alla pura poesia del brano che dà il titolo all'album.

 

Commenti, obiezioni e classifiche alternative

 

"Ma come, non avete inserito xyz, è un album fondamentale!", "E' assurdo che non ci sia alcun album di/dei zxk, che hanno avuto enorme importanza nella storia della musica!", "La classifica è parziale, non c'è nessun album di genere ghy!". Le classifiche che si possono stilare sono virtualmente infinite, e le scelte comunque arbitrarie e destinate ad invecchiare nel tempo.

Chi trova divertente questo passatempo può però scriverci e proporci le sue classifiche alternative, rispettando possibilmente le regole indicate prima, le pubblicheremo senz'altro. Vedi: Le prime classifiche alternative.

(Per recensioni approfondite degli album scelti consigliamo Onda Rock e Allmusic).

 

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 © Musica & Memoria - Alberto Maurizio Truffi  Luglio 2007

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