Pentangle

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Storia

   

I Pentangle sono stati, nel loro breve periodo di piena attività, tra i primi esploratori di un nuovo genere musicale, che univa tradizione inglese e scozzese, jazz, blues ed echi di rock, ricorrendo in genere ai soli strumenti acustici, risultando in tal modo all'ascolto ancora oggi estremamente attuale.
Il gruppo si è formato nel 1967 dal nucleo formato dai due amici, chitarristi e appassionati sia del folklore inglese sia del blues americano, lo scozzese Bert Jansch e l'inglese John Renbourn. All'attivo avevano già un album assieme  (il notevole Bert and John del 1966) e diversi lavori solistici.
Per completare la formazione avevano bisogno di una vocalist donna (Jansch era già un eccellente interprete anche alla voce) e di una sezione ritmica. La vocalist prescelta fu Jacqui McShee, che già aveva collaborato con Jansch; dotata di una voce estesa, particolarmente tersa ed intonata, ma all'occorrenza anche dotata di swing, divenne da subito uno degli elementi di base dei Pentangle, forse il principale.

Come sezione ritmica raggiunsero i Pentangle due tra i più apprezzati jazzisti inglesi del periodo, il bassista acustico Danny Thompson e il batterista Terry Cox.

La accoglienza del pubblico fu buona, per un prodotto così raffinato. Da tenere presente infatti la differenza di suono che era data dalla sezione ritmica, che spezzava e variava i ritmi come nel jazz, creando sconcerto in chi era (ed è) abituato al supporto metronomico del rock, nonché il ricorso a strumenti acustici, nell'era del trionfo della chitarra elettrica con distorsore.

Renbourn, Thompson, Cox, Jansch e McSheeNonostante questi aspetti peculiari della loro proposta i Pentangle ebbero un buon seguito in Gran Bretagna nei primi anni '70, raggiungendo soprattutto un apprezzabile successo commerciale con l'album Basket Of Light, che conteneva il loro (unico) successo su singolo, Light Flight, entrato nella top-10 inglese. Anche in Italia, per merito soprattutto della rivista Suono Stereo, conquistarono un piccolo ma fedele seguito, da tipica cult-band.
Dopo il notevole album Solomon's Seal del 1972 però i cinque decisero di concludere la esperienza, probabilmente si trovavano a mezza strada tra un gruppo con possibilità commerciali, ma senza un solido successo di mercato, e un gruppo di musicisti puri, ancora in attesa di un pieno riconoscimento da parte della critica, con gli svantaggi di entrambe le opzioni, e decisero quindi di proseguire separati la propria ricerca musicale.
Negli anni '80 comunque quattro dei cinque Pentangle originari (senza Renbourn) ripresero la strada assieme, riproponendo la stessa miscela musicale degli inizi, in un contesto certamente più ricettivo.

 

I testi dei Pentangle

 

La maggior parte dei dischi dei Pentangle, sia gli LP originali sia le riedizioni su CD, non contengono i testi, con le sole eccezioni di Cruel Sister e Solomon's Seal. Le canzoni dei Pentangle si possono suddividere in a) brani della tradizione popolare inglese o scozzese (traditional);  b) brani di loro composizione;  c) blues, rhythm & blues e brani pop ripescati sulla base delle preferenze e passioni dei vari componenti del gruppo.
I testi dei brani tradizionali sono recuperabili in molti casi da canzonieri e antologie, e sono, in molti casi, disponibili su internet. Il testo della stessa canzone può però variare per dettagli o per intere strofe in diverse interpretazioni, ed essere quindi diverso da quello proposto dai Pentangle. Stesso discorso vale per i brani di tipo c), per i quali a volte è disponibile in internet una versione. I testi composti dai Pentangle non erano disponibili su internet, a differenza dei testi di molti gruppi anche meno importanti, salvo un benemerito tentativo di trascrizione direttamente dai brani originali, intrapreso a fine 2002 dal sito gestito da Doug Johnson.

Dopo un lavoro durato diversi anni, con l'aiuto di numerosi visitatori italiani, americani e inglesi, e infine con il fondamentale aiuto di Nicole d'Eliso, sul nostro sito Musica & Memoria sono ora disponibili le trascrizioni di tutti i testi degli album pubblicati dal 1968 al 1972 dal gruppo inglese, raggruppati e organizzati, come sempre, per album di pubblicazione.

 

Gli album

Nel loro primo e intenso periodo di attività i Pentangle produssero sei dischi, dei quali uno doppio con 22 brani. Si tratta di un patrimonio musicale notevole, perché tutti e sei si caratterizzano per la qualità e l'interesse sempre molto elevato dei brani, e la assenza di brani riempitivo tanto frequenti nell'era CD. I brani si susseguono alternando i vari stili, dagli arrangiamenti dei brani popolari alle composizioni strumentali in tempi blues e jazz, a brani composti da loro, in stile di moderna ballata acustica, a insoliti ripescaggi nella canzone pop, soul e r&b; sono proposti spesso a contrasto e appaiono tutti necessari alla economia dell'opera.

Nelle varie recensioni sul gruppo viene indicato a volte come loro migliore lavoro Basket Of Light (il maggiore successo) o Cruel Sister (il disco tutto di brani tradizionali) o Reflection (il disco più aperto a nuove influenze) ma la scelta è difficile ed altamente arbitraria. Come loro capolavori sono stati indicati spesso gli arrangiamenti di brani della tradizione popolare come The Trees They Do Grow High, o Lord Franklin, o Will The Circle Be Unbroken, dove elemento di forza era anche la bellezza melodica del tema originale, sottolineato al meglio dalla voce cristallina di Jacqui, ma altrettanto fondamentali sono le composizioni originali e i brani strumentali.

 

Link

 

Jacqui McShee

www.jacquimcshee.co.uk

John Renbourn

www.john-renbourn.com

Bert Jansch

www.bertjansch.com

  

Discografia sintetica

 

1968 

The Pentangle (Reprise)

LP e CD

Il disco di esordio, riprende alcune composizioni di Jansch e Renbourn.

1968 

Sweet Child (Reprise)

Doppio LP e CD (singolo e doppio)

Doppio LP. Il primo disco contiene registrazioni effettuate il 29 giugno 1968 al Royal Festival Hall, a Londra, il secondo disco è di registrazioni in studio. La prima edizione su CD, su un solo dischetto, era mutilata di tre brani (gli ultimi due della raccolta e Good Bye Pork Pie Hat). La successiva, su due dischetti, è completa e contiene anche diverse "bonus tracks".

1969 

Basket of Light (Edsel) 

LP e CD

Il disco di maggiore successo del gruppo, conteneva il singolo Light Flight.

1970 

Cruel Sister (Reprise)

LP e CD

Il disco, tutto di traditional, nel quale viene introdotta la chitarra elettrica stile Fairport Convention, nella lunga suite Jack Orion.

1971 

Reflection (Reprise) 

LP e CD

Il disco che contiene la splendida versione del traditional Will The Circle Be Unbroken e per il resto soprattutto composizioni originali. Probabilmente il miglior risultato del gruppo per l'equilibrio complessivo che raggiunge la loro particolare proposta musicale.

1972 

Solomon's Seal (Reprise)

LP, ripubblicato su CD nel 2004

L'ultimo disco del gruppo in attività. Per anni introvabile, si pensava che si fossero persi i master, poi è stato ripubblicato. Livello molto elevato, anch'esso è considerato ed è da considerare ai vertici della produzione dei cinque musicisti.

1966
1972 

History Book (Antologia, Reprise)

Solo LP, mai pubblicato su CD

Una ottima antologia, pubblicata a ridosso degli anni d'oro del gruppo inglese, contiene anche brani tratti dai progetti solistici di alcuni dei musicisti. L'antologia è del 1973.

1969 1972

Live at BBC (Band Of Joy)

CD 

Contiene numerose sessioni registrate dal vivo tra il 1969 e il 1972 alla radio inglese BBC , dove il gruppo, dal repertorio estremamente ampio, era spesso ospite. Il CD è stato pubblicato nel 1995.

1968 1972

The Lost Broadcasts (Hux Records)

CD 

Contiene ancora altre sessioni, tra cui versioni inedite ed una canzone mai pubblicata su disco, ritrovate in tempi ancora successivi negli archivi della BBC e presso un collezionista (registrate direttamente dalla radio). Il CD è uscito nel 2004.

 

Gli altri gruppi del folk-rock inglese

 

Negli stessi anni in cui i Pentangle sviluppavano il loro percorso musicale, in Inghilterra nasceva e aveva un piccolo successo (con riflessi anche in USA) il movimento folk-rock inglese, che si proponeva l'obiettivo di recuperare in chiave contemporanea il patrimonio della musica popolare delle isole britanniche. Oltre ai Pentangle, soltanto altri due gruppi possono essere considerati parte del movimento, i Fairport Convention e gli Steeleye Span. Altri gruppi, in particolare i Traffic con il capolavoro John Barleycorn Must Die hanno recuperato brani della tradizione, ma sono state eccezioni nella loro produzione, o altri ancora, come gli Strawbs, si ispiravano nelle composizioni a melodie elisabettiane o popolari. Inoltre anche nel Regno Unito operavano interpreti specializzati nel recupero della tradizione, come Anne Briggs e Martin Carthy (che raggiungerà proprio gli Steeleye Span), che beneficiavano in quegli anni di un ritorno di interesse per la loro ricerca, oppure i Watersons, che sono stati forse il prototipo del gruppo folk degli anni '60.

Il principale elemento che differenziava il suono tra i tre gruppi era la sezione ritmica: di derivazione jazz e molto creativa per ritmi e percussioni quella dei Pentangle, in puro stile rock per i Fairport Convention, senza batteria ed affidata al solo basso elettrico per gli Steeleye Span. Elemento unificante la presenza di una front woman dalla voce eterea: Sandy Denny per i Fairport, Jacqui McShee per i Pentangle, Maddy Prior per gli Steeleye. I soli Pentangle hanno seguito, anche se con deroghe, la strada dell'arrangiamento soltanto acustico. La scelta dei brani dall'ampio canzoniere tradizionale inglese è distribuita in modo molto oculato tra i tre gruppi: nessuna sovrapposizione. Non sappiamo se per preferenze diverse, o se per accordi diplomatici tra loro.

I Fairport Convention hanno avuto, tra i tre, il maggiore successo commerciale, provenivano dal rock e hanno gradatamente inserito temi folk nella loro produzione, fino ai due album di maggiore successo, Liege and Lief e Unhalfbricking (entrambi del 1969). Gli Steeleye Span erano invece un gruppo che proveniva dal circuito folk ed ha seguito il percorso inverso, sino al loro miglior album (il terzo) Ten Man Mop (1971). All'inizio degli anni '70, con l'affermarsi prepotente del progressive si sono ridotti gli spazi per altri generi alternativi e il folk-rock è ritornato tra i generi musicali di nicchia.

Nonostante abbiano ricevuto allora e abbiano tuttora critiche favorevoli, le opere dei Fairport Convention e degli Steeleye Span appaiono oggi, nonostante alcuni acuti, abbastanza datate e decisamente inferiori a quanto prodotto dai Pentangle. Il recupero delle ballate tradizionali, pur belle musicalmente, si scopre che non è operazione facile e la noia può affacciarsi facilmente, e anche la coesistenza tra suoni acustici ed elettrici e l'inserimento del battito del rock non sono affatto operazioni agevoli e alla portata di tutti.

 

La produzione discografica prima dei Pentangle

 

I due chitarristi dei Pentangle Jansch e Renbourn avevano già alle spalle diverse esperienze discografiche. Inoltre, hanno anche registrato alcuni album in parallelo all'impegno con il gruppo. Per un quadro completo della vicenda dei Pentangle includiamo anche l'elenco questi altri album.

John Renbourn
1965 John Renbourn (Reprise)
1965 There You Go (Columbia)
1967 Another Monday (Transatlantic)
1967 Bert And John (Transatlantic)
1968 Sir John Alot of Merrie Englandes Musyk Thyng & ye Grene Knyghte (Shanachie)

1971 The Lady and the Unicorn (Shanachie)
1972 Faro Annie (Reprise)

Bert Jansch
1965 Bert Jansch (Transatlantic)
1965 It Don't Bother Me (Transatlantic)
1966 Bert and John (Transatlantic)
1966 Jack Orion (Vanguard)
1967 Nicola (Demon)

1969 Birthday Blues (Demon)
1969 Lucky Thirteen (Vanguard)
1969 Sampler (Transatlantic)
1969 Stepping Stones (Vanguard)
1971 Rosemary Lane (Reprise)
1972 Box of Love (Transatlantic)

Sono tutte opere di grande qualità. Volendo consigliare qualcuno degli album si possono sicuramente riscoprire Bert and John, Sir John Alot, il primo di Jansch del '65, Jack Orion, Birthday Blues.

 

Il ritorno dei Pentangle

 

A metà degli anni '80 quattro dei cinque componenti dei Pentangle hanno deciso di riprendere la strada assieme, di ripensare alla loro formula musicale e riproporla, arricchita del molto che era emerso nel mondo della musica negli oltre dieci anni che erano passati. Mancava nella reunion il solo John Renbourn, che aveva preferito perseverare nella sua scelta di rigore blues e folk. Producevano così altri cinque album originali di ottimo livello nei successivi 8 anni, proponendo una versione con variazioni e arricchimenti della loro originale formula musicale, per un pubblico ormai esplicitamente di nicchia.

1985 Open the Door (Varrick)
1986 In the Round  (Sanctuary)
1990 So Early in the Spring (Green Linnet)
1991 Think of Tomorrow (Green Linnet)
1993 One More Road (Permanent)

Jacqui McShee's Pentangle
1999 Passe Avant (Park)
2005 Feoffes' Land (GJS)

Gli appassionati del gruppo sono ovviamente legati ai primi storici sei album e alla magia della scoperta della loro musica. I successivi non sono però affatto trascurabili, anche se la uscita progressiva della classica sezione ritmica jazz li rende man mano meno originali, oltre che un gruppo ruotante ormai attorno ai soli Jacqui McShee e Bert Jansch. L'album migliore di questa fase, secondo la critica, è proprio il primo, Open the Door.
A metà degli anni '90 anche Jansch ha ripreso la sua strada come solista, e la sola Jacqui McShee ha tenuto vivo il nome dei Pentangle, con l'album del '99 Passe Avant, ribattezzando il gruppo, a questo punto, Jacqui McShee's Pentangle.

 

Altre informazioni

 

Vedi anche: Copertine degli album dei Pentangle  / Tutte le canzoni / Album fotografico

 

Febbraio 2003 / Ottobre 2004 / Gennaio 2005 / Maggio 2005 / Giugno 2007 (Nuove trascrizioni disponibili) / Ottobre 2007 (folk-rock inglese) / Ottobre 2007 II (Prima dei Pentangle, Il ritorno) / Settembre 2010 (Altre foto)

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