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Un sito che si occupa di musica in tutti i suoi aspetti dove non c'è neanche un brano di musica da ascoltare? Inserire musica da scaricare o anche da ascoltare in streaming non è possibile per i controlli e i vincoli sui diritti di copia. Ma per fortuna ci sono YouTube e Spotify.

 

Nel sito trovi: Traduzioni, Testi, Anni '60, Brasile, Beat, Radio, Cinema, Tecnologia, Mercato, Cultura

 

Perchè non è possibile il preascolto dei brani / La soluzione: Spotify / L'alternativa: YouTube / Altri sistemi per ascoltare la musica gratis / Trovare e ascoltare la musica beat / L'acquisto: 1) Il download legale / L'acquisto: 2) I CD scontati o usati / Vecchie abitudini sul viale del tramonto: P2P e Radio on-demand

 

Premessa: perché non è possibile il preascolto dei brani

 

La soluzione ideale per un sito musicale che non fa commercio elettronico sarebbe il preascolto, associare quindi ad ogni brano di cui si parla nel sito un pulsante che consente di sentirne una parte, e avendo così la possibilità di ricordarli. Tecnicamente non semplice ma realizzabile, impossibile però per le implicazioni legali.

Agli inizi del sito avevamo aperto una sezione, solo per utenti registrati, dove era possibile ascoltare in bassa fedeltà e in modo parziale (49%) i brani di più difficile reperibilità. Ma, a parte il costo e la complessità di gestione, successivi approfondimenti legali ci hanno sconsigliato di continuare.
La riproduzione parziale senza permesso preventivo è infatti regolamentata dalla attuale legge per le opere a stampa e nulla viene detto delle opere musicali.

I detentori dei diritti di copia di queste ultime pretendono quindi una autorizzazione preventiva e anche, solitamente, il pagamento di royaltes, anche se forfetarie. E' il caso ad esempio delle radio, e recentemente anche delle webradio, che devono pagare i diritti anche se trasmettono in modo parziale (parlando sulle canzoni o sfumandole prima della fine).

Esiste anche da diversi anni in Italia una società consortile tra i detentori di diritti, la SCF, che si occupa proprio di controllare nel modo più esteso l'utilizzo non autorizzato di musica non di dominio pubblico, con un approccio "nulla sfugge".
Inoltre i provider sono sempre molto attenti e molto preoccupati dalla presenza sui propri server di file in formato musicale (mp3 e simili) e comunque, nel caso pervenga loro una contestazione anche minima da parte di una casa discografica minore, chiudono immediatamente il sito per non essere coinvolti in una eventuale causa.

Si dovrebbe chiedere una autorizzazione preventiva ai detentori dei diritti, che potrebbe essere anche concessa, in considerazione dei contenuti culturali e della oggettiva opera di promozione della musica svolta dal sito, che oltre a tutto è ad accesso totalmente gratuito.

Ma solitamente queste autorizzazioni non vengono date, perché le case discografiche non si fidano. Forse giustamente, considerando quanta fantasia è stata applicata in ogni parte del mondo per mettere musica gratuitamente in rete.
Ma ancora più complessa da gestire è la frammentazione degli interlocutori, particolarmente elevata trattando noi molti generi musicali, di molte epoche e poco comuni. In alcuni casi sarebbe anche difficile individuare i detentori attuali dei diritti (per esempio per il beat anni '60). In molti casi sono anche diversi per l'Italia e per i paesi di origine, mentre la rete è mondiale.
In sintesi, ci vorrebbe un ufficio legale apposito. Sarebbe bello poter inserire un pulsante "ascolta questa canzone" ma è per ora sostanzialmente impossibile, anche se continueremo a studiare una soluzione.

Per saperne di più: I diritti legali sulla musica

 

La soluzione: Spotify

 

Con i primi mesi del 2013 è arrivata finalmente una buona notizia: il problema è risolto e ogni brano di cui si parla nel sito, con pochissime eccezioni, è ascoltabile, anche per intero, grazie al servizio Spotify, disponibile da tempo negli USA e in alcuni paesi europei, e da febbraio 2013 anche in Italia. Per il servizio completo (premium) è necessario abbonarsi con un costo di 9,9 € / mese, con la possibilità di ascolto anche in "alta qualità" (ma sempre con compressione lossy) e precisamente Ogg Vorbis 320Kbps. E' disponibile però anche un servizio base completamente gratuito, che impone solo la visione di spot pubblicitari, in qualità standard e solo su desktop. Annunci pubblicitari soltanto visivi comunque, non coprono la musica. Non resta quindi che iscriversi al servizio visitando il loro sito. Per una prova pratica e un approfondimento si può anche consultare il nostro blog.

Importante informazione per i pochi che non conoscessero ancora il servizio: è totalmente legale e approvato dalle case discografiche. Con gli abbonamenti e la pubblicità il servizio (che è di nazionalità svedese) paga i diritti alle case discografiche, che sono molto contente.

E' l'unico? Stiamo facendo pubblicità non occulta? Non è l'unico ma è il primo disponibile in Italia e che lascia ascoltare tutto, alla data di questo ultimo aggiornamento della pagina. Alternative ci sono e il secondo arrivato in Italia è stato Google Play Music Unlimited proposto ovviamente da Google, che ha funzionalità analoghe a Spotify. Un altro sito analogo a Spotify è diventato nel frattempo Deezer. Il primo che è stato disponibile, il servizio della Sony chiamato Music Unlimited, all'inizio solo in bassa qualità, poi in parallelo alla disponibilità di Spotify, anche in alta qualità (320Kbps AAC) ha poi chiuso con l'arrivo in tutti i paesi di Spotify. Infine ci sono i servizi lossless, in qualità CD, il primo, ma ancora non del tutto disponibile in Italia, è il servizio francese Qobuz, che mette a disposizione in streaming un ampio catalogo di album in qualità CD, a cui poi si è aggiunto, ma disponibile in Italia, il servizio Tidal (scandinavo di origine anche questo) che dall'inizio del 2017 consente (per una parte del catalogo) anche l'ascolto in alta definizione. Per maggiori informazioni consultare le FAQ sullo streaming.

Si trova veramente tutto? Su Spotify sì, inclusa musica italiana d'annata, periodo beat. Possono mancare cose veramente rare o più semplicemente, di etichette che non fanno capo alle major o a consorzi di indie. Oltre alla musica classica, solo in parte coperta (lato interpreti).

Durerà? E' in grande espansione ed è considerato un caso di successo. Ma è un mondo che muta con grande rapidità, l'elemento che potrebbe essere maggiormente a rischio è la opzione totalmente gratuito. Per questo motivo e per i casi di brano introvabili su Spotify passiamo in rassegna le alternative.

Per saperne di più: le recensioni dei vari servizi streaming in abbonamento sul nostro blog.

 

L'alternativa: YouTube

 

L'alternativa più efficace per ascoltare una vasta scelta di musica, senza pagare, senza limiti di tempo, senza lunghe attese per scaricare i brani e con qualità di solito discreta è YouTube.
Per motivi misteriosi le case discografiche apparivano del tutto indifferenti alla presenza su YouTube dello stesso materiale che, se scambiato su sistemi P2P come eMule, provocava in loro reazioni legali e di contrasto di ogni tipo.
Si è capito poi che gli introiti pubblicitari, che si estendono grazie alla creatività degli "uploaders" anche a musica che per editori e case discografiche aveva possibilità di sfruttamento commerciale pari a zero, sono notevoli, grazie al numero di accessi enorme a YouTube, e compensano ampiamente le case discografiche della loro disponibilità

Gli uploader sono instancabili e cercando su YouTube la musica proposta dal nostro sito, si riuscirà a trovare nella gran parte dei casi un video di un concerto, il videoclip eventualmente girato per promuovere la canzone, o un video autoprodotto da qualche appassionato, con corredo di immagini fisse in scorrimento. Se poi qualcosa manca la carichiamo noi sul Canale YouTube di Musica & Memoria.

Provate per esempio con un brano non notissimo come Camouflage di Stan Ridgway e potrete trovare sia il videoclip sia un paio di concerti, così come si possono trovare le canzoni dei Pentangle o la splendida Who Knows Where The Time Goes di Sandy Denny dei Fairport Convention. L'ascolto sarà perfettamente legale a patto che rimanga in streaming (senza download) e il problema al massimo sarà per chi ha caricato il materiale su YouTube. Grazie alla potenza di Google, si può approfittarne. Ma non pensiate che sia veramente gratis, come potete approfondire sul nostro blog (cercando "youtube").

Per saperne di più: Come funziona YouTube, La musica di Musica & Memoria (blog)

 

Altri sistemi per ascoltare la musica gratis

 

Il preascolto di una grande quantità di brani, non tutti quelli presenti sul sito ma una quota elevata, è possibile tramite due grandi organizzazioni: Allmusic e iTunes.

 Allmusic  viene dal settore editoriale, ha costituito nel corso degli anni un enorme e completissimo portale che è diventato un punto di riferimento per chiunque si occupa di musica, probabilmente ha accordi con le maggiori case discografiche e funziona anche come canale pubblicitario.
Da alcuni anni è in grado di fornire quindi anche il preascolto su un grande numero di brani. Conviene selezionare l'artista e l'album, piuttosto che la canzone, e poi è sufficiente attivare il pulsante di preascolto vicino al titolo.

La durata è breve (1' circa) e la qualità piuttosto scarsa, ma una idea del brano ci si riesce a farla.
Può servire soprattutto come reminder, per ricollegare la memoria musicale al titolo.
(La qualità bassa è un assurdo, sarebbe come se Dolce & Gabbana mettessero nella pubblicità delle foto sfocate per paura che qualcuno gli ruba l'idea del modello. Ma è così per diktat delle majors e forse anche per risparmiare un po' sullo spazio disco.)

L'archivio dei brani ascoltabili di Allmusic è abbastanza vasto ma comprende, discendendo dalla impostazione del portale, quasi soltanto materiale anglo sassone, con una discreta selezione di musica latina (inclusa la brasiliana, ovviamente) e praticamente nulla dal resto del mondo.

Sul portale  iTunes  della Apple la qualità del suono sembra più elevata (probabilmente utilizzano lo stesso archivio dei download) ma la durata del preascolto è limitata a 30".  L'archivio è però veramente vasto, anche se mai esaustivo, e comprende anche, a differenza di Allmusic, una parte ampia della musica italiana, della musica francese e in generale della world.
Inoltre, è possibile il download immediato, ovviamente a pagamento.

Esiste poi l'alternativa rappresentata dai  siti ufficiali degli artisti  che ci interessano. Di frequente (ma non sempre) consentono un preascolto dei brani in promozione. Di solito si tratta di ascolto in bassa fedeltà (vale l'osservazione fatta sopra sul modo totalmente contrario ad ogni legge pubblicitaria nel presentare un prodotto) e soprattutto la opzione è quasi sempre attivata solo per la produzione più recente, per le novità (e non per tutti i brani). Non sembra quindi un sistema adatto a trovare una canzone della quale si sta leggendo una traduzione su Musica & Memoria. Al massimo può essere utile, per persone pazienti e accomodanti, per approfondire le recensioni lette sulle riviste.

 

Trovare e ascoltare la musica beat

 

Sui vari ambienti menzionati si trova praticamente tutto. Può essere però complesso è il reperimento della musica beat italiana. I brani più noti (tipo Bang Bang, Un ragazzo di strada, la produzione dela Equipe 84 (esempio a lato), dei Rokes o di Patty Pravo e simili) si possono trovare su iTunes senza grande difficoltà, anche se con qualche buco. Le rarità, le curiosità, i gruppi anche famosi per un periodo o le canzoni di minore successo sono invece di difficile reperibilità. In più c'è da aggiungere l'infame abitudine dei discografici di realizzare dei remix di queste canzoni, con l'obiettivo di attualizzarle, non si capisce a beneficio di chi, con aggiunta di schitarrate e arrangiamenti fuori contesto che riescono soltanto a farle sembrare più vecchie. Purtroppo spesso si trova solo l'orrido remix, peraltro anonimo, e quindi non si sa neanche chi si può insultare per la sconsiderata operazione.

Per questo tipo di contenuti musicali la soluzione è YouTube.  Grazie all'inesausto lavoro volontario di uploader appassionati del periodo (e talvolta degli stessi ex-componenti dei complessi beat) si trovano praticamente tutti i brani pubblicati negli anni '60 con pochissime eccezioni. Per quelli che mancano si può anche provare a scrivere ai gestori dei vari canali specializzati.

Per la musica beat internazionale (quindi al 99% inglese o americana e comunque in lingua inglese) la situazione è invece migliore e la grande maggioranza dei brani è presente sia su Allmusic sia su iTunes, quindi è ascoltabile e scaricabile.

Per saperne di più: Dove trovare la musica beat. Un test di quello che si riesce a trovare su Spotify (partendo da una nostra playlist)

 

L'acquisto: 1) Il download legale

 

Quando tutto il resto non funziona non rimane che l'acquisto. Il modo più comodo di farlo, dato che stiamo navigando e visitando un sito, è il download digitale. Che, soprattutto, in Italia, vuol dire quasi esclusivamente iTunes (ora Apple Music).

Il catalogo è veramente molto ampio e copre tutti i generi e tutti i paesi o quasi, l'unico genere meno coperto è la classica. E' possibile acquistare album completi, e per la musica rock effettivamente la qualità è molto vicina a quella del CD. Il catalogo da alcuni test sembra essere più ampio di quello di Spotify, ma essendo anche questo un servizio con baricentro negli USA, i "buchi" tendono ad essere gli stessi.
Il costo, come noto, è di 0,99 a brano e 9,99 ad album, ma sono sempre più frequenti offerte a prezzi scontati, soprattutto per gli album.


Per saperne di più: La scheda su iTunes sul nostro blog.

 

L'acquisito: 2) I CD scontati o usati

 

Il CD è in via di abbandono a favore della cosiddetta musica liquida, con un processo più avanzato in alcuni paesi (es. UK) e di conseguenza sono in molti quelli che mettono in vendita le loro collezioni, e anche i CD nuovi si trovano, se non sono novità, a prezzi sempre più bassi. Quelli usati in UK veicolati dal canale Amazon possono avere prezzi addirittura simbolici, tipo un centesimo (di sterlina). In pratica si paga solo la spedizione, meno di 3 € in tutto.

Attraverso il canale di vendita, potendo acquistare anche in altri paesi, si può trovare materiale non presente in rete anche se, ovviamente, la premessa è che sia ancora a catalogo o, se usato, di recente uscita.
Per materiale più raro c'è invece il canale eBay dove si può anche lanciare una ricerca a tempo.
Parliamo quindi in questo caso sempre di una verifica e un ascolto che sarà posticipato nel tempo.

Per saperne di più: Come acquistare su eBay e su Amazon

 

Vecchie abitudini sul viale del tramonto: P2P e Radio on-demand

 

Spotify e gli altri sistemi streaming tendono a mettere fuori gioco i canali illegali usati per la musica, coprendo in modo legale sostanzialmente tutte le funzionalità che questi ultimi garantivano.

 

I sistemi P2P e i suoi successori

 

Il metodo più noto per scaricare musica, chiaramente illegale e contrastatissimo dai detentori dei diritti, RIAA in testa, è stato per più di un decennio, eè in parte è ancora, il peer-to-peer, o P2P. Ma poi uscivano in edicola riviste con guide per l'utilizzo ottimale di eMule e BitTorrent. Oltre ai molti siti specializzati, come P2PItalia. Che salvano la faccia premettendo che lo strumento è neutrale, e che non deve essere usato per mettere in sharing materiale del quale non si possiedono i diritti.

Quindi solo materiale autoprodotto, di gruppi non ancora sotto contratto e simili, oltre che musica public domain di 50 o 75 anni fa. Temo che, se così fosse, eMule e BitTorrent non sarebbero così popolari e nessuno scriverebbe guide all'utilizzo.

Per questi sistemi, a parte il non secondario aspetto legale, un altro elemento che non si considera mai è la scomodità, rappresentata dai tempi di attesa indefiniti. Sui sistemi P2P la musica non è disponibile per il download, si prenota. Dopo un tempo non conoscibile a priori la canzone ricercata, forse, arriva sul PC, che dovrà essere lasciato acceso (ed esposto ai ben noti rischi della rete, spyware e così via) per ore o giorni interi.
Forse è meglio un download o un acquisto mirato della musica che abbiamo "assaggiato" su YouTube.

La evoluzione della tecnologia e della banda trasmissiva disponibile a costi sempre più bassi ha reso però possibile sistemi di distribuzione illegale ancora più semplice, lo streaming (per film soprattutto) e il download diretto da siti "mordi e fuggi" posizionati in paesi più o meno remoti. Portando a un progressivo tramonto l'ormai vecchio P2P. Tutte cose su cui ovviamente non ci soffermiamo oltre.

Per saperne di più: La distribuzione digitale della musica

 

Le radio on-demand

 

La radio è un media nel quale la musica è tipicamente unidirezionale, dalla stazione emittente all'ascoltatore, e dove la scelta della musica è effettuata dai programmatori o DJ della stessa emittente. Non è possibile quindi cercare una canzone specifica, ma al massimo si può incapparci per caso, o perché sappiamo che quella stazione trasmette quel genere di musica, o perché è una canzone in heavy rotation, che ritorna quindi ciclicamente in trasmissione.

Esistevano anni fa i programmi di dediche (forse ci sono ancora) nei quali erano gli ascoltatori, con una interattività tradizionale (lettera) che chiedevano una specifica canzone da dedicare alla ragazza, al ragazzo, ad amici o parenti. Passavano quindi giorni tra la richiesta e la (non certa) programmazione, mentre ora, usando gli SMS, forse servirà meno tempo.

Un paio di iniziative ben note sulla grande rete Internet hanno però recentemente esteso il concetto di on-demand anche alla radio. In altre parole, si ricerca sul portale la canzone che si vuole ascoltare, la si prenota e poi la si ascolta in streaming, integralmente. Mettendo in cambio a disposizione la propria musica alla comunità.

I due sistemi sono  Mercora  (la prima P2P radio) e  Jango . Entrambe si definiscono come ambienti di socializzazione (Social FM e Social Internet Radio) e affermano di operare in modo legale. Ma le case discografiche e le loro associazioni non ne sono molto convinte, pensano che siano soltanto iniziative che sfruttano buchi nella legislazione che protegge i diritti di copia. E stanno probabilmente osservando il grado di successo e di estensione in termini di utenti che queste radio riescono ad ottenere per iniziare l'opera di lobbying verso vari governi e associazioni per turare questi buchi.

Successo che per ora è rimasto piuttosto limitato (gli utenti interessati al gratuito puntano direttamente al P2P e quasi sempre ignorano queste iniziative), limitando quindi il catalogo della musica disponibile, ancor più se italiana e degli anni '60.
Nonostante ciò è disponibile su entrambe le piattaforme molta musica, conviene quindi egualmente provare anche questi canali, se le ricerche sugli altri hanno dato esiti infruttuosi.

Da aggiungere che alcuni servizi streaming, e in particolare Spotify, includono anche una modalità di ascolto analoga, e la stessa Apple (per ora solo in USA) ne propone uno simile (a Spotify) chiamato iTunes Radio. Mettendo sostanzialmente fuori gioco queste iniziative.

Per saperne di più (anche se ormai serve a poco): Mercora, la P2P Radio, Mercora, Jango

 

In sintesi:

 

In sintesi: al momento il modo più semplice per ascoltare in anteprima la musica è YouTube, l'alternativa è l'iscrizione gratuita a Spotify, e per un uso a maggiore qualità consigliamo l'abbonamento a Spotify Premium o ancor meglio a Tidal. Per l'acquisto illimitato la soluzione più comoda rimane Apple Music per canzoni singole e Amazon per l'acquisto di CD completi, e infine eBay per materiale raro, non dimenticando di verificare sempre le offerte presenti nei negozi, che hanno il vantaggio della immediatezza e dei costi di spedizione zero.

Per la musica beat italiana, se non si trova su questi canali è possibile solo l'acquisto, cercando in particolare su siti specializzati.

 

© Musica & Memoria 2008 - 2017 / Revisioni: Giugno 2013 (Spotify) / Ottobre 2014 (Evoluzione servizi streaming) / Dicembre 2014 (Aggiornamento periodico) / Febbraio 2017 (Revisione servizi)

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