FAQ sullo streaming musicale

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Sul nostro sito Musica & Memoria abbiamo pubblicato da tempo una sezione di domande & risposte dedicata all'ascolto ottimale della musica e quindi alla  Stereofonia e Alta Fedeltà, e un'altra serie di FAQ dedicate alla musica liquida ovvero il digital download. La evoluzione della tecnologia di trasmissione e la diffusione delle device mobile di ultima generazione rende possibile una alternativa più semplice e meno costosa: lo streaming, a cui è dedicata questa FAQ.

Avvertenza
: è un campo in continua evoluzione, cercheremo di tenere aggiornate le FAQ, ma consigliamo di controllare sempre la data di aggiornamento.

Per approfondimenti e articoli monografici: Il blog di M&M.

 

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FAQ. Frequently Asked Questions

 

Le caratteristiche

Cosa si intende di preciso per servizio streaming?

E' un servizio gratuito o a pagamento?

Quanto è ampio il catalogo?

In cosa si differenzia dall'on-demand per il cinema?

Vincoli e prerequisiti

Che prestazioni deve avere la rete per supportare lo streaming musicale?

Quali restrizioni ci sono in mobilità?

Quali vincoli ci sono per l'abbonamento con il gestore di telefonia mobile?

Come si può ovviare al consumo eccessivo di MB?

Costi, qualità e alternative

Che differenze effettive ci sono per la qualità?

Quanto costano i servizi di streaming premium?

Che limitazioni ha il servizio free?

Quindi a chi conviene il servizio free, che vantaggi ha rispetto a YouTube?

Come ascoltare al meglio in streaming

Come si ascolta la musica in streaming?

Come si ascolta sul mio impianto hi-fi di casa?

Quali sono i network player compatibili e con quali servizi?

Come si connette il PC?

Come si connette un tablet o uno smartphone?

E' possibile usarli con un DAC specializzato e di maggiore qualità?

Qual è il livello di qualità a confronto con la musica liquida?

 

FAQ. Frequently Asked Questions

 

Cosa si intende di preciso per servizio streaming?

A differenza che nel digital download non è necessario scaricare preventivamente la musica che si vuole ascoltare su disco del PC o sulla memoria interna dello smartphone o tablet: si seleziona la musica che si vuole ascoltare sull'ampio catalogo del fornitore del servizio e si da' inizio all'ascolto. Una modalità simile all'on-demand da tempo in uso per il cinema in casa.

 

E' un servizio gratuito o a pagamento?

Esistono entrambe le opzioni. Il primo servizio streaming e il più conosciuto, YouTube (che veicola anche contenuti non solo musicali) è gratuito ma con pubblicità. Due noti servizi straming, Spotify e Deezer hanno anch'essi la opzione free con pubblicità. Tutti gli altri richiedono un abbonamento mensile.

 

Quanto è ampio il catalogo?

Tutti i servizi streaming hanno a disposizione un catalogo molto ampio, di oltre 20 milioni di brani. Il più ampio in assoluto grazie alla storia pregressa con iTunes è quello di Apple, ma anche per gli altri è difficile che quello che stiamo cercando non ci sia, con l'eccezione della musica classica dove invece le carenze sono maggiori.

 

In cosa si differenzia dall'on demand per il cinema?

Per prima cosa non è a tempo, nel senso che l'ascolto di un album o di un brano può essere ripetuto un numero indefinito di volte, non scade mai. Inoltre il catalogo quasi universale, mentre nell'on demand è sempre limitato a un numero percentuale ridotto di film sul totale. Infine, nessun vincolo sulla lingua e quindi presenza di titoli solo in lingua originale diversa dall'italiano, con o senza sottotitoli.

 

Che prestazioni deve avere la rete per supportare lo streaming musicale?

Per l'ascolto casalingo con un PC o con una device collegata al wi-fi casalingo un normale ADSL è sempre sufficiente. Per l'ascolto in mobilità possono esserci restrizioni in base alla qualità della connessione. Vedere la tabella nella risposta successiva.

 

Quali restrizioni ci sono in mobilità?

Per l'ascolto in mobilità è necessario che la connessione garantisca un bitrate prossimo a quello richiesto dal servizio streaming e che il contratto abbia capienza sufficiente per coprire i Mbyte che saranno scaricati. La stessa situazione quindi che si deve affrontare per vedere video o ascoltare musica da YouTube o servizi analoghi. Il bitrate (1000 bit per secondo o Kbps) è dipendente dal livello di compressione e quindi dalla qualità audio ed è riportato nella tabella seguente per i servizi steeaming disponibili in Italia.

Una connessione 3G è sufficiente in condizioni normali per sostenere il bitrate necessario per i servizi a compressione con perdita (lossy) e anche quasi sempre per i servizi a qualità CD (Tidal e Qobuz) grazie alla memorizzazione in locale (caching) effettuata dal servizio. A maggior ragione lo è una connessione 4G. occasionali congestione sulle celle o transizioni sul roaming (in movimento) possono però provocare interruzioni momentanee nell'ascolto.

 

Quali vincoli ci sono per l'abbonamento con il gestore di telefonia mobile?

Come si vede nella tabella, nell'esempio dell'ultima colonna per un album di durata pari a 50', l'intero album una volta ascoltato può aver consumato da 36 a 247 MB. Quindi con un contratto limitato a 1GB / mese sono sufficienti 4-10 album ascoltati al mese per esaurire il budget. Per un utilizzo tranquillo in mobilità è necessario quindi un contratto almeno a 3GB.

 

Come si può ovviare al consumo eccessivo di MB?

Tutti i servizi consentono anche l'ascolto offline. E' possibile quindi importare o scaricare preventivamente via wi-fi a casa o altrove l'album o gli album o la playlist che vogliamo ascoltare e poi ascoltarla anche senza connessione, come se lo smartphone fosse un iPod. Per questo utilizzo, oltre che ricordarsi di acquisire l'album in precedenza, è necessaria una quantità adeguata di memoria libera sul device. Tenendo conto che quello che si è già ascoltato può essere poi eliminato dalla cache, uno spazio di memoria disponibile di 6-8 GB è ampiamente sufficiente anche per i servizi più impegnativi, quelli a qualità CD.

 

Che differenze effettive ci sono per la qualità?

I servizi gratuiti (YouTube e Spotify Standard) hanno un bitrate massimo di 160 Kbps che garantisce un ascolto adeguato per i generi musicali più semplici, mentre il bitrate inferiore (96Kbps) dovrebbe essere limitato solamente alle situazioni di connessione difficili, perché la penalizzazione è più avvertibile. Il bitrate superiore (256-320Kbps) è analogo a quello fornito dalle radio via web anche di classica (come FD5 della RAI) e garantisce una qualità vicina al livello del CD ed in genere difficilmente distinguibile da esso per la maggioranza dei programmi musicali. I servizi a qualità CD forniscono invece la massima qualità possibile attualmente, e danno quindi la tranquillità di non perdere alcun elemento della musica che si ascolta.

 

Quanto costano i servizi di streaming premium?

Il costo è standardizzato, non c'è competizione su questo aspetto, ed è lo stesso per tutti: 9,99 € al mese per i servizi con compressione, avendo a disposizione ovviamente la massima qualità (Apple Music, Spotify, Deezer, Google Play Music) e 19,99 € / mese per i servizi a qualità CD (Tidal e Qobuz).

 

Che limitazioni ha il servizio free?

Per prima cosa ha interruzioni pubblicitarie audio e la qualità è limitata ai livelli inferiori a premium (96 e 160Kbps per Spotify). Poi ci sono altre limitazioni variabili nel tempo e intese a spingere l'abbonamento a pagamento. Ad esempio con Spotify free un album può essere ascoltato solo con l'opzione shuffle inserita, quindi non nell'ordine dei brani previsto originariamente dall'artista.

 

Quindi a chi conviene il servizio free, che vantaggi ha rispetto a YouTube?

Gli abbonati sono molti, diverse volte quelli del servizio in abbonamento, ma perché si rivolgano a questo servizio anziché usare YouTube non è chiaro. L'unico vantaggio visibile è nella selezione dei brani più immediata, perché la scelta è una sola mentre su YouTube possono esserci diverse alternative dello stesso brano, ma con qualità diversa, e si può perdere tempo a cercare la migliore. Ma a parte questo la pubblicità, essendo solo audio, è più invasiva, il catalogo seppur amplissimo è inferiore, e gli album interi, che sarebbero un vantaggio, si possono sentire solo in shuffle e spesso sono presenti anche su YouTube, o realizzabili facilmente con la funzione playlist.

 

Come si ascolta la musica in streaming?

Su smartphone e tablet è sufficiente scaricare la app dedicata, ovviamente gratuita, sempre disponibile sia per IOS sia per Android, non sempre per Windows Phone (verificare prima). Su desktop Mac o Windows è solitamente presente come alternativa sia la app dedicata sia l'accesso da browser. Sulla app sono presenti le solite sezioni di ricerca, di composizione delle proprie playlist o degli album preferiti, di ascolto con i classici comandi di play, stop, ecc. Le prove dettagliate dei principali servizi (Spotify, Qobuz, Tidal, Apple Music, Google Play Music) si possono leggere sul nostro blog.

 

Come si ascolta sul mio impianto hi-fi di casa?

Ci sono tre modalità di ascolto in casa: 1) usando un network player (o streamer) compatibile con uno o più servizi; 2) dal PC tramite un DAC collegato all'impianto; 3) dal device mobile, tablet o smartphone, collegato in wi-fi con un "ripetitore" a sua volta collegato ad un ingresso dell'impianto.

 

Quali sono i network player compatibili e con quali servizi?

Praticamente tutti i network player principali (Marantz, Denon, Panasonic, Oppo, ecc.) sono compatibili con Spotify, che è il servizio più popolare e più diffuso attualmente. I network player (o streamer) della Linn sono compatibili anche con Tidal. Per la scelta e l'ascolto della musica si può usare la app di controllo del network player oppure, per molti modelli (verificare) anche la app, solitamente più completa come funzionalità, del servizio streaming.

 

Come si connette il PC?

E' sufficiente un DAC connesso a una porta USB del PC, nessuna differenza con l'ascolto della musica liquida scaricata dalla rete (digital download).

 

Come si connette un tablet o uno smartphone?

Google, Apple e Sonos producono dei componenti specializzati collegabili in wi-fi che integrano anche un DAC e che possono fare la funzione di ripetitori. Il device mobile si collega a questo componente via wi-fi con un protocollo di comunicazione e viene visto dall'impianto come una qualsiasi sorgente. Tutta la gestione della musica rimane sull'iPad, iPhone o altra device. Si tratta evidentemente della modalità di ascolto più semplice e comoda. I protocolli di comunicazione sono più di uno, non sono universali, e quindi devono essere scelti in base al servizio scelto. In particolare sono: Google Chromecast (compatibile con Spotify, Google Play Music e Qobuz), Apple Airplay (compatibile con Apple Music), Sonos Connect (compatibile con quelli citati più Tidal).

 

Quanto costano e che qualità hanno questi componenti, rispetto a un DAC specializzato?

Google Chromecast Audio (da non confondere con Chromecast Video molto simile nell'aspetto ma con diverse funzioni, da collegare in HDMI a monitor TV) costa 39 € e nonostante le dimensioni minime include un DAC di ultima generazione che supporta anche file sorgenti in alta definizione fino a 24bit/192KHz. Airport Express di Apple include un DAC standard di casa Apple (probabilmente lo stesso installato sui Mac), gestisce audio sino a qualità CD (16/44.1) e costa attualmente 109 €. Sonos Connect costa 399 € e include un DAC di maggiore qualità dichiarata.

 

E' possibile usarli con un DAC specializzato e di maggiore qualità?

Soltanto nel caso di Airport Express. Il DAC deve avere un ingresso coassiale S/PDIF (non può connettersi su USB) o deve essere usato un convertitore S/PDIF è USB e inoltre deve essere alimentato (connesso ad una presa di corrente), non può essere alimentato solo da USB come nei modelli compatti.

 

Qual è il livello di qualità a confronto con la musica liquida?

Il player è integrato nella app del servizio e quindi non sono presenti tutte le varianti e complicazioni presenti nel caso dell'ascolto di musica acquisita con download, come scelta del driver audio su PC o del lettore software, e dei relativi settaggi. A parità di risoluzione (quindi confrontando CD con CD) e ovviamente con lo stesso DAC le impressioni di ascolto non mostrano alcuna differenza anzi, a detta di alcuni recensori (es. Audio Review marzo 2016) possono essere anche superiori all'ascolto da lettore CD, probabilmente grazie al flusso semplificato dal contenuto del file al DAC.

 

Altre domande?

 

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© Alberto Maurizio Truffi - Musica & Memoria - Aprile 2016

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