Rolling Stones

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Testi e traduzioni su Musica & Memoria:
   
Sticky Fingers, Exile On Main Street, Goats Head Soup, It's Only Rock and Roll

 

I Rolling Stones, le Pietre Rotolanti come già negli '60 erano chiamati anche in Italia (dove erano più popolari dei Beatles), sono senza dubbio non solo il più celebre gruppo rock, ma anche il prototipo del gruppo rock. Un modello mai tramontato nei decenni che sono seguiti i loro incerti primi passi nel lontano 1962. Un modello che si deve in parte alla loro tenacia e coerenza nelle preferenze musicali, ma soprattutto alla intuizione geniale del loro giovane manager Andrew Loog-Oldham, che ha individuato lo spazio, anzi la necessità, di un gruppo che parlasse ai giovani e solo ai giovani, un gruppo "contro" ma non di elite, aggressivo, controcorrente, irrispettoso delle regole: i Rolling Stones, il blues rock. Da cui prendono anche il nome (la canzone di Bob Dylan non c'entra; è arrivata dopo), era il titolo di una canzone di Muddy Waters, uno dei loro modelli.

E' inutile qui tratteggiare una storia che tutti gli appassionati di musica conoscono a grandi linee ma che nei dettagli si può leggere in 100 siti specializzati. Ricordiamo solo che i Rolling Stones sono tre, più due, più diversi altri. I tre sono l'inossidabile e infaticabile nucleo, Mick Jagger e Keith Richards, autori delle canzoni  e quindi di parecchi capolavori (ma senza alcuna rivalità o differenziazione alla Beatles), fondatori del gruppo a 21 anni, nel 1961, e Charlie Watts, il batterista arrivato finalmente a completare il gruppo, nel 1963. I due sono i geni del blues che hanno fatto la differenza nel primo e nel secondo periodo del gruppo: i chitarristi e principali promotori di nuove idee e musicali: Brian Jones e Mick Taylor. Il primo geniale ma assolutamente privo di limiti e morto presto. Il secondo ben conscio di quello che il blues rock può dare e anche dei limiti da non superare e che lascerà il gruppo dopo pochi anni e parecchi album capolavoro. E poi ci sono gli altri: l'esperto e poco presenzialista bassista Bill Wyman, il sesto Stones Stu Stewart, il tastierista scomparso prematuramente come Jones (eppure era l'unico salutista del gruppo), il chitarrista Ron Wood che ha sostituito Taylor, essenzialmente efficace dal vivo, il bassista Darryl Jones che ha sostituito Wyman dal 1993, quando lo storico basso ha deciso che a quasi 70 anni (67 per la precisione) si poteva anche smettere di suonare sul palco di un gruppo rock e godersi la pensione.

I Rolling Stones sono qui presenti su Musica & Memoria non soltanto per il loro ruolo nella storia e perché alcuni loro album sono veramente da non dimenticare, ma anche perché le traduzioni delle loro canzoni sono molto rare sul web a parte le solite traduzioni automatica. Anni fa c'erano siti specializzati come per i Beatles (ma più amatoriali) ma sembrano spariti.
Così anche se parzialmente e per ora solo per il periodo Mick Taylor. ci pensiamo noi

Per saperne di più: Beatles versus Stones, I singoli anni '60, Sito ufficiale, Stones Archive

 

Discografia sintetica

 
  1. 1964 – The Rolling Stones (Decca Records) (UK, aprile)
  2. 1965 – The Rolling Stones No.2 (Decca Records) (UK, 15 gennaio)
  3. 1965 – Out of Our Heads (Decca Records) (UK)-(US)
  4. 1966 – Aftermath (Decca Records) (UK)-(US)
  5. 1967 – Between the Buttons (Decca Records) (UK)-(US)
  6. 1967 – Their Satanic Majesties Request (Decca Records)
  7. 1968 – Beggars Banquet (Decca Records)
  8. 1969 – Let It Bleed (Decca Records)
  9. 1971 – Sticky Fingers (Atlantic Records)
  10. 1972 – Exile on Main Street (Rolling Stones Records/Atlantic Records)
  11. 1973 – Goats Head Soup (Rolling Stones Records)
  12. 1974 – It's Only Rock 'n' Roll (Rolling Stones Records)
  13. 1976 – Black and Blue (Rolling Stones Records)
  14. 1978 – Some Girls (Rolling Stones Records/EMI)
  15. 1980 – Emotional Rescue (Rolling Stones Records)
  16. 1981 – Tattoo You (Rolling Stones Records)
  17. 1983 – Undercover (Rolling Stones Records)
  18. 1986 – Dirty Work (Rolling Stones Records)
  19. 1989 – Steel Wheels (Rolling Stones Records)
  20. 1994 – Voodoo Lounge (Virgin Records)
  21. 1997 – Bridges to Babylon (Virgin Records)
  22. 2005 – A Bigger Bang (Virgin Records)
  23. 2016 – Blue & Lonesome (Virgin Records)

Non sono inseriti in elenco gli album USA dei primi anni '60 (che in parte si sovrappongono a quelli UK) e gli album live. In rosso gli album essenziali a giudizio di M&M.

 

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