Folk-rock inglese: Steeleye Span

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Negli stessi anni in cui i Pentangle sviluppavano il loro percorso musicale, in Inghilterra nasceva e aveva un piccolo successo (con riflessi anche in USA) il movimento folk-rock inglese, che si proponeva l'obbiettivo di recuperare in chiave contemporanea il patrimonio della musica popolare delle isole britanniche. Oltre ai Pentangle, soltanto altri due gruppi possono essere considerati parte del movimento, i Fairport Convention e gli Steeleye Span.
 
Gli Steeleye Span tra i tre erano i più legati alla tradizione, opportunamente rivista e rivitalizzata. Dal circuito folk venivano infatti la maggior parte dei componenti del gruppo, incluso il ben noto interprete e riscopritore della canzone popolare inglese Martin Carthy (dal secondo album).

 

Discografia

 

Sono documentati gli album del periodo folk-rock contemporanei al percorso musicale dei Pentangle. Il gruppo ha continuato a esibirsi in concerti e pubblicare dischi con altre formazioni avendo, come elemento unificante e caratterizzante, la cantante Maddy Prior, ancora voce solista nel gruppo nel loro ultimo album, del 2006, Bloody Men.

 

Hark! The Village Wait (1970)

 

1 A Calling-On Song (Hutchings)
2 The Blacksmith (Traditional)
3 Fisherman's Wife MacColl, (Traditional)
4 Blackleg Miner (Traditional)
5 Dark-Eyed Sailor (Traditional)
6 Copshawholme Fair (Traditional)
7 All Things Are Quite Silent Traditional, Williams
8 The Hills of Greenmore (Traditional)
9 My Johnny Was a Shoemaker (Traditional)
10 Lowlands of Holland (Traditional)
11 Twa Corbies (Traditional)
12 One Night as I Lay on My Bed (Traditional)

Il primo disco degli Steeleye Span era in qualche modo legato al lavoro dell'anno prima dei Fairport Convention, il noto e celebrato Liege & Lief. Proprio dopo quel disco infatti, Ashley Hutchings, uno dei fondatori dei Fairport e probabilmente il principale ispiratore della svolta folk, aveva lasciato il gruppo per seguire una strada più vicina al folk, mentre i Fairport introducevano sempre più elementi rock nella loro proposta musicale. Unendosi con Maddy Prior, Tim Hart, Terry Woods e Gay Woods dava quindi il via ad una nuova formazione, caratterizzata dalla rinuncia quasi totale alla batteria, e dalla sezione ritmica affidata quindi unicamente al suo basso elettrico, che sarà un elemento caratterizzante del suono della band. Coerentemente con il nuovo corso la scaletta dell'album è basata per 11/12 su traditional. Il titolo dell'album sigifica "Ascolta! L'attesa del villaggio".

 

Please to See the King (1971)

 

1 The Blacksmith (Traditional)
2 Cold, Haily, Windy Night (Traditional)
3 Bryan O'Lynn/The Hag with the Money [Jigs] (Traditional)
4 Prince Charlie Stuart (Traditional)
5 Boys of Bedlam (Traditional)
6 False Knight on the Road (Traditional)
7 The Lark in the Morning (Traditional)
8 Female Drummer (Carthy, Hart, Hutchings)
9 The King Steeleye Span, (Traditional)
10 Lovely on the Water (Traditional)

Dal secondo disco entra Martin carthy nel gruppo portando, oltre che una eccellente reputazione nel circuito folk, capacità di interprete alla voce e di chitarrista di prim'ordine. Assieme a lui anche Peter Knight, specialista in strumenti della tradizione, come violino, mandolino e banjo. Una scaletta ancora incentrata su brani tradizionali inglesi, con arrangiamenti qui più convincenti di quelli, un poco monocordi, del primo disco.

 

Ten Man Mop, or Mr. Reservoir Butler Rides Again (1971)

 

1 Gower Wassal (Traditional)
2 Jigs: Paddy Clancey's Jig/Willie Clancy's Fancy (Traditional)
3 Four Nights Drunk (Traditional)
4 When I Was on Horseback (Traditional)
5 Marrowbones (Traditional)
6 Captain Coulston (Traditional)
7 Reels: Dowd's Favourite/£10 Float/The Morning Dew (Traditional)
8 Wee Weaver (Traditional)
9 Stewball (Traditional)

Il terzo disco era completamente di traditional, molti dei quali di origine irlandese, la formula era ormai rodata e la sicurezza acquisita rendeva il gruppo più determinato nel tentare strade sempre più nuove per riproporre ad ascoltatori moderni il patrimonio popolare. Di forte impatto il primo brano Gower Wassal, dove il tema popolare, cantato da Martin Carthy, emerge su un sottofondo ossessivo di basso elettrico, e memorabile la voce aerea di Maddy Prior nella lunga ballata When I Was on Horseback, che rivaleggia a distanza con quella di Jacqui McShee dei Pentangle. Anche se non tutti i critici concordano, per varietà, compattezza e capacità di mantenere desto l'interesse, oltre che per fantasia e creatività nelle scelte musicali, è il migliore album degli Steeleye del primo periodo. Il titolo allude alla ricerca di lavoro, quindi ironicamente alle difficoltà degli Steeleye nell'insistere con la loro originale proposta musicale, mentre Reservoir Butler era un turnista il cui nome suonava buffo in inglese, che gli Steeleye hanno voluto scherzosamente omaggiare in questo modo.

 

Below the Salt (1972)

 

1 Spotted Cow (Traditional)
2 Rosebud in June (Traditional)
3 The Bride's Favourite/Tansey's Fancy [Jigs] (Traditional)
4 Sheep-Crook and Black Dog (Traditional)
5 Royal Forester (Traditional)
6 King Henry (Traditional)
7 Gaudete (Traditional)
8 John Barleycorn (Traditional)
9 Saucy Sailor (Traditional)

Il maggiore successo in patria gli Steeleye lo hanno raccolto con il loro quarto album, nonostante l'uscita delle due colonne del gruppo Martin Carthy e Ashley Hutchings (nel suo caso, pare per divergenze sulla strategia di promozione in tour del loro lavoro). Al suo posto arrivavano il bassista elettrico Rick Kemp e il chitarrista Bob Johnson, che diventeranno anche loro elementi portanti del suono del gruppo. Kemp riprenderà con ancora maggiore convinzione lo stile di Hutchings, facendo del suo basso elettrico la intera sezione ritmica, mentre l'energico stile alla chitarra elettrica di Bob Johnson è probabilmente alla base del buon successo raccolto da questo momento in poi. Brani significativi Gaudete, singolo trainante del lavoro, e la loro proposta del super classico John Barleycorn, già ben noto dalla splendida versione dei Traffic.

 

La produzione dal 1973 in poi

 

Dopo il loro buon successo di Below the Salt il gruppo si è stabilizzato attorno a Kemp, Johnson e la sempre presente Maddy Prior, continuando a proporre musica e concerti a buoni livelli. Il suono virava sempre di più verso il rock, con la introduzione di una tradizionale sezione ritmica con batteria. Molti dischi interessanti tra cui Now We Are Six, il loro successo USA.

Discografia completa

1970 Hark! The Village Wait [RCA, Shanachie]
1971 Please to See the King [Shanachie]
1971 Ten Man Mop [Shanachie]
1972 Below the Salt [Shanachie]
1973 Parcel of Rogues [Beat Goes On]
1974 Now We Are Six [Shanachie]
1975 All Around My Hat [Shanachie]
1975 Commoner's Crown [BGO]
1976 Rocket Cottage [BGO]
1977 Storm Force Ten [Chrysalis]
1978 Live at Last [BGO]
1980 Sails of Silver [Beat Goes On]
1986 Back in Line [Shanachie]
1989 Tempted and Tried [Shanachie]
1992 Tonight's the Night, Live! [Shanachie]
1995 Concert [live] [Park]
1996 Time [Shanachie]
1999 Horkstow Grange [Park]
2000 Bedlam Born [Park]
2001 The Journey [live] [Park]
2002 Bedrock in Concert [live] [Classic Rock Legends]
2003 Live in Nottingham [Classic Rock Legends]
2004 They Called Her Babylon [Park]
2006 Bloody Men [Park]

(Discografia tratta da AMG AllMusic Guide)

 

Formazioni

 

La prima formazione degli Steeleye Span vedeva Ashley Hutchings al basso elettrico, assieme a Maddy Prior (voce), Tim Hart (chitarre), Terry Woods (chitarra e voce) e Gay Woods (voce, era la moglie di Terry Woods). Dal secondo disco l'arrivo di Martin Carthy (chitarra e voce) e l'abbandono della coppia dei Woods. Una formazione che è durata per un altro album, dopo il quale sia Carthy sia Hutchings hanno lasciato, sostituiti dal chitarrista Bob Johnson e dal bassista elettrico Rick Kemp, che diventerà anche il marito di Maddy Prior, stabilizzando così la band.
Attorno a questo nucleo, con occasionali ulteriori cambiamenti, è continuata la storia del gruppo folk-rock.

 

© Musica & Memoria - Ottobre 2007

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