Musica & Memoria | Cover anni ’60 - ’70. Note alla Lista n.6

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Sul sito Musica & Memoria è presente un elenco, che si avvia a diventare completo, delle moltissime cover da originali stranieri pubblicate da gruppi e cantanti italiani negli anni '60 e '70. L'elenco, vista la sua dimensione (oltre 2900 cover commentate) è suddiviso in 6 liste. Quando i commenti sintetici inseriti a fianco di ciascuna cover (sempre con indicazione dell'autore originale e italiano e del titolo della versione originale, e relative date) sono troppo estesi è aggiunta anche una pagina di note, come questa.

Indice delle note: Quelli / Ricchi e poveri / Roby Matano e i Campioni / Sammy Barbot / Slim / Sylvie Vartan / Rokketti / Tony Dallara / Tony Del Monaco / Trolls

Vedi anche: Il menu con tutte le informazioni sulle cover / L'indice completo / Vai alla Lista 6

 

Note della Lista 6 (dai Quelli a Zager & Evans)

   
 

Quelli - Lacrime e pioggia (Rain And Tears)

Questa canzone è la riproposizione in italiano, scritta da Vito Pallavicini di uno dei brani fondamentali e di grande successo internazionale, che ha caratterizzato la band ellenica Aphrodite’s Child, noti anche in Italia tra la fine degli anni sessanta e gli inizi dei settanta. La loro “Rain and Tears”, in Italia, è stata il sesto singolo più venduto nel 1968. Concepita prendendo spunto dal “Canone in RE maggiore” composto dal musicista tedesco Johann Pachelbel nel 1650 circa. Riarrangiata e utilizzata anche in chiave moderna per la musica pop, questo bel giro armonico conobbe una diversità di versioni, con titoli e arrangiamenti differenti, ma che ne eseguivano più o meno fedelmente la progressione di accordi, come la famosa “A Whiter Shade Of Pale” dei Procol Harum, ma la lista è abbastanza lunga, vedi note in: “Canone di Pachelbel” in Wikipedia.

   

 

Ricchi e poveri - L'ultimo amore (Everlasting Love)

Prima dei Love Affair, che portarono il brano, noto in Italia per la ottima cover dei Ricchi e poveri, al primo posto della classifica UK a gennaio del 1968, il brano venne registrato e pubblicato con buon successo in USA dal cantante afro-americano Robert Knight. Era stato scritto per lui dal cantante, paroliere e produttore discografico Buzz Cason (James E. Cason) e composto dal suo concittadino di Nashville Mac Gayden (McGavock Dickins Gayden), un cantautore rock e country, prestatosi spesso come session-man per diversi famosi cantanti pop e country statunitensi. Erano i comproprietari dell’etichetta discografica “Rising Sons”. A Robert Knight e a questo brano si deve il primo grande successo per l'etichetta: #13 della hot 100 e 14 della R&B della classifica Billboard in settembre del 1967 e # 40 della UK singles chart in gennaio 1968, in parallelo alla versione dei più noti Love Affair. Si tratta del disco d’esordio inciso da Knight per la citata e allora nascente etichetta Rising Sons, singolo 45 giri, numero di catalogo RS45-705, ed era stato pubblicato in giugno del 1967. “Everlasting Love” è uno dei pochi esempi in cui lo stesso brano entra ripetutamente nella stessa classifica americana per ben dieci volte, da parte di altrettanti diversi esecutori e in un periodo compreso tra il 1967 e il 2004. Le prime tre versioni erano, considerando anche quella di maggior successo in assoluto dei The Love Affair, #1 del gennaio 1968 della UK singles chart, la seconda di Carl Carlton, #6 di settembre 1974 e qeulla citata di Robert Knight, #13 della classiffica hot 100 Billboard in settembre del 1967.

   

 

Ricchi e poveri - Le cover del primo album (Apollo Records, 1970)

Al molo (M.A.S.H.). La prima delle cover, con testo e adattamento di Califano e Vistarini, prende come base il tema musicale guida del film M.A.S.H. Il film di Robert Altaman era tratto dal romanzo omonimo del 1968, dello scrittore e chirurgo statunitense Richard Hornberger che lo firmò con lo pseudonimo Richard Hooker. Il romanzo, ispirato dalla esperienza di vita dell’autore, vissuta nel fronte della Guerra di Corea tra il 1950 e 1953. Robert Altman  era partito da una sceneggiatura di Ring Lardner che però stravolse per dare al film un taglio critico e satirico della disciplina militare e delle vere motivazioni all'origine della guerra. Erano gli anni della guerra in Vietnam ed è trasparente il riferimento anche alla guerra contemporanea. Il testo della canzone, sul tema musicale dal compositore newyorchese John Alfred Mandel, è stato scritto dall’allora quattordicenne Mike Altman, figlio del regista. Il brano è stato eseguito e registrato da un gruppo di musicisti di studio i cui nomi non sono noti, si presume che nel canto sia stato coinvolto lo stesso autore Mike Altman e nell'album (Columbia Masterworks, numero di catalogo OS 3520) che conteneva il soundtrack erano indicati come The Mash”.

L’amore è una cosa meravigliosa. La seconda cover è di una canzone molto famosa, dalla colonna sonora dell'omonimo film. Gli autori sono Sammy Fain per la musica e Paul Francis Webster per la musica. Questo famosissimo brano faceva parte della colonna sonora del film omonimo, uscito nelle sale in USA il18 agosto del 1955. Il film era diretto da Henry King e interpretato da William Holden e Jennifer Jones. Vinse tre premi Oscar: per la miglior canzone, miglior musica e migliori costumi. La canzone era interpretata nel film da un coro dal nome non noto, diretto da Ken Darby, ed è conosciuta dal grande pubblico grazie alla versione pubblicata nello stesso anno dal quartetto pop vocale statunitense (molto attivo negli anni ‘50) The Four Aces, i quali la piazzarono al massimo vertice della classifica hot 100 Billboard in agosto del 1955 e # 2 della UK singles chart di novembre dello stesso anno. Singolo 45 giri registrato per la Decca Records, col numero di catalogo 9 29625, pubblicato in agosto del 1955.

L'amore è quello che è. L’originale di questa cover, ultimo brano in scaletta per l'album del 1970 del quartetto vocale genovese, è stata scritta dal paroliere inglese John Barry Mason e composta da Tony Macaulay (Anthony Gordon Instone). Primo posto della UK singles chart e unico successo per la band inglese Edison Lighthouse, che per l’occasione includeva il noto cantante pop Tony Burrows, specializzato in sala di registrazione,  che ha coperto il ruolo di cantante solista in diverse registrazioni live e di studio per varie hit lanciate da gruppi britannici famosi quali: The Kestrels, The Ivy League, The Flower Pot Man, White Plains, Brotherhood of Man e altri. Disco singolo 45 giri, Bell Records, numero di catalogo BLL 1091, pubblicato nel 1970.

La scaletta dell'album Ricchi & Poveri (Apollo Records ZSLA 55007)

01. In questa città (Califano-Capuano)
02. Ciao Duca (Califano-Lopez)
03. Oceano (Califano-Conrado)
04. Un'immagine (Califano-Hawcs-Powers)
05. Due gocce d'acqua (Califano-Sotgiu-Gatti)
06. Ma se ghe penso (Margutti-Cappello)
07. Al Molo (Califano-Vistarini-Mandel)
08. La prima cosa bella (Mogol-Di Bari-Reverberi)
09. C'era lei (Califano-Sotgiu-Gatti)
10. L'amore e' una cosa meravigliosa (Fain-Webster-Devilli)
11. Carla e Gino (Vegoich-Sotgiu-Gatti)
12. L'amore e' quello che e' (Che dolore) (Migliacci-Mason-Macaulay)

   
 

Roby Matano e i Campioni, Tony Dallara, Lucio Battisti e Fausto Papetti

Il gruppo "I Campioni" si era formato a Milano nel 1952, inizialmente con il nome di Rocky Mountains Ol' Time Stompers (vedi a lato un disco del gruppo con la copertina creata da Guido Crepax); alla fine del 1957 cambiano il nome in I Campioni. Gli elementi del complesso sono Paolo Ordanini, tastierista e cantante, Piero Villa (bassista e violinista), Bruno De Filippi (chitarrista), Fausto Papetti (sassofonista) e Teo Pascotto (batterista) e alla voce solista si aggiunge Tony Dallara, che però lascia nel 1958 per la leva militare.
I primi 45 giri escono a nome “I Campioni (canta Tony Dallara)”. All’ingresso nel complesso del nuovo cantante e bassista Roby Matano, che sostituisce Dallara partito per il servizio militare, i loro dischi cominciano ad uscire a nome “I Campioni”.
Nel 1959 il sassofonista Fausto Papetti lascia il gruppo per dedicarsi alla carriera di solista.
In una intervista Roby Matano dichiara che Lucio Battisti venne scoperto proprio da lui, vedi l’intervista rilasciata al Corriere della Sera del 3 luglio 2013. Ma è noto che Battisti avesse dato prove di sé ancora prima, nel gruppo I Mattatori (di Napoli) e successivamente nei Satiri (di Roma) sempre come chitarrista e vocalist, quindi già in bella vista in altri due complessi prima ancora di approdare nei Campioni.
Quindi nel 1963, il chitarrista Bruno De Filippi lascia il complesso e il ruolo di chitarrista venne affidato a Lucio Battisti, che resterà nello stesso gruppo fino alla pubblicazione del singolo “Quando torno a casa / Non c’è bisogno di parlare”, ossia nel 1967, vedi disco nella Discoteca di Stato. (Nota di Ignazio Sulis)

   

 

Rokketti - Non ti fermare mai (You Got What It Takes)

Retro del 45 giri “Ti rivedrò tra gli angeli”, testo italiano di Giuseppe Cassia. L’originale era stata scritta da Gwen Gordy e composta da suo fratello Berry Gordy jr, fondatore della allora nascente etichetta di Detroit, la Motown Records e dal cantautore e produttore, anch’esso afro-americano in seno alla Motown, Tyran Carlo, pseudonimo di Roquel ”Billy” Davis. Disco originale di Marv Johnson: singolo 45 giri United Artists Records - UA 185, pubblicato in agosto del 1959. L’originale è stato un tardivo successo da #10 della Billboard hot 100 e #2 della US R&B di febbraio del 1960. Un'altra versione che ebbe un ottimo risultato in termini di vendite è stata quella eseguita dal gruppo pop britannico Dave Clark Five, # 28 della UK singles Chart in marzo del 1967 e # 7 della Billboard hot 100 nel successivo mese di aprile. Disco 45 giri Columbia ‎– DB 8152.

   

 

Sammy Barbot - L'amore è blu

Sammy Barbot è un altro straniero-italiano e poliedrico personaggio nativo della Martinica (Fr.), cantante, ballerino, DJ e presentatore TV, nazionalizzato italiano, noto in particolar modo per aver condotto la serie televisiva "Piccolo Slam" del 1977 insieme a Stefania Rotolo, una sorta di Bandiera Gialla televisiva. Inoltre condusse anche il programma TV "Happy Circus" nel 1981, dal quale è nata la sua canzone più nota (Aria di casa mia), sigla dello stesso programma.

"L’amour est bleu" era un grande successo internazionale del 1968 nella versione strumentale di Paul Mauriat, #1 in USA. In Italia la versione cantata, il cui testo è di Luciano Beretta, è stata registrata per prima da Orietta Berti nel 1967, seguita poi da una versione strumentale poco efficace e poco nota di un gruppo di studio RCA (Talent Sound), per il quale Antonio Coggio ha curato l’arrangiamento e la conduzione orchestrale. Seguì poi la versione più nota, quella del gruppo inglese “residente” allora in Italia The Renegades, sempre del 1968, e quella di Maurizio Arcieri col titolo esteso (Ma ci sei tu) di fine anno 1969. Questo invece è il primo 45 giri per Sammy Barbot (Jacques Edouard Barbot), che una volta stabilitosi in Italia ebbe modo di cantare nel gruppo di Victor Bacchetta (I Cabala) prima della carriera in TV. L’originale era una composizione dei francesi André Popp (musica) e Pierre Cour (testo) e la prima registrazione in assoluto è stata della cantante greca Vicky Leandros, pseudonimo di Vassiliki Papathanasiou, che presentò la sua canzone in rappresentanza del Lussemburgo alla dodicesima edizione dell’Eurovision Song Contest del 1967, tenutasi a Vienna, dove si posizionò al quarto posto. Disco originale: singolo 45 giri Philips - 346 044 PF, pubblicato nel 1967.

   

 

Slim - Presentimento (Brother, Can You Spare A Dime)

L'originale del lato A primo ed unico singolo pubblicato dagli Slim per la Variety) era una canzone del 1930, scritta in pieno periodo della Grande depressione USA ed ispirata allo scenario dell'epoca dal paroliere statunitense Edgar Yipsel Harburg, nome d'arte di Isidore Hochberg (1896/1981), noto per aver scritto tutti i testi per le canzoni del film "Il mago di Oz" del 1939, dove era inclusa la notissima "Over The Raibow" cantata nello stesso film da Judy Garland. La musica invece era del compositore teatrale e cinematografico Jay Gorney, nome d'arte di Abraham Jacob Gornetzsky (1894/1990), nativo di Bialystok (Russia), ora territorio polacco. La melodia è stata ripresa da una ninna nanna che la madre del compositore gli cantava quando era piccolo. La canzone originale fece parte della terza produzione della rivista teatrale in due atti "Americana", tenutasi presso lo Schubert Theatre il 5 ottobre del 1932 e venne eseguita dall'attore e cantante Rex Weber. Le precedenti due produzioni sono avvenute rispettivamente il 26 luglio del 1926 al Belmont Theatre e il 30 ottobre del 1928 al Lew Fields' Mansfield Theatre sempre a New York, ma includevano altre canzoni di altri autori. Di questo brano esistono oltre sessanta versioni, tra le quali spiccano quelle di Bing Crosby (1932), Peter Paul & Mary (1965), Connie Francis (1968), Tom Jones (1970) e vari altri noti e no. La versione rock degli Slim si rifà a quella del 1967, ripresa dal gruppo inglese The Artwood, del suo fondatore Art Wood e un'ancora poco noto John Lord, tastierista, cantante e futuro membro dei Deep Purple.

 

Sylvie Vartan - Nostalgia (Dream A Little Dream Of Me)

La canzone interpretata dalla Vartan, lato B del suo singolo italiano del 1968 di buon successo Irresistibilmente, fa chiaramente riferimento alla versioen Dream A Little Dream Of Me di Mama Cass dei Mamas and Papas. Si tratta però di un brano di molti anni prima, su musica di Fabian Andre e Wilbur Schwandt, testo di Gus Kahn, pubblicato per la prima volta da Ozzie Nelson il 16 febbraio del 1931 alla Brunswick Records. Tra le molteplici cover, spiccano le versioni di Wayne King con la sua orchestra con al canto Ernie Birchill, registrata due giorni dopo la registrazione di Ozzie Nelson, e a seguire quella di Ernie Filice Quartet 1947, Louis Armstrong & Ella Fitzgerald e Frankie Laine 1950, Doris Day con Paul Weston, Bing Crosby (1957), Dean Martin (1959), Patti Page (1964), e infine nel 1968 la versione citata di Mama Cass Elliott dei Mamas And The Papas, più almeno altre 60 versioni.

   

 

Tony Dallara - La novia (Antonio Prieto)

Il brano originale scritto dal compositore cileno Joaquin Prieto per il fratello Antonio ha avuto un immediato successo in Sudamerica nel 1961, e dalla romantica e drammatica vicenda è stato tratto un film in Argentina lo stesso anno, diretto dal regista argentino Ernesto Arancibia, con protagonista lo stesso Antonio Prieto con l'attrice argentina Elsa Daniels, con lui nella foto nella copertina dell'EP a lato, che conteneva oltre al celebre brano altre canzoni dal film, come El Milagro, che accompagnava i titoli di testa. La fama del cantante sudamericana è arrivata anche in Italia e lo ha portato al Festival di Sanremo del 1964 (era il primo Festival aperto anche a cantanti stranieri), dove ha interpretato in coppia con Gino Paoli la canzone “Ieri ho incontrato mia madre”, composta e scritta dallo stesso Paoli, arrivando in finale e piazzandosi al quarto posto.

   

 

Tony Dallara - Norma (Danny Chilean)

Questa canzone di Dallara, lato B del 45 giri “Tu che sai di primavera”, etichetta MUSIC, numero di catalogo 2365, pubblicato in febbraio del 1963, era la cover di un brano fox trot degli anni '30 riproposto e attualizzato dal cantante cileno Danny Chilean. La musica originale in stile fox trot era stata composta nel 1943 da Sergio Fernàndez Garay e registrato per la prima volta da “Enrique Rodriguez y su Orquesta Tipica” su 78 giri Odeon, numero di catalogo 51170 e pubblicato nel 1943. Le prime versioni cantate sono poco note, ma informazioni parziali lo si riscontra con le versioni di Feliciano Brunelli (RCA Victor-60 1448) Barry Moral (Odeon), Jorge Elizalde (Odeon) tutte databili negli anni '40-'50.

   

 

Tony Del Monaco - Parla tu cuore mio (I'll Never Fall In Love Again / Wanderin')

Per ammissione dello stesso Lonnie Donegan questa canzone, resa celebre dalla magistrale interpretazione di Tom Jones del 1967 (quella di Donegan era del 1962) e poi resa molto bene in italiano da Tony Del Monaco, era tratta come musica, almeno per l'inciso, da un brano tradizionale americano degli anni '20, a cui il musicista inglese aveva aggiunto un refrain e un suo testo completamente diverso, assieme ad un altro autore, Jimmy Currie. Tom Jones ricordava il traditional americano perché con varie successive versioni era arrivato anche sull'altra sponda dell'Atlantico ed era una delle canzoni che si cantavano nei pub del Galles che frequentava da ragazzo (come è riportato in una intervista del 2011 al Daily Mail citata da Wikipedia). Da qui il suo ulteriore interesse per il brano.

La prima citazione datata di Wanderin' è sull'antologia di canzoni American Songbag, di Carl Sandburg, poeta e interprete della canzone tradizionale nordamericana, datata 1928. La prima registrazione su disco è del cantante texano Vernon Dalhart  su 78 giri Columbia, cat. 1585 D, sempre nel 1928. A questa interpretazione in originale stile folk, è seguita quella del band leader Sammy Kaye nel 1950, con un accompagnamento orchestrale e di coro maschile nell'inciso e un tempo più lento che consentono di apprezzare almeno in parte la somiglianza nell'inciso, che invece è molto più ardua da identificare nella interpretazione folk originale, e in quella successiva e più nota del cantante country tradizionale Eddy Arnold, del 1955.

Pur essendo antecedente, il testo originale (semplificato nelle successive esecuzioni) sembrava proprio parlare della situazione di disperata ricerca del lavoro dei tempi della grande depressione ed è probabilmente per questo, come ricorda Tom Jones, che è diventata popolare anche nei pub popolari della lontana Gran Bretagna.

Essendo un traditional di autore non noto era di pubblico dominio e come tale è stata trattata da Donegan e dagli altri, con la eccezione di Sammy Kaye che se l'è intestata, senza però alcun seguito, visto che gli autori quando poi la canzone è diventata un successo internazionale, sono restati Donegan e Currie.

Nel seguito le prime strofe del testo della canzone originale, quella di Donegan e poi di Tom Jones è invece una canzone d'amore (infelice) e nelle immagini a lato le pagine del libro di Sangburg che riportano spartito e testo originale, e una immagine del primo interprete Vernon Dalhart. Secondo quanto scrive Sandburg la canzone risale agli ultimi anni dell'800.

My father is an engineer, my brother drives a hack
My sister takes in washin', and the baby bolls a jack.
And it looks like I'm never gonna cease my wanderin'

I've done a lotta wanderin' early and late
From New York City to the Golden Gate
And it looks like I'm never gonna cease my wanderin'

Been a working on a railroad been a working on a farm
But all I got to show for it is a muscle on my arm
And it looks like I'm never gonna cease my wanderin'

Spartito e liriche originali si possono visualizzare cliccando sulle miniature a lato

   
   

 

Trolls - Un ragazzo che ti ama e il periodo Combo Record

Dopo la separazione con De Scalzi (vedi Complessi beat) il co-fondatore dei Trolls Pino Scarpettini ha continuato a pubblicare singoli a nome Trolls con varie formazioni che includevano turnisti non dichiarati, per le etichette, West Side, RT Club e infine per la Combo Record, specializzata in cover di cover eseguite da turnisti (la maggior parte degli esecutori si chiamavano Combos) fatti strategicamente uscire a ridosso della versione più nota. Le copertine come si vede potevano anche utilizzare qualche immagine sexy (almeno per l'epoca) come richiamo. Significativamente il nome Trolls non compare in copertina.

Nel seguito la lista delle cover alternative pubblicate a nome Trolls dalla RT Club e dalla Combo Record:

  • Un mondo su misura (1968)  / What A Wonderful World (1968) – Louis Armstrong / RT Club (RT1560) / Cover di riferimento: Crazy Boys

  • Un ragazzo che ti ama (1969) / This Guy’s In Love With You (1968) - Herb Alpert & The Tijuana Brass / Combo Record HP 8006 / Cover di riferimento: Tony Renis

  • Lacrime e pioggia (1969) / Rain and Tears - Aphrodite's Child / Combo Record HP 8009  / Cover di riferimento: Quelli / Lato A del singolo: Zum Zum Zum (Mina e Sylvie Vartan)

  • Ob-la-di Ob-la-da (1969) / Ob-la-di Ob-la-da (1967) – Beatles / Cover di riferimento: Ribelli / Lato A del singolo: La storia di Serafino  (Adriano Celentano)

  • Tutta mia la città (1969) / Blackberry Way – Move / Cover di riferimento: Equipe 84

   
 

Per segnalazioni o precisazioni scrivere a: Webmaster Musica & Memoria

   

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© Musica & Memoria 2014-2015 / Data ultimo aggiornamento: 28 marzo 2015

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