Jacques Brel - Les Bourgeois

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Le coeur bien au chaud

Il cuore al calduccio

Les yeux dans la bière

Gli occhi nella birra

Chez la grosse Adrienne de Montalant

Dalla grassa Adrienne de Montalant

Avec l'ami Jojo

Con l’amico Jojo

Et avec l'ami Pierre

E con l’amico Pierre

On allait boire nos vingt ans

Ce ne andavamo a berci i nostri vent’anni

Jojo se prenait pour Voltaire

Jojo si credeva Voltaire

Et Pierre pour Casanova

E Pierre Casanova

Et moi moi qui étais le plus fier

Ed io, io che ero il più fiero

Moi moi je me prenais pour moi

Io, io mi credevo proprio me

Et quand vers minuit passaient les notaires

E quando verso mezzanotte passavano i notai

Qui sortaient de l'hôtel des "Trois Faisans"

Che uscivano dall’albergo “I Tre Fagiani”

On leur montrait notre cul et nos bonnes manières

Gli si mostrava i nostri culi e le nostre buone maniere

En leur chantant

E gli si cantava:

 

Les bourgeois c'est comme les cochons

I borghesi sono come i maiali

Plus ça devient vieux plus ça devient bête

Più sono vecchi più sono animali

Les bourgeois c'est comme les cochons

I borghesi son dei maialoni

Plus ça devient vieux plus ça devient...

Più sono vecchi più sono …

 

Le coeur bien au chaud

Il cuore ben al caldo

Les yeux dans la bière

Gli occhi nella birra

Chez la grosse Adrienne de Montalant

Dalla grassa Adrienne de Montalant

Avec l'ami Jojo

Con l’amico Jojo

Et avec l'ami Pierre

E con l’amico Pierre

On allait brûler nos vingt ans

Andavamo a bruciarci i nostri vent’anni

Voltaire dansait comme un vicaire

Voltaire danzava come un vicario

Et Casanova n'osait pas

E Casanova non osava

Et moi moi qui restait le plus fier

Ed io, io che ero sempre il più fiero

Moi j'étais presque aussi saoul que moi

Io ero quasi altrettanto sbronzo di me

Et quand vers minuit passaient les notaires

E quando verso mezzanotte passavano i notai

Qui sortaient de l'hôtel des "Trois Faisans"

Che uscivano dall’albergo "I Tre Fagiani”

On leur montrait notre cul et nos bonnes manières

Gli si mostravano i culi e le buone maniere

En leur chantant

Mentre gli si cantava:

 

Les bourgeois c'est comme les cochons

“I borghesi sono come i maiali

Plus ça devient vieux plus ça devient bête

Più sono vecchi più sono animali

Les bourgeois c'est comme les cochons

I borghesi son dei maialoni

Plus ça devient vieux plus ça devient...

Più sono vecchi più sono …”

 

Le coeur au repos

Il cuore a riposo

Les yeux bien sur terre

Gli occhi ben piantati per terra

Au bar de l'hôtel des "Trois Faisans"

Al bar dell’hotel "I Tre Fagiani”

Avec maître Jojo

Con maestro Jojo

Et avec maître Pierre

E maestro Pierre

Entre notaires on passe le temps

Tra i notai si passa il tempo

Jojo parle de Voltaire

Jojo parla di Voltaire

Et Pierre de Casanova

E Pierre di Casanova

Et moi moi qui suis resté le plus fier

Ed io, io che sono rimasto il più fiero

Moi moi je parle encore de moi

Io, io parlo ancora di me

Et c'est en sortant vers minuit Monsieur le Commissaire

Ed è stato uscendo verso la Mezzanotte – signor Commissario

Que tous les soirs de chez la Montalant

Che tutte le sere dalla Montalant

De jeunes "peigne-culs" nous montrent leur derrière

Dei giovani culattoni ci mostrano il loro didietro

En nous chantant

E ci cantano sempre

 

Les bourgeois c'est comme les cochons

“I borghesi sono come i maiali

Plus ça devient vieux et plus ça devient bête

Più sono vecchi più sono animali

Disent-ils Monsieur le commissaire

Dicono così Signor Commissario

Les bourgeois

I borghesi sono dei maialoni

Plus ça devient vieux et plus ça devient...         

Più sono vecchi più sono …”

 

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Note

   

La canzone provocatoria e dissacrante del cantautore francese Jacques Brel è del 1961, ed è molto nota anche in Italia per la versione che ne fece Giorgio Gaber (I borghesi), suo cavallo di battaglia negli spettacoli teatrali degli anni '70.
Quella che proponiamo è la versione fedele del testo del cantautore francese. La versione di Gaber è in realtà una canzone diversa, che prende spunto dall'originale di Brel, del quale viene però citato il solo ritornello, e che viene portata al di fuori dalla dimensione notturna dei bar e dei loro avventori, per condurla ad una dimensione più politica.
Da notare che la versione di Gaber è del 1971, solo dieci anni dopo, ma dieci anni nei quali molte cose erano cambiate, e sfidare la borghesia in modo provocatorio richiedeva tutt'altro sforzo.

Altre canzoni di Jacques Brel sul sito:
Les bourgeois, La chanson des vieux amants, Le plat pays, Les bonbons, Grand Mere, Quand on n'a que l'amour, La valse à mille temps, L'homme de La Mancha, Ne me quitte pas.

   

I borghesi (Giorgio Gaber) - 1971

 

Quand’ero piccolo non stavo mica bene,
ero anche magrolino, avevo qualche allucinazione
e quando andavo a cena, nel tinello con il tavolo di noce
ci sedevamo tutti e facevamo il segno della croce.

parlato: Dopo un po’ che li guardavo mi si trasformavano:
i gesti preparati, degli attori, attori consumati che dicono
la battuta e ascoltano l’effetto.
Ed io ero lì come una comparsa, vivevo la commedia,
anzi no la farsa, e chissà perché durante questa allucinazione
mi veniva sempre in mente una stranissima canzone:

I borghesi son tutti dei porci,
più sono grassi più sono lerci,
più son lerci e più c’hanno i milioni,
i borghesi son tutti …

Quand’ero piccolo non stavo mica bene,
ero anche molto magro, avevo sempre qualche allucinazione,
e quando andavo a scuola mi ricordo di quel vecchio professore,
bravissima persona che parlava in latino ore e ore.

parlato: Dopo un po’ che lo guardavo mi si trasformava, sì,
la bocca si chiudeva stretta, lo sguardo si bloccava, il colore scompariva,
fermo, immobile, di pietra, sì, tutto di pietra, e io vedevo già il suo busto
davanti a un’aiuola con su scritto: "Professor Malipiero – una vita per la scuola",
e chissà perché anche durante questa allucinazione
mi veniva sempre in mente una stranissima canzone:

I borghesi son tutti dei porci,
più sono grassi più sono lerci,
più son lerci e più c’hanno i milioni,
i borghesi son tutti …

Adesso che son grande ringrazio il Signore,
mi è passato ogni disturbo senza bisogno neanche del dottore,
non sono più ammalato, non capisco cosa mi abbia fatto bene,
sono anche un po’ ingrassato, non ho più avuto neanche un’allucinazione.

parlato: Mio figlio, mio figlio mi preoccupa un po’, è così magro,
e poi ha sempre delle strani allucinazioni, ogni tanto viene lì, mi guarda e canta,
canta un canzone stranissima che io non ho mai sentito:

I borghesi son tutti dei porci,
più sono grassi e più sono lerci,
più son lerci e più c’hanno i milioni,
i borghesi son tutti …ma!

  

© Musica & Memoria 2005 / Testi originali di Jacques Brel e di Giorgio Gaber, riprodotti per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Traduzione dal francese di Carla Roscioli / Copia per usi commerciali non consentita

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