Dik Dik - Se io fossi un falegname (1967)

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Testo

   

Se io fossi un falegname e tu una signora
tu credi davvero che mi vorresti ancora?
Avresti negli occhi la stessa dolcezza
oppure sarebbe soltanto tristezza?

No, non mi rispondere, forse non lo sai
preferisco non crederlo, non rispondermi mai.

Se tu amassi un povero, dimmi, saresti tu
o saresti un'altra che vorrebbe di più?
E quello che ti offro è importante per te
o vivi soltanto veramente per me?

No non mi rispondere, forse non lo sai
preferisco non crederlo non rispondermi mai

Se io fossi un falegname e tu una signora
tu credi davvero che mi vorresti ancora?
Avresti negli occhi la stessa dolcezza
oppure sarebbe soltanto tristezza?

No non mi rispondere, forse non lo sai
preferisco non crederlo non rispondermi mai.

   

Note

   

Cover di un successo di Tim Hardin del 1966, If I Were A Carpenter, era il retro (almeno teoricamente) de Il mondo è con noi (che era invece tratta da un brano dei Mamas & Papas) ma ebbe senz'altro un maggiore successo ed è ancora oggi ricordata come uno dei classici dei Dik Dik.
Il testo è teoricamente fedele all'originale (a parte l'uso del verbo "crederlo" anziché "saperlo", per ragioni di metrica - accento sulla prima sillaba - ma il senso si capisce ugualmente), se non fosse per il personaggio principale, che nel brano americano è un "carpenter", ovvero un muratore. In USA le case (le "house", i cottage tipici dei suburbs, i quartieri residenziali) sono fatte in gran parte di legno e quindi chi le costruisce è principalmente un carpentiere, quello che nei nostri cantieri costruisce i ponteggi. In Italia, dove i muri sono fatti di mattoni, un falegname è invece quello che mobili su misura e boiserie e anche negli anni '60 (figuriamoci ora) era un artigiano abbastanza raro e ricercato. Certo non è un professore universitario (anche se magari guadagna di più) e forse una "signora" avrebbe qualche imbarazzo a portarlo in società, ma non è detto. Ma il contrasto di classe era più evidente e privo di equivoci nell'originale. In inglese, se Tim Hardin avrebbe voluto indicare un falegname nel senso italiano del termine avrebbe usato il termine "woodworker" anche se non c'è una differenza netta come da noi.

   

Tim Hardin - If I Were a Carpenter

If I were a carpenter, and you were a lady
Would you marry me anyway?
Would you have my baby?
If a tinker were my trade, would you still find me
Carrying the pots I made - following behind me?

Save my love through loneliness
Save my love through sorrow
I give you my only-ness
Give me your tomorrow

If I worked my hands in wood, would you still love me?
Answer me, babe: "yes I would - I'd put you above me"
If a miller were my trade, at a mill wheel grinding
Would you miss your colour box - your soft shoes shining

Save my love through loneliness
Save my love through sorrow
I give you my only-ness
Give me your tomorrow

If I were a carpenter, and you were a lady
Would you marry me anyway?
Would you have my baby?
Would you marry me anyway?
Would you have my baby?

 

La canzone originale è, in parte, autobiografica. Tim Hardin era sposato con una donna proveniente da una famiglia molto ricca e aveva trasferito in questa canzone, la sua più nota, le sue ansie di non essere del tutto accettato e il suo desiderio di un amore senza condizionamenti.

   

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© Note Musica & Memoria 2008 / Testi originali di Mogol e T.Hardin riprodotti per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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