Musica & Memoria Cover anni ’60-’70. Note alla Lista n.3

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Sul sito Musica & Memoria è presente un elenco, che si avvia a diventare completo, delle moltissime cover da originali stranieri pubblicate da gruppi e cantanti italiani negli anni '60 e '70. L'elenco, vista la sua dimensione (oltre 2000 cover commentate) è suddiviso in 6 liste. Quando i commenti sintetici inseriti a fianco di ciascuna cover (sempre con indicazione dell'autore originale e italiano e del titolo della versione originale, e relative date) sono troppo estesi è aggiunta anche una pagina di note, come questa.

Indice delle note: Fabrizio De Andrè / Farida / Fausto Leali / Fiammetta / Gianni Morandi / Giganti

Vedi anche: Il menu con tutte le informazioni sulle cover / L'indice completo / Vai alla Lista 3

 

Note della Lista 3 (dalla Equipe 84 a I Gufi)

   
 

Fabrizio de Andrè e Georges Brassens

Anche un cantautore importante  come Fabrizio De Andrè ha registrato e pubblicato alcune canzoni che potremmo considerare cover, anche se di carattere ben diverso dalle cover commerciali che hanno caratterizzato la musica italiana negli anni '60. Erano più che altro un omaggio agli artisti stranieri che lo avevano influenzato nel suo percorso artistico, e in particolare a Georges Brassens. Riproposizioni di sue canzoni con testo ovviamente adattato da De Andrè sono presenti in molti album e dischi del cantautore genovese. Nel seguito l'elenco:

  • Delitto di paese (L'assassinat, 1957) - Lato B del singolo La città vecchia (1967)
  • Il gorilla (Le Gorille, 1952) - Nell'album Volume III (1968)
  • Nell'acqua della chiara fontana - Album Volume III (1968)
  • Leggenda di Natale (ispirato a Le père Noel et la petit fille) - Nell'album Tutti morimmo a stento (1968)
  • Le passanti (Les passantes, su testo tratto da una poesia di Antoine Pol) - Album Canzoni (1974)
  • Morire per delle idee (Mourir pour dees idees) - Album Canzoni (1974)

 

Fabrizio De Andrè - Caro amore (1967) (e Mina - Trenodia)

Si tratta di una quasi cover, perché il celebre concerto di Rodrigo è ovviamente solo musicale, e su questa base De André ha scritto il testo di una delle sue non molte canzoni d'amore, per inserirla nell'album Volume 1 del 1967, e anche su singolo 45 giri Bluebell Records ‎– BB 3189 - dello stesso anno.

E' una delle molte versione con parole aggiunte per una composizione di musica classica tra le più note, il “Concierto de Aranjuez”, un'opera del 1939 dal compositore spagnolo Joaquin Rodrigo. Si possono citare sia la versione strumentale di Miles Davis con l'arrangiamento per orchestra di fiati di Gil Evans, che quelle francesi di Richard Anthony e Dalida (“Aranjuez Mon Amour”), ma anche le versioni italiane di Mina con “Trenodia” con testo di Giorgio Calabrese e arrangiamento di Augusto Martelli, nello stesso anno 1967, quella del 1970 di Massimo Ranieri “Aranjuez amor mio”, seguite da tante altre eseguite un po’ dovunque. Non erano però mai autorizzate dall’autore, l'opera era considerata erroneamente di pubblico dominio causando in lui un grande dispiacere e dolore. Il compositore ha tentato inutilmente assieme alla moglie, che supportava il marito cieco, di frenare le pubblicazioni e le diffusioni di questi opere non autorizzate, non accettando che un suo lavoro venisse trasformato e considerando queste operazioni una violazione dei diritti morali (oltre che spesso di quelli materiali).

Alla fine, lui e la moglie si arresero, impossibilitati a rincorrere le tantissime violazioni che aumentavano a dismisura e tutto sommato per lui si rivelarono ancora più proficue da un punto di vista remunerativo, una volta ottenuti i diritti d'autore dopo le contestazioni, di gran lunga superiori rispetto alle tante versioni orchestrali autorizzate, ma anche perché si resero conto che la diffusione delle canzoni in precedenza contestate, davano notorietà in più al suo brano musicale. (Note dal sito di Joaquin Rodrigo). Da aggiungere che sia Mina che De Andrè, a causa della controversia sui diritti d’autore, decisero insieme alle rispettive case discografiche di rinunciare alle successive ristampe, rimpiazzando la canzone rispettivamente per De Andrè con il suo brano "La stagione del tuo amore" e invece per Mina, proprio con “La Canzone di Marinella” di De Andrè , già pubblicata un paio di mesi prima sul suo album Dedicato a mio padre (dicembre 1967). Una decisione che certamente contribuì a dare notorietà a De Andrè presso il grande pubblico. Per la precisione il singolo di Mina era il primo pubblicato con la sua etichetta PDU (PA 1002 - 19 dicembre 1967) e vedeva sul lato A Trenodia e sul B I discorsi; il successivo era il PDU PA 1003 - pubblicato il 1 febbraio 1968 e sul lato A aveva appunto la celebre ballata di De Andrè.

Infine qualche informazione sul brano originale: la prima esecuzione del “Concierto de Aranjuez” è avvenuta il 9 novembre del 1940 al “Palau de la Musica” a Barcellona, dal chitarrista solista “Regino Sainz de la Maza, accompagnato da “l’Orquesta Filarmónica de Barcellona” diretta da Cesar Mendoza Lassalle. La prima versione in assoluto cantata è quella francese di Richard Anthony del 1967. (Note con il contributo di Ignazio Sulis e tratte per la parte interessata dal sito di Joaquin Rodrigo)

   
 

Farida in Polonia

La cantante italo-egiziana Farida (Concetta Gangi) dopo il periodo di attività in Italia nel quale aveva pubblicato alcuni singoli anche di discreto successo con la RCA Victor, ha proseguito la carriera all'estero. In particolare in Polonia nel 1970 ha avuto la opportunità di pubblicare un LP a suo nome con la etichetta Muza (SXL 1840) con canzoni tutte in italiano tra cui due cover, descritte nel seguito.

Più cigno che serpente (El condor pasa)

Versione italiana scritta da Petaluma, pseudonimo di Maria Gioconda Gasparri, meglio nota come Mimma Gasparri. Piuttosto libera, visto che a quanto pare il condor diventa un cigno, e non sono esattamente la stessa cosa. La canzone in oggetto riprende almeno con la parte musicale una delle più belle melodie conosciute in tutto il mondo. (Soy La Paloma Que El Nido Perdio), questo è il titolo originario della rappresentazione teatrale drammatico - musicale, tenutasi al teatro Mazzi della capitale peruviana Lima il 19 dicembre del 1913. Le musiche utilizzate in detta rassegna teatrale, denominata zarzuela, paragonabile al moderno musical, vennero composte dall’etnomusicologo e compositore peruviano Daniel Alomía Robles. Tra queste musiche c’è la meravigliosa “El Condor Pasa”, che viene suonata nell’ultima parte del dramma a simboleggiare il volo del condor, che per i peruviani è sinonimo di libertà. Il brano nasce in forma strumentale e in seguito venne corredato di un testo scritto in lingua locale andina da Julio de La Paz (Limenian Julio Baudouin y Paz). Esistono un numero infinito di adattamenti strumentali e cantati ma certamente il più noto, quello che ha fatto conoscere questa canzone e questa musica in tutto il mondo, è quello di Simon & Garfunkel, contenuto nel loro album Bridge Over Troubled Water del 1970.

 

Come sempre (Reflection Of My Life - The Marmalade)

 

Testo italiano di Paolo Dossena  L’originale era una hit nota anche da noi, #3 della UK singles chart in dicembre del 1969 e #10 della Billboard hot 100 a marzo del 1970. Scritta e composta da William ”Junior” Campbell e da Thomas McAleese, conosciuto con lo pseudonimo di Dean Ford, entrambi ex componenti il gruppo scozzese “Dean Ford and The Gaylords” formatosi nel 1961 a Glasgow. Dal 1966 mutarono il loro nome in The Marmalade. Singolo 45 giri, registrato per la Decca Records, F 12982, pubblicato in dicembre del 1969.

 

La scaletta completa dell'LP "Farida"

 

Lato A
1. Pensami stasera
2. Lui è un Angelo
3. Io per lui
4. Piu’ cigno che serpente
5. Brucia ragazzo brucia
6. Come sempre

Lato B
1. Vedrai, vedrai
2. La tempesta
3. L’anima
4. Una vita di più
5. Supergiù Superman
6. Il pianoforte

   
 

Fausto Leali - Baby Jane (The Applejacks)

Anche la canzone originale di questa cover di Fausto leali del 1964, affidata per la prima registrazione al gruppo beat britannico The Applejacks, era un lato B, registrata nel singolo 45 giri “Tell Me When”, unica hit da top ten del citato gruppo inglese, rimasto attivo dal 1963 al 1967, etichetta Decca - F.11833.
Una curiosità: per un gruppo rock dei primi anni ‘60 era rarissimo avere nel proprio organico una donna come musicista, ma questo gruppo invece ce l’aveva, era la bassista Megan Davies, che si può vedere nelle foto di copertina del singolo, non era la front woman come si potrebbe pensare. Come la nostra caterina Caselli che suonava anche lei nei primi tempi il basso (avevano quindi tutte e due le dita delle mani abbastanza lunghe), però in qualche complessino amatoriale che si esibiva in locali da ballo emiliani, prima che fosse meglio notata e portata alla ribalta nazionale.

   
 

Fausto Leali - Portami con te (Fly Me To The Moon)

La prima versione di questa canzone, In Other Words, era stata composta nel 1954 da Bart Howard (Howard Joseph Gustafson), ed ebbe come primo performer la cabarettista statunitense Felicia Sanders, ma venne registrata su disco e per la prima volta dalla cantante e attrice statunitense, nata da immigrati italiani, Kaye Ballard, pseudonimo di Catherine Gloria Balotta. Due anni dopo, la canzone prese il più noto titolo "Fly Me To The Moon", che è anche il primo verso, e in questa nuova veste, pur conservandone il testo originario, venne registrata per la prima volta dal cantante texano Johnny Mathis (John Royce Mathis). Questo notissimo brano infine venne riproposto da un cospicuo numero di cantanti noti e no tra cui Nat King Cole. Disco originale di Kaye Ballard: singolo 45 giri, Decca - 9-29114. Pubblicato nel 1954.

   
 

Fiammetta - Gira al largo (You Don't Need A Heart) / Tornerà (Big Wide World) 

Terzo singolo per Fiammetta Tombolato, in arte semplicemente Fiammetta, "groupie" giovanissima di Bandiera Gialla (aveva 15 anni ma già due dischi all'attivo con la piccola etichetta Sprint) e già nel mondo della musica grazie al padre noto paroliere. Primo singolo con la etichetta Fantasy e precedente i suoi singoli più conosciuti con la Bluebell (Quando la campana suonerà, Ricordare o dimenticare).
Entrambi i brani erano cover del cantante e autore americano di chiare origini italiane Teddy Randazzo. Il lato B di un suo grande successo del 1962-63 (1962 45 rpm Colpix Records - CP 662) mentre il lato A è quasi sicuramente una cover di un suo brano minore dello stesso anno della versione italiana (1965 45 rpm DCP International – 1134). Una informazione da confermare perché entrambe le canzoni non sono disponibili per un ascolto comparativo su nessuno dei servizi musicali web.

   
 

Gianni Morandi - E' Colpa mia (All By Myself Alone)

La canzone “E’ colpa mia” è l’unica cover in scaletta del primo album di Gianni Morandi del 1963. Nei crediti oltre all’autore italiano Migliacci è indicato un autore straniero, Linda Gertz, ma sulla etichetta del disco non si fa menzione al titolo originale, né è riportato da siti discografici SIAE, Discoteca di Stato o Discogs. Per questa canzone era sino ad ora impossibile trovare in rete dei collegamenti con l’originale di riferimento. Operazione riuscita ora a Ignazio Sulis: «Tempo fa, feci una ricerca sull’autore originale della musica, ma senza esito. Solo recentemente, indagando a fondo su Linda Gertz e ascoltando diverse canzoni da lei scritte, sono riuscito a risalire alla canzone originale che è appunto “All By Myself Alone”, registrata da un poco noto giovanissimo cantante, presumibilmente statunitense di nome Frank Fleming».

   
 

Gianni Morandi - Sono tanto solo (Only Cause I’m Lonely)

La canzone “Sono tanto solo” è l’unica cover presente in scaletta nell’LP “Ritratto di Gianni” del 1964 e non era sinora possibile rintracciare l’originale mancando qualunque dato che riconducesse ad esso. Anche in questo caso è stato è stato ora possibile grazie al lavoro di ricerca di Ignazio Sulis: «Per questa canzone come è capitato per altre sono ricorso alla discografia dell’autore Lee Morris, andando per esclusione tra i 24 omonimi presenti in ASCAP e tra questi cercando componimenti dove è presente la parola “lonely”. Alla fine il risultato è stato ripagato e la canzone originale è risultata essere “Only Cause I’m Lonely”, grazie anche a You Tube che mi ha consentito un confronto con la canzone italiana».

   
 

I Giganti - Morirai senza di lei (Crying In The Rain)

Testo italiano di Francesco Specchia, singolo 45 giri, il suo lato B è “Giorni di festa”, etichetta RiFi, numero di catalogo RFN-NP 16074, pubblicato a maggio del 1965. L’originale è stata una Hit da #6 della Billboard Hot 100 del 13 gennaio 1962 e con uguale risultato la canzone si attesta nella UK Singles Chart, del 20 gennaio 1962. La hit venne portata al successo dal duo statunitense country e rock ‘n roll The Everly Brothers ed a loro stessi è attribuita la prima registrazione, nata con la collaborazione di Howard Greenfield (testo) e Carole King (musica). Disco originale: singolo 45 giri etichetta Warner Bros Records, numero di catalogo 5250, pubblicato nel 1961.

   
 

I Giganti - Fuori dal mondo (Keep Searchin')

Singolo 45 giri, nel suo lato B “Solo per voi”, registrato per la RiFi, col numero di catalogo RFN-NP 16100 e pubblicato nel 1965, con testo italiano di Giuseppe Cassia. La canzone originale è stata scritta, composta ed eseguita dal cantautore statunitense Del Shannon, pseudonimo di Charles Weedon Westover, autore di diversi successi internazionali, tra i più noti anche in Italia “Little Town Flirt” e “So long baby”, rispettivamente riprese da Mario Zelinotti con “Chiederò” e Luciano Vieri con “Ho un amico”, oltre a questa dei Giganti con “Fuori Dal Mondo”. Disco originale: singolo 45 giri, etichetta Amy, numero di catalogo: 915, pubblicato nel 1964. Come si vede dalle immagini, alla RiFi per i Giganti avevano deciso di risparmiare sulle copertine.

   
 

I Giganti - Una ragazza in due (Down Came The Rain)

Terzo singolo 45 giri de I Giganti, anche uno dei più noti e di grande successo, nonostante i 10 mesi che lo separano dalla sua pubblicazione (dicembre 1965). Difatti entra nella top ten della Hit Parade il 29 ottobre 1966, partendo dall’ottava posizione per raggiungere la sua massima alla #5, permanendo in classifica un totale di sette settimane fino al 17 dicembre 1966. Testo italiano di Leo Chiosso, etichetta RiFi, numero di catalogo RFN-NP 16121. La canzone originale venne scritta dal paroliere e produttore discografico britannico, che si firma con lo pseudonimo di Robin Conrad, in realtà il famoso Peter Callander e la musica è di Mitch Murray, che registrò questo brano come Mister Murray, entrambi pseudonimi di Lionel Michael Stitcher. Disco originale: singolo 45 giri, Fontana Records numero di catalogo TF 623, pubblicato in ottobre del 1965.

   
 

I Giganti - Ora siamo qui (Here It Comes Again)

Canzone precedentemente registrata da Peppino Di Capri con lo stesso titolo (45 giri Carish-VCA 29178, pubblicata in febbraio 1966). Questa versione dei Giganti è stata registrata come singolo su 45 giri, etichetta RiFi, numero di catalogo RFN-NP 16159, pubblicato a maggio del 1966, il testo italiano è di Rinaldo Prandoni. Una versione anche da Rita Pavone,  la più celebre (Qui ritornerà), registrata per la RCA Italiana, testo italiano di Carlo Nistri e pubblicata nel 1967. L’originale è stata scritta e composta dai britannici John Barry Mason e Les Reed (Leslie David Reed) per il gruppo rock-beat inglese The Fortunes. A quanto risulta, questo brano originale non venne registrato da altri se non solamente ripreso da noi in Italia con le tre versioni citate, in più è stata rifatta in croato dalla cantante Ivanca Pavlović, col titolo “Želim povratak tvoj” del 1967 e una esecuzione strumentale dall’organista (Hammond), l’olandese Stef Meeder del 1970. Disco dei The Fortunes: singolo 45 giri, etichetta Decca, numero di catalogo F.12243, pubblicato in ottobre del 1965.

   
 

I Giganti - Ora siamo qui (Let Me Be)

Testo italiano pressoché fedele all’originale di Mogol. Si tratta del lato B del precedente singolo 45 giri “Ora siamo qui”. La prima registrazione del brano originale “Let Me Be” è accreditata al gruppo folk-rock californiano The Turtles, quelli di “Happy Together”, da noi conosciuta col titolo “Per Vivere Insieme” del 1967, grazie alla versione del gruppo beat “I Quelli”. Un altro dei classici brani folk-rock ad andamento epico di P.F. Sloan, nome d’arte di Philip Gary Schlein, l'autore di Eve Of Destruction, portata al successo,# 1 della Billboard Hot 100 nel 1965, dal cantautore folk-rock statunitense Barry McGuire. Lo stesso McGuire, nel 1967, eseguì una propria versione di “Let me be” come retro di un 45 giri, pubblicato sia in Italia che in Spagna nel 1966. Disco originale dei Turtles, singolo 45 giri (lato B Your Maw Said You Cried In Your Sleep Last Night) etichetta White Whale, e su LP 33 giri “It Ain’t Me Baby”, etichetta sempre White Whale, numero di catalogo WW-S 111, pubblicato in settembre del 1965.

   
 

I Giganti - In paese è festa (A Taste Of Honey)

La cover dei Giganti di A Taste Of Honey era il retro del controverso singolo "Io e il Presidente", registrato per l’etichetta RiFi, numero di catalogo RFN-NP 16216, pubblicato in giugno del 1967, testo italiano di Spiker(Vito Pallavicini). Il brano originale è stato scritto e composto da Ric Marlow e Bobby Scott (Robert William Scott) per il musical avente lo stesso titolo, basato sulla prima opera letteraria drammatica omonima del 1956, del drammaturgo britannico Shelagh Delaney. La prima del musical si tenne al Lyceum Theatre di Broadway (NY City) il 4-ottobre del 1960. In quella occasione “A Taste Of Honey” venne cantata dall’attore e cantante Billy Dee Williams e a lui si deve la prima registrazione su LP 33 giri, intitolato “Let's Misbehave” per l’etichetta Prestige, numero di catalogo LA 30001, pubblicato in USA nel 1961. Lo stesso autore Bobby Scott, registrò la sua versione strumentale venti giorni dopo il debutto a Broadway, su album LP 33 giri “A Taste of Honey”, Atlantic Records, numero di catalogo SD 1355, ma venne pubblicato solamente nel successivo anno 1961. Segue la versione cantata da Lenny Welch, registrata come singolo 45 giri , etichetta Cadence, cat. 1428, pubblicato nel 1962, poi Martin Denny 1962, Barbra Streisand 25 febbraio 1963 e infine la versione dei Beatles del 22 marzo 1963, dopo di queste si contano altre 66 versioni, tutte riscontrabili. In Italia il brano originale era noto essenzialmente per la versione dei Beatles.

   
 

I Giganti - Il lavoro (Even the Bad Times Are Good)

Una cover inserita sul lato A/5 del secondo LP 33 giri “Mille idee dei Giganti”, l’unica in scaletta nell’album RiFi RAL-LP 11002, pubblicato in aprile del 1969. Il testo italiano era curato da Herbert Pagani e Ricky Gianco. L’originale era un brano scritto dai britannici Peter Callender (testo) e Mitch Murray (Lionel Michael Stitcher) (musica) per il gruppo beat e pop britannico The Tremeloes, guidati dall'origine dal frontman Brian Poole fino al 1967, anno di pubblicazione di questo singolo. Il brano era registrato col solo nome della band ed è stato una hit da # 4 della UK Singles Chart il 5 agosto 1967 e alla #36 della Billboard Hot 100 nel mese successivo. Il singolo 45 giri era uscito con la CBS, numero di catalogo 2930.

   
 

I Giganti - Corri uomo corri (Space Oddity)

Si tratta di un singolo 45 giri tris, le altre canzoni sono: “Mia cara ti odio” e “Tutta tutta”. Unico disco tris de I Giganti, non più sotto contratto con la Ri-Fi, registrato e pubblicato nel 1970 per l’etichetta Miura, numero di catalogo PON-NP 40116. Mentre l’originale era, come noto, un brano scritto, composto ed eseguito dal cantante, attore e compositore britannico David Robert Jones, nome di battesimo del più conosciuto David Bowie. La sua canzone è stata innovativa in tutti i sensi, sia per il nuovo percorso creativo dello stesso autore, alle prese con un genere completamente diverso dalle sue prime composizioni, ma anche in sintonia con il momento e con le missioni Apollo e il programma di sbarco sulla Luna. Successo da # 5 dell UK Singles Chart di settembre 1969. A distanza di sei anni, nel 1975, nuova registrazione e rilancio, questa volta arrivando alla prima posizione della stessa classifica inglese. Disco originale: singolo 45 giri, etichetta Philips, numero di catalogo BF 1801, pubblicato a luglio del 1969.

   
 

I Giganti - Mia cara ti odio (Little Darlin')

Testo italiano di Ermanno Parazzini, questo brano è contenuto nel precedente singolo 45 giri tris che come lato A presenta “Corri Uomo Corri”. Il brano originale era un successo da #2, sia della Billboard hot 100 che della R&B USA, di marzo 1957, del quartetto vocale canadese di Toronto, The Diamonds. Si trattava in realtà di una cover addolcita di un precedente successo di un altro gruppo doo-wop afro-americano, formatosi in South Carolina, nati col nome Royal Charms e che presto mutarono in The Gladiolas. Già componente storico di questi due gruppi, il pianista e cantante Maurice Williams, scrisse e compose “Little Darlin’” che pubblicò in gennaio del 1957, registrato come The Gladiolas. Fu una hit da # 11 della classifica Billboard R&B, ma a malapena entrò nella “Hot 100”. Dopo soli due anni, questo gruppo mutò ancora il proprio nome in “Maurice Williams and The Zodiacs”, per meglio individuarli, quelli della famosa hit “Stay”, ripresa in originale da “The Four Seasons”(1964) e rilanciata da Jackson Brown (1978), mentre in Italia è nota per la versione dagli Equipe 84 nel 1966 col titolo “Resta”. Disco dei The Gladiolas: singolo 45 giri, etichetta Excello, numero di catalogo 45-2101, pubblicato nel 1957.

   
 

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© Musica & Memoria 2014-2015  / Le note sui Giganti sono gentilmente concesse da Ignazio Sulis / Data ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2015

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