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Miles Davis è stato il personaggio carismatico del jazz per tutto il dopoguerra, fino alla sua prematura scomparsa (aveva da poco compiuto sessant'anni). Pur non essendo un dirompente innovatore e un "visionario" (nel senso inglese del termine, noi diremmo un idealista) come John Coltrane, uno sperimentatore infaticabile come Charles Mingus, un inarrivabile specialista dello strumento come Sonny Rollins o un improvvisatore dagli orizzonti vasti come Bill Evans o come il suo continuatore Keith Jarrett, ha rappresentato per quattro decenni il punto di riferimento nel jazz e nelle forme musicali che ne sono derivate.

Il trombettista è stato infatti il catalizzatore delle tendenze musicali che maturavano nel mondo del jazz, anticipandole e facendo emergere una nuova direzione. Negli anni '50, dopo essere stato, giovanissimo, uno degli elementi di punta del "cool jazz", con il suo storico quintetto ha portato il be-bop fino alla sua espressione più alta, con il disco capolavoro "Kind Of Blue" (con Coltrane ed Evans).
Negli anni '60 ha indicato una nuova via con il quintetto post be-bop nel quale aveva chiamato quelli che poi saranno altrettanti punti di riferimento per il loro strumento negli anni a venire (Herbie Hancock, Wayne Shorter, Ron Carter, Tony Wiliams), e con il quale ha espanso i limiti del be-bop fino alle influenze africane e alle nuove suggestioni provenienti dal mondo del rock.

E sul finire degli anni '60, nel momento della esplosione del rock su scala mondiale, e di chiusura del jazz nel ghetto della contro-cultura, complice anche il movimento free-jazz, rimasto senza direzione dopo la prematura scomparsa di Coltrane, Davis è riuscito a saldare la esperienza del jazz e del blues, dalla quale in fondo il rock derivava, con le possibilità offerte dal nuovo mondo musicale, come gli strumenti elettrici, le influenze della musica non occidentale, asiatica e africana, il recupero della dimensione ballabile e percussiva che era ben presente nel jazz delle origini.

I due dischi storici del 1969, "In A Silent Way" e "Bitches Brew", hanno dato inizio ad un filone musicale tuttora in auge, il jazz-rock, ed hanno costituito il banco di prova dei futuri portabandiera di questa musica, e traghettatori della musica jazz verso il vasto mondo della musica popolare e di larga diffusione, cioè Joe Zawinul, Herbie Hancock (al quale si deve il disco jazz di più grande successo di tutti i tempi, "Headhunters"), Chick Corea, John McLaughlin, Dave Holland, oltre ai già citati Shorter e Tony Williams, con Zawinul fondatori del più noto gruppo jazz-rock, i Weather Report.

Dal jazz-rock sono germinati per Miles Davis un ritorno verso l'anima nera del jazz, verso la sua dimensione più popolare, arrivando anche al funky e alla musica da ballo, e a seguire la sperimentazione delle possibilità offerte dagli strumenti elettrici, dal sintetizzatore, dal basso elettrico con Marcus Miller, al recupero del blues in chiave elettrica ed energetico con l'ultimo gruppo degli anni '80 con Kenny Garrett.

 

Discografia minima

DISCOGRAFIA

 

Quintetto anni '50

Milestones

 

Kind Of Blue

 

Some Day My Prince Will Come

Quintetto anni '60

E.S.P.

 

Miles Smiles

 

The Sorcerer

Jazz-Rock

Filles de Kilimanjaro

 

In A Silent Way

 

Bitches Brew

Orchestra jazz (con Gil Evans)

Miles Ahead

 

Porgy & Bess

Anni '70 - '80

Star People

 

Tutu

 Per saperne di più: Ian Carr - Miles Davis (Arcana Editrice 1982)
 
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