The Byrds - Eight Miles High (1966)

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Eight miles high and when you touch down
You'll find that it's stranger than known
Signs in the street that say where you're going
Are somewhere just being their own

Otto miglia in alto e quando tocchi (di nuovo) il suolo
Ti accorgi che è più strano di quanto ti saresti aspettato
vedere segni sulla strada che dicono dove sei stato
tu sei da qualche parte dove sei proprio solo

Nowhere is there warmth to be found
Among those afraid of losing their ground
Rain gray town known for it's sound
In places small faces unbound

Da nessuna parte si trova il calore
che c'è tra quelli che temono di perdere il loro contatto con la terra
La pioggia (su) una grigia città nota per la sua musica (1)
si insinua nei posti più piccoli senza fermarsi (2)

Round the squares huddled in storms
Some laughing some just shapeless forms
Sidewalk scenes and black limousines
Some living some standing alone

Girano per le piazze facendo gruppo in modo tempestoso (3)
alcuni ridendo, altri sembrando solo figure appena accennate
scene da marciapiede e limousine nere
alcuni vivono, alcuni rimangono da soli.

 

 

(Autori: Clark, McGuinn, Crosby)

 
 

Note

   

(1)

La città dovrebbe essere Liverpool, la canzone, probabilmente una delle prime anticipazioni della nascente psichedelia, con influssi anche dal jazz contemporaneo (in particolare la composizione India di John Coltrane) a quanto si sa è stata scritta dai Byrds prendendo spunto da un viaggio in Inghilterra per uno dei loro tour, nell'agosto del 1965.

(2)

Può darsi che il senso sia del tutto diverso e che si tratti di una frase costruita apposta per citare gli Small Faces, uno dei gruppi più noti in UK all'epoca del tour.

(3)

Le tre strofe sono probabilmente un ricordo trasfigurato dell'esperienza di essere accolti da folle di fan negli alberghi, scendendo da macchine di rappresentanza con autista.

 

 
  Di questo impegnativo e storico brano dei Byrds, entrato in classifica in USA e UK nonostante fosse stato vietato in radio perché molti vedevano in esso riferimenti a viaggi con le droghe (sempre negati dai Byrds) è stata tentata anche una cover in italiano dal gruppo torinese Gli Astrali, uno dei complessi che in Italia ha tentato la strada della psichedelia, il titolo era Vado su in alto, seguendo il link si può leggere il testo della versione italiana.
Il brano originale apriva la seconda facciata dell'album Fifth Dimension con il quale il gruppo californiano già a metà del 1966, dopo i fortunati inizi tra il folk e il beat apriva una nuova strada verso la nascente psichedelia.

Dei Byrds vedi anche le traduzioni di: Turn! Turn! Turn! e di Mr. Tambourine Man.
   

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Musica & Memoria 2010-2012 / Riproduzione del testo degli autori citati per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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