Dove trovare gli spartiti musicali

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Un'ampia sezione del sito Musica & Memoria è dedicata alle riproduzioni delle copertine di spartiti originali degli anni '60. Solo delle copertine, ovvero dei frontespizi, perché i fogli musicali veri e propri sono di proprietà dei rispettivi editori e coperti da copyright. Spesso ci vengono chieste informazioni su come reperire questi spartiti non recenti. Raccogliamo in questa pagina alcune informazioni utili per reperirli, premettendo che trovare quelli fuori catalogo è una impresa che può rivelarsi ardua.

Acquistare gli spartiti nei negozi / Acquistare gli spartiti on-line / Spartiti digitali / Il copyright sugli spartiti / Materiale fuori catalogo / Crearli da soli / Quale notazione / La Digital Mozart Edition / I benemeriti / Gli editori folli / Note / Gli spartiti su M&M

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Acquistare gli spartiti nei negozi

 

Naturalmente il primo tentativo da fare è consultare, di persona o via telefono, i negozi di musica più attrezzati. A Roma possiamo citare Musicarte o Musical Cherubini. Musicarte vende anche online gli spartiti disponibili (vedere la sezione del sito Edizioni), mentre da Cherubini bisogna telefonare (06-43219218) oppure andare di persona come ai buoni vecchi tempi, l'indirizzo è Via Tiburtina, 364, 00159 Roma (Italy). A Milano si può citare il Ricordi Media Store di Galleria Vittorio Emanuele II che ha un'ampia sezione di edizioni musicali. In tutti questi negozi, oltre agli spartiti disponibili nell'esercizio, si possono cercare ed eventualmente ordinare quelli non disponibili, ma ancora a catalogo, così come avviene per i libri. Questi riferimenti possono cambiare nel tempo e consigliamo di verificarli prima su Internet. In genere i negozi di strumenti musicali, che sono abbastanza diffusi, trattano anche gli spartiti. Si possono individuare facilmente con le pagine gialle elettroniche o altre risorse di rete e verificare telefonicamente la disponibilità.

 

Acquistare gli spartiti on-line

 

Esattamente come per libri, CD e DVD con Amazon e altri analoghi shop on-line, esiste una grande quantità di negozi on-line, e portali specializzati che vendono per corrispondenza spartiti musicali. A cominciare da Amazon stesso, che non ha una sezione dedicata agli spartiti (sheet music, se ricercate su siti in lingua inglese) ma si possono trovare in una sotto sezione dei libri. La disponibilità appare buona, grazie alla rete di negozi collegati ad Amazon, e i prezzi convenienti, ma nei test che abbiamo fatto (Beatles, Procol Harum) è risultata molto scarna la descrizione dei contenuti degli spartiti messi in vendita.

Passando ai portali specializzati in spartiti, i più numerosi trattano la musica classica, dove la esigenza di avere lo spartito è più stringente. Il primo che viene mostrato nelle ricerche su Google attualmente è Sheet Music Archive, che utilizza una formula ad abbonamento per la vendita. Una iniziativa italiana analoga, ma con la formula tradizionale dell'acquisto singolo è Libreria Musicale Ut Orpheus.

Per la musica moderna il portale con maggiore visibilità al momento è Sheet Music Plus. Oltre che la classica sono coperti anche i generi moderni. Come esempio ecco l'elenco degli autori principali (come numero di spartiti venduti) nell'archivio dedicato al "classic rock" (Macca surclassa l'amico John, come si vede):

Paul McCartney (475)
The Rolling Stones (118)
Freddie Mercury (80)
Van Morrison (65)
Jimi Hendrix (59)
Queen (57)
Pete Townshend (51)
John Lennon (34)
Jimmy Buffett (32)
George Harrison (24)

Un'altra alternativa italiana per l'acquisto on-line degli spartiti è il sito di Clarius Audi. Specializzato nella musica classica ed operistica e presente in rete da diversi anni, costituisce una ulteriore risorsa per la ricerca di spartiti musicali.

Da notare però che questi siti vendono e spediscono soprattutto tradizionali raccolte di spartiti, non singoli spartiti di una canzone che ci interessa.

 

Spartiti digitali

 

Finora abbiamo parlato di spartiti tradizionali, stampati su carta, acquistabili in rete ma che devono essere inviati per posta. Molto più logico sarebbe spedirli in formato digitale. Una operazione facilissima, perché uno spartito non è altro che un file stampabile registrato sul computer in qualche formato, solitamente PDF. Proprio perché è così semplice è soggetto, ancor più facilmente che la musica vera e propria, alle copie illegali. Da qui le cautele e le protezioni messe in atto dagli editori. E la scarsità di siti che vendono spartiti digitali (cercateli con "digital sheet").

Nel caso di Sheet Music Plus una parte (ridotta) degli spartiti disponibili è scaricabile vie rete mediante un loro sistema di protezione che chiamano Digital Print. In pratica i fogli di musica sono in un formato crittografato e per stamparli ed usarli occorre scaricare ed installare sul PC un programma di decodifica che forniscono assieme all'acquisto.

I prezzi non sono bassi, sono più o meno come quelli dei libri. Per uno spartito di medie dimensioni (tipo un album intero) possono essere tra i 10 e i 20 € a seconda del numero di pagine, più le spese di spedizione. La distribuzione via Internet costa meno, e una singola canzone in Digital Print costa circa 3 €.

Un sito più interessante e con una disponibilità abbastanza ricca di spartiti digitali è Online Sheet Music (americano anche questo) specializzato anche su musica moderna e dal quale è possibile acquistare anche (o soprattutto, pare) spartiti di singole canzoni alla modica cifra di 4,99 $ l'uno, spese di spedizione ovviamente non caricabili in questo caso. Basta registrarsi e acquistare con PayPal, nessuna restrizione sul paese, per fortuna, e copia molto rapida. Anche loro prevedono un sistema di sicurezza con un downloader da installare su PC e che consente un massimo di due stampe. Non so perché insistono con questi sistemi di sicurezza aggirabili da un bambino delle elementari (basta stampare in PDF o al limite scannerizzare la stampa per avere un numero illimitato di copie) ma gli editori pare siano contenti così.
Abbiamo copiato come test uno spartito per piano (Halleluja di Leonard Cohen) e sembra ben fatto, con una trascrizione semplice e utilizzabile. C'è da aggiungere che il downloader consente altre funzioni, come il playback, anche selezionando diversi strumenti, e la trasposizione in altra tonalità. Quello che viene copiato quindi non è un semplice spartito ma un vero file musicale in un formato di notazione della musica.

 

Il copyright sugli spartiti

 

Per gli spartiti valgono le stesse regole applicabili ai libri, la protezione del diritto d'autore vale fino a 70 anni dopo la morte dell'autore, se ha eredi (ci sono sempre), ma vale anche per la edizione in quanto tale, in questo caso (in Europa) per 50 anni. Quindi se una casa editrice pubblica oggi le sonate di Mozart (che è morto ben più di 70 anni fa), la copia di quella specifica edizione è protetta e non è ammessa. Per approfondimenti su questi aspetti legali si può leggere la pagina che abbiamo dedicato alla musica e la legge.
Questo comporta, nella pratica, che le case editrici siano molto agguerrite nella difesa del loro patrimonio, particolarmente attaccabile in questo caso, perché la copia dello spartito non comporta i problemi tecnici (dimensione file, banda, codec) che erano presenti per la musica e i video e lo spartito è a tutti gli effetti un semplice file stampabile.

Siti, blog e sistemi P2P che distribuiscono quindi spartiti ancora sotto copyright non mancano. Ma, forse proprio per la facilità di copia o per la domanda molto forte, sono i più "a rischio" tra tutte le risorse semi legali disponibili nella grande rete. Basta accedere ad uno di questi siti con le protezioni medie del nostro browser per essere subito avvertiti che il sito è pericoloso, contiene malware e così via (e uscire quindi subito). Il fatto è che il formato nel quale sono codificati praticamente tutti questi fogli, il diffusissimo PDF di Adobe, standard mondiale, non è affatto un innocuo formato grafico, come si potrebbe pensare (ammesso che i formati grafici siano del tutto innocui). Ma è invece un vero e proprio linguaggio di programmazione (Postscript), che quindi può essere trasformato senza grandi problemi da abili programmatori in veicolo di spyware, malware e virus vari.

Chi tiene alla integrità del proprio PC, a parte ogni considerazione etica sul rispetto del diritto d'autore e sulla giusta retribuzione per chi crea e vive della musica, è consigliabile si tenga alla larga da queste risorse, e ricorra ai canali ufficiali o a materiale public domain (PD).

Materiale public domain si trova anche, ma è limitato nella quantità essendo costituito solo dal non molto materiale per cui i diritti sono scaduti (vedi sopra) o ad opere pubblicate già all'origine per uso libero, che possono circolare liberamente ed essere usate da chiunque. Come l'opera di Monteverdi, Orfeo, nella edizione di Legge di cui pubblichiamo l'immagine della prima pagina, scaricata da Sheet Music Archive e PD all'origine.

 

Materiale fuori catalogo

 

La cosa più difficile, ma ancor più che per la musica registrata, è reperire materiale fuori catalogo, non disponibile nei canali ufficiali. Dopo aver cercato su Amazon, Music Sheet Plus e sulle altre fonti rimane solo l'usato e la fortuna, quindi eBay.
Dove si trovano, ma non nella stessa quantità di altre fonti musicali, non è neanche prevista una categoria specifica. I prezzi poi, pur se non altissimi (spesso intorno ai 10 € per 1-2 brani) sono più da collezione che da oggetto d'uso, più o meno come i vinili.

La ricerca quindi non sarà facile, e sarà necessario solitamente avviare una ricerca  automatica utilizzando termini usati nelle varie lingue, ovviamente personalizzata a seconda degli autori / interpreti che si stanno cercando.

La tecnologia, vista la semplicità di archiviazione per le dimensioni in gioco, consentirebbe di avere disponibili (pagando il giusto) con un clic tutti gli spartiti del mondo e di tutte le epoche, ma la legislazione dei diritti di copia continua a non adeguarsi al nuovo mondo rappresentato da Internet.

 

Crearli da soli

 

La notazione musicale risponde a ben precise regole, non sarà che qualcuno ha pensato a creare una applicazione che, come gli OCR per i testi scritti, trasformi una musica suonata in uno spartito?
Naturalmente sì, ce ne sono molte di applicazioni di questo genere, ma per la complessità della musica e della notazione con cui viene trascritta siamo ancora molto lontani dalla efficienza degli OCR.

La tecnica più seguita prevede il passaggio per il formato MIDI, che è una codifica diretta della notazione musicale (semplificata). Il lavoro più complesso lo deve fare quindi l'applicazione che trasforma un segnale audio in una serie di regole per riprodurlo. Ce ne sono diverse (IntelliScore, Digital Ear, Sibelius) ma non sono di uso immediato come altre applicazioni tipiche per PC. Richiedono una buona conoscenza della musica e la definizione di una serie di parametri iniziali per la codifica, legati al particolare tipo di musica da acquisire. E soprattutto sono dipendenti dal modo come è stato suonato all'origine. Inoltre, la decodifica di un segnale musicale diventa ancora più complessa se racchiude, ad esempio, la voce, l'accompagnamento, la linea di basso e così via, come nell'esempio della musica operistica di Monteverdi riportata sopra.

Anche il passaggio successivo da MIDI a notazione musicale non è semplice, perché dipende da quello che si vuole ottenere, una notazione semplificata, solo per accompagnamento al piano, ad esempio, o per più strumenti. Per un approfondimento su questi sistemi di notazione automatizzata o assistita, si può leggere il post dedicato a questo tema sul nostro blog.

 

Quale notazione

 

Abbiamo parlato genericamente di "notazione musicale", ma in realtà la notazione musicale per la musica moderna non è univoca come per la musica classica. Nella classica, in un concerto per violino e pianoforte, la notazione musicale è quella prevista dall'autore, riportata sul pentagramma, nelle due parti per i due strumenti, nelle due chiavi per la parte alta e la parte bassa della tastiera nel caso del pianoforte, con tutti i segni previsti dal sistema di notazione più le indicazioni per la interpretazione. Lo stesso avverrà per un quartetto o per una partitura più complessa per orchestra. Nell'esempio dell'opera di Monteverdi, che è del XVII secolo, come si vede nell'ouverture c'è una parte per lo strumento solista (il clarino), una per la sezione delle trombe, una per la linea di basso.

La notazione che descrive una canzone moderna dipende invece dall'arrangiamento, e normalmente è semplificata. Le più diffuse includono solo la parte per la voce, per un accompagnamento standard al pianoforte, e le accordature per chitarra. Che sono un altro sistema di notazione (indicato anche come tablature o tabs) che riporta solo le posizioni delle dita sul manico per eseguire gli accordi (chords) mentre la melodia è lasciata alla voce (e alla memoria) del cantante. Quanto basta per suonare un pezzo che, normalmente, si conosce già.

Altri spartiti contengono solo la parte per piano (o tastiera in genere) e sono quelli usati dai classici "pianisti di piano bar" per accompagnare sé stessi o il cantante di turno nei brani del suo repertorio.

Quindi, la ricerca e la sua complessità dipendono anche da quello che si cerca.

 

La Digital Mozart Edition

 

La ricerca degli spartiti almeno per il più grande dei compositori non è un problema, ovviamente se l'utilizzo è personale e non commerciale. La fondazione Packard di David e Lucilla Packard (proprio il Packard dei computer) ha infatti finanziato qualche anno fa il trasferimento in digitale di tutta l'opera di Mozart e lo ha messo a disposizione in rete. Per cercare il sito basta inserire su Google "dme mozarteum" e si può accedere all'elenco delle opere suddivise per composizioni per piano, musica sacra, teatro e così via. Oltre agli spartiti anche note e apparato critico, però in tedesco, oltre a tutti i libretti.

 

I benemeriti (Joni Mitchell)

 

Esistono poi anche musicisti, pure famosi internazionalmente, che mettono a disposizione sul loro sito gli spartiti o le tablature frutto del lavoro gratuito dei loro estimatori. Evidentemente sono più interessati, questi musicisti, al fatto che qualcuno nel mondo esegua la loro musica e diffonda il loro lavoro, piuttosto che ai due soldi che potrebbero ricavare dalla percentuale loro spettante per la occasionale vendita di uno spartito a 2 o 3 dollari o Euro.

Uno dei benemeriti, anzi una, è la notissima cantautrice canadese Joni Mitchell, che sul suo sito ufficiale, mette a disposizione per molte canzoni la trascrizione per pianoforte e/o le tablature per chitarra. Questo che linkiamo è, solo per fare un esempio, lo spartito per pianoforte di uno dei suoi brani più belli e profondi, Blue. Molto altro si può trovare sul sito. Avrà magari anche fatto un accordo con il suo editore o gestisce in proprio i suoi diritti.

Se individuate qualche altro musicista amante della sua musica e benemerito verso chi la vorrebbe suonare segnalatelo a Musica & Memoria e lo aggiungeremo qui.

 

Gli editori folli (Bob Dylan)

 

Cercando siti dove si possono trovare ed utilizzare spartiti per pianoforte o chitarra legali o liberi e correttamente trascritti è facile imbattersi nel magnifico lavoro fatto dal musicologo scandinavo Eyolf Østrem che ha individuato e trascritto gli accordi per chitarra di praticamente tutte le canzoni composte e incise da Bob Dylan dal 1962 ai giorni nostri, incluse quasi sempre le successive riletture e versioni alternative e live. Gli editori avrebbero dovuto ringraziarlo per questo splendido lavoro portato avanti per anni e che comprende molto materiale per il quale loro neanche avevano pensato di produrre e vendere gli spartiti. Al contrario la potente associazione dei discografici USA, la RIAA, ha imposto la chiusura del suo sito (che si chiamava dylanchords.com). Probabilmente da qualche parte sono in vendita gli accordi per chitarra di Dylan, ma sono convinto che il fatturato che ne ricavano gli editori è marginale e comunque inferiore a quanto ricaverebbero incrementando la conoscenza della sua opera e l'acquisto di CD, biglietti, libri e altro utilizzo mediatico. Un altro caso di follia e autolesionismo da parte degli editori musicali, o forse di più banale stupidità. Peraltro inutile perché il sito è stato replicato da altri siti con lo stesso nome su diverso dominio (ad esempio .info) e addirittura prudenzialmente è stato messo a disposizione un file .zip con tutte le canzoni trascritte.

 

Note

 

Altre domande, dubbi o segnalazioni di altre fonti? Scriveteci.

 

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© Musica & Memoria Novembre 2011 // Aggiornamenti: (1) Link Clarius Audi su segnalazione della visitatrice Afra (Gennaio 2012) / (2) Digital Mozart Edition (Ottobre 2013) / Sito Joni Mitchell (Giugno 2014)

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