Franco Battiato - Prospettiva Nevsky (1980)

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Altra canzone fondamentale di Franco Battiato, dall'album Patriots del 1980, un disco che consolidava la nuova linea intrapresa l'anno prima con L'era del cinghiale bianco e che avrebbe fatto arrivare poi l'anno dopo la sua poetica musicale al grande pubblico con La voce del padrone. In Patriots questo è uno dei brani più significativi, accanto al programmatico Venezia-Istanbul e al magnifico Le aquile, su un magico testo della scrittrice e poetessa Fleur Jaeggy, prediletta da Battiato.

La ambientazione è quanto mai originale, siamo in Russia, anzi in Unione Sovietica ormai, nel periodo della NEP, la "Nuova Politica Economica" (1), lanciata da Lenin dopo la conquista del potere, per consolidarlo e per affrontare in qualche modo gli enormi problemi lasciati dalla guerra appena conclusa, con una pace separata che aveva lasciato enormi parti del territorio dell'ex-impero russo in mano tedesca, e con la guerra civile ancora in corso in molte repubbliche dello sterminato paese. La NEP rimetteva in circolo elementi di libertà in economia, nella società civile, nelle arti, ridando un relativo spazio alla iniziativa individuale, pur se sempre sotto il controllo del partito bolscevico al potere. E' in questo periodo che operano nella letteratura Bulgakov, nel cinema e nella fotografia Ejzenštejn, Dovcenko, Dziga Vertov, nella musica Prokofiev e Shostakovich, e a tutto campo il futurista russo Majakovskij ed il suo gruppo.

Un periodo che si conclude ben presto con la morte prematura di Lenin, preceduta da un grave ictus (2), con la presa del potere da parte di Stalin, portatore di un nuovo indirizzo politico orientato alla concentrazione della guida del paese in un partito-casta e alla giustificazione di ogni mezzo per mantenere il potere conquistato.
La ambientazione è ancora più originale se riportata al contesto dei primi anni '80, anni del trionfo del liberismo (Thatcher in UK, Reagan in USA) e della massima impopolarità mondiale (e italiana) dell'Unione Sovietica.

 

Commento

  

PROSPETTIVA NEVSKY

Già il titolo è evocativo, si tratta infatti della strada principale di San Pietroburgo - Leningrado, un grande viale verso il fiume Neva, dedicato ad Alexander Nevsky, il grande condottiero russo che respinse l'offensiva dei tedeschi, i cavalieri teutoni, nel Medioevo, nella mitica battaglia sul lago ghiacciato. A questa vicenda è dedicato il film omonimo di Ejzenštejn, per il quale scrisse le musiche Prokofiev.

Un vento a trenta gradi sotto zero
incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili

I primi versi collocano subito l'azione a San Pietroburgo - Leningrado, la città cardine della rivoluzione, nel rigidissimo inverno russo.

a tratti come raffiche di mitra disintegrava i cumuli di neve.

Usando come metafora il vento viene evocato anche il ferro e il fuoco della rivoluzione, le mitragliatrici usate prima dalla polizia zarista contro i manifestanti, e poi dalle guardie rosse bolsceviche per la difesa di Pietrogrado dalla controrivoluzione zarista di Kornilov e poi per il colpo di stato rivoluzionario dell'ottobre 1917.

E intorno i fuochi delle guardie rosse accesi per scacciare i lupi

Il vecchio e il nuovo si mischiano, le guardie rosse, l'esercito armato formato dal partito bolscevico, fanno la guardia alla rivoluzione non ancora consolidata. Nel paese è ancora in corso la guerra civile con le guardie bianche, fedeli al regime dello Zar.

e vecchie coi rosari.

Ma la tradizione è ancora presente, e le (simboliche) vecchie continuano a frequentare le chiese.

Seduti sui gradini di una chiesa
aspettavamo che finisse messa e uscissero le donne

Ancora un accenno al periodo di transizione, non è ancora cominciata la persecuzione della religione e la propaganda dell'ateismo di stato dei tempi di Stalin.

poi guardavamo con le facce assenti la grazia innaturale di Nijinsky.
E poi di lui si innamorò perdutamente il suo impresario
e dei balletti russi.

Il primo dei movimenti artistici che vengono citati è il gruppo dei "Ballets Russes", innovativa formazione di danza formata da Diaghilev, attivo anche in Occidente ed in particolare in Francia, la cui stella era il ballerino Nijinsky, del quale viene anche accennata la relazione con lo stesso Diaghilev.

L'inverno con la mia generazione
le donne curve sui telai vicine alle finestre

La memoria di una generazione che ha vissuto uno storico passaggio, non di un semplice individuo.

un giorno sulla prospettiva Nevski per caso vi incontrai Igor Stravinsky

Un altro incontro, per il mondo della musica il simbolo emblematico è Stravinsky, il grande compositore e innovatore, che introdusse nella musica gli influssi etnici e primitivi, come il cubismo li inseriva nella pittura, autore della "Sagra della primavera" e dell'"Uccello di fuoco". Stravinsky abbandonerà quasi subito la Russia della rivoluzione scegliendo l'Occidente, a differenza degli altri grandi compositori della stessa scuola, come Prokofijev e Shostakvich, che restarono in Unione Sovietica convivendo anche, in qualche modo, con lo stalinismo e lo zdanovismo (3)

e gli orinali messi sotto i letti per la notte

Come sempre in Battiato c'è un continuo gioco di contrapposizioni tra citazioni "alte" e "basse": si viveva in un clima culturale vivace e unico, ma il freddo della notte consigliava di tenere vicino a sé i vasi per i bisogni corporali, per muoversi il meno possibile ed evitare che le urine gelassero.

e un film di Ejzenštejn sulla rivoluzione.

Il cinema era la nuova arte per eccellenza, e aderì totalmente alla rivoluzione. Viene citato il più grande dei registi russi di quella generazione, l'autore dei capolavori del film muto come La corazzata Potemkin, Ivan il terribile, Alexander Nevsky. Il "film sulla rivoluzione" è ovviamente Ottobre, con la rappresentazione del mitico assalto al Palazzo d'inverno dello Zar ormai deposto, difeso solo dal battaglione femminile della guardia imperiale, da parte delle guardie rosse guidate dall'intellettuale Antonov-Ovceenko.

E studiavamo chiusi in una stanza
la luce fioca di candele e lampade a petrolio
e quando si trattava di parlare aspettavamo sempre con piacere

Non bastava assistere a questi eventi, occorreva anche partecipare e studiare con zelo. Cosa di preciso? I testi del marxismo nelle scuole di partito o qualche altra scuola di pensiero, non ancora al bando? Come al solito Battiato si limita a lanciare delle suggestioni.

e il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire.

Chi era il maestro? Probabilmente la allusione è a George Ivanovitch Gurdjieff, il filosofo e pensatore di origine greco-armena la cui opera è riportata in Frammenti di un insegnamento sconosciuto, scritta dal suo discepolo P.D. Ouspensky.
Battiato aveva trovato nel pensiero di Gurdjieff una grande assonanza (4) con la propria elaborazione intellettuale, e quindi è probabile che si riferisca a lui. Gurdjeff era effettivamente in Russia e a Pietrogrado negli anni tra il 1915 e il 1922, con il suo gruppo di discepoli, i Cercatori di verità, e si può immaginare anche lui con i suoi accoliti nello scenario tratteggiato prima.
"Trovare l'alba dentro l'imbrunire" è d'altra parte un possibile eco delle teorie del maestro armeno, che sosteneva la possibilità di trovare una nuova vita superiore (l'alba) che superi la morte (l'imbrunire) attraverso un faticoso percorso di ricerca della verità che porti a una nuova consapevolezza e ad un livello di vita superiore.

 

(Testo di Franco Battiato / © Emi Music Publishing Italia Srl / L'Ottava Srl)
Testi completi degli album di Battiato reperibili sul sito ufficiale www.battiato.it

 

Note

 

Oltre alla versione di Battiato, da citare anche in questo caso la splendida interpretazione della cantante Alice, sicuramente la più affine al mondo musicale e poetico di Battiato, contenuta nell'album Gioielli Rubati del 1984. Alice utilizzò questo brano, accanto a Summer On A Solitary Beach, come uno dei due "singoli" estratti dal disco.

(1) La Nuova Politica Economica (NEP) fu un complesso di misure adottate tra il 1921 e il 1927 per superare il cosiddetto "comunismo di guerra" seguente alla presa del potere, che prevedeva requisizione forzate dei generi di prima necessità e la sospensione della circolazione della moneta. Venivano lasciati nuovamente al settore privato artigianato, commercio al dettaglio e agricoltura, e si ponevano le basi per una ripresa della industria e della agricoltura.

(2) Lenin dovette abbandonare ogni attività nel 1923, cioè soli cinque anni dopo la rivoluzione, e due anni dopo l'avvio della NEP, a causa di una emiplegia (forma di paralisi) che lo lasciò paralizzato e non cosciente; morirà l'anno successivo, a soli 54 anni.

(3) Zdanov era il ministro della cultura sovietica ed uno dei principali collaboratori di Stalin. Coerentemente con il dirigismo e l'accentramento del potere nel settore economico e politico, introdusse un dirigismo anche nelle arti. Mise al bando come controrivoluzionarie le espressioni artistiche sperimentali e moderne, il futurismo, la musica atonale, per privilegiare e tornare alle forme artistiche "classiche", considerate più adatte e comprensibili per le masse, e quindi più efficaci veicoli di propaganda, dando il nome di "realismo socialista" a questo orientamento culturale. Gli artisti dell'epoca si divisero tra l'esilio ed una adesione più o meno convinta al nuovo corso, a parte Majakovski che scelse purtroppo il suicidio ancor prima di questa fase, forse intuendola. Prokofiev e Shostakovich cercarono soluzioni di compromesso tra la loro ispirazione e i dettami dello zdanovismo, riuscendo in alcuni casi a esprimersi ancora ad alti livelli grazie alla loro altissima ispirazione ed alla difficoltà di incasellare una forma d'arte come la musica. Diverso il discorso nelle arti visive, pittura, scultura e architettura, e nella letteratura, dove il classicismo conservatore e retrogrado dominò sovrano fino alla morte di Stalin nel 1953, ed oltre.

(4) Battiato non è stato il solo ad essere stato colpito ed influenzato dal pensiero esoterico ed iniziatico di Gurdjieff. Anche il grandissimo musicista Keith Jarrett ha studiato la sua opera, che comprende anche un uso della musica a scopo meditativo e di preghiera, arrivando fino ad interpretare le sue "composizioni" nel disco Sacred Hymns del 1980, tra lo sconcerto degli adepti (la riproduzione della musica del maestro sarebbe riservata agli iniziati), ma quasi liberandosi in questo modo di questo influsso, che datava in lui dagli anni '60.

 

© Note Alberto Maurizio Truffi -  Musica & Memoria Feb 2003 / Rev. Dicembre 2003 / Rev. Luglio 2005

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