Musica & Memoria - Franco Battiato / L'era del cinghiale bianco

Franco_Battiato

 L'Era del Cinghiale Bianco (1979)

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  1. L'Era del Cinghiale Bianco (4:14)
  2. Magic Shop (4:11)
  3. Strade dell'Est (4:18)
  4. Luna indiana (strumentale) (3:30)
  5. Il Re del Mondo (4:34)
  6. Pasqua Etiope (4:25)
  7. Stranizza D'Amuri (5:10)
 

Note

Un disco fondamentale per Franco Battiato, che passa non solo ad una nuova casa discografica (dalla Ricordi alla EMI, che poi lascerà per la Sony nel 2003), ma soprattutto abbandona il lungo periodo dedicato alla musica sperimentale e di avanguardia, che lo avevo portato a notevoli risultati come Juke-Box o L'Egitto prima delle sabbie (entrambi del 1978), per il secondo dei quali vinse il premio Stockhausen per la musica contemporanea.

Con questo disco inizia infatti l'abbraccio con la musica pop, complice il maestro, compositore e arrangiatore Giusto Pio, coautore di arrangiamenti accattivanti, che meno di due anni dopo consentiranno a Battiato di raggiungere il grande pubblico e portare il suo complesso messaggio ben oltre i confini della cosiddetta "musica colta", con la quale peraltro rompe completamente, non senza una vena polemica ("la musica contemporanea, mi butta giù", dirà nel suo disco successivo).

Molte le canzoni memorabili, che faranno parte stabilmente del repertorio del cantautore, a cominciare dalla title-track, con il suo irresistibile ritornello pop che funziona però come veicolo di messaggi subliminali e codificati, a Magic Shop, che fa i conti con l'esoterismo a buon mercato, alla fondamentale Il Re del Mondo, uno dei brani più noti e peculiari di Battiato.

 

Sul significato mitico del cinghiale

 

(...) È un album, questo primo della nuova maniera pop-sapienziale di Franco Battiato, che spinge la sua ricerca alle radici del significato e del segreto dell'opera dell'uomo e della sua origine. A questo punto il Cinghiale diventa il simbolo che permette la sua riconquista della Conoscenza perduta e conservata soltanto in pochi centri sapienziali fuori del livello dell'ordinaria conoscenza umana, che, alla luce della riscoperta delle origini, possa aiutare l'uomo a capire quelli che sono i fini della propria presenza su questa terra ed in questo universo. Come lo stesso Battiato dice: "Il cinghiale bianco indicava presso i Celti il sapere spirituale, la Conoscenza. Penso che sia venuto il momento di non perdere più tempo appresso ai problemi sociali ed economici, facendoli apparire come inesorabilmente oppressivi ed unici responsabili del nostro star male. Perdere tempo intorno alla dialettica servo-padrone ha il solo scopo di allontanare dai problemi ben più seri e fondamentali quali per esempio la comprensione dell'universo e della relazione nostra con esso. Un esempio: quest'estate ho fatto un corso di ceramica. C'era un maestro che insegnava le sue tecniche e noi eravamo i suoi discepoli. Quale poteva essere il problema? Lui sapeva e noi dovevamo apprendere. In me non c'era invidia verso di lui, ma un ottimo rapporto di voler entrare in possesso delle sue conoscenze, per padroneggiare meglio la materia". (...)

[tratto da "Centro di gravità permanente" di Maurizio Macale - Edizioni Bastogi]

 

L'Era del Cinghiale Bianco

 

Pieni gli Alberghi a Tunisi

per le vacanze estive

a volte un temporale

non ci faceva uscire

un uomo di una certa età,

mi offriva spesso sigarette turche, ma

Spero che ritorni presto

l'Era del Cinghiale Bianco

Profumi indescrivibili

nell'aria della sera

studenti di Damasco

vestiti tutti uguali

l'ombra della mia identità

mentre sedevo al cinema oppure in un bar

Ma spero che ritorni presto

l'Era del Cinghiale Bianco.

 

Magic Shop

 

C'è chi parte con un raga della sera

e finisce per cantare "la Paloma".

E giorni di digiuno e di silenzio

per fare i cori nelle messe tipo Amanda Lear

vuoi vedere che l'Età dell'Oro

era appena l'ombra di Wall Street?

La Falce non fa più pensare al grano

il grano invece fa pensare ai soldi.

E più si cresce e più mestieri nuovi

gli artisti pop, i manifesti ai muri

i Mantra e gli Hare Hare a mille lire

l'Esoterismo di René Guénon.

Una Signora vende corpi astrali

i Budda vanno sopra i comodini

deduco da una frase del Vangelo

che è meglio un imbianchino di Le Corbusier.

Eterna è tutta l'arte dei Musei

carine le Piramidi d'Egitto

un po' naifs i Lama tibetani

lucidi e geniali i giornalisti.

Supermercati coi reparti sacri che vendono

gli incensi di Dior

rubriche aperte sui peli del Papa.

 

Strade dell'Est

 

Carichi i treni che dall'Albania

portano tanti stranieri in Siberia

tappeti antichi mercanti indiani

mettono su case tra Russia e Cina

strade dell'Est.

Spinto da i Turchi e dagli Iracheni

qui fece campo Mustafà Mullah Barazani

strade dell'Est d'immensi orizzonti

città nascoste di lingua persiana

da qui la Fine.

Dicono storie di Principesse

chiuse in castelli per troppa bellezza

fiori di Loto giardini stupendi

...e Leningrado oggi

strade dell'Est.

Di notte ancora ti può capitare

di udire suoni di armonium sfiatati

e vecchi curdi che da mille anni

offrono il petto a Novene...

 

Il Re del Mondo

 

Strano come il rombo degli aerei

da caccia un tempo,

stonasse con il ritmo delle piante

al sole sui balconi...

e poi silenzio... e poi, lontano

il tuono dei cannoni; a freddo...

e dalle radio dei segnali in codice.

Un giorno in cielo, fuochi di Bengala...

La Pace ritornò

ma il Re del Mondo,

ci tiene prigioniero il Cuore.

Nei vestiti bianchi a ruota...

Echi delle Danze Sufi...

Nelle metro giapponesi, oggi,

macchine d'Ossigeno.

Più diventa tutto inutile

e più credi che sia vero

e il giorno della Fine

non ti servirà l'Inglese.

...E sulle Biciclette verso Casa,

la Vita ci sfiorò

ma il Re del Mondo

ci tiene prigioniero il Cuore.

 

Vai all'approfondimento sui significati di questo testo.

 

Pasqua Etiope

 

Requiem aeternam dona eis Domine

et lux perpetua luceat eis

te decet hymnus deus in Sion

et tibi reddetur votum in Jerusalem

exaudi orationem meam ad te omnis

caro veniet.

Kyrie eleison, Christe eleison

Kyrie eleison, Khriste eleison.

 

Stranizza D'Amuri

 

'Ndo vadduni da Scammacca

i carritteri ogni tantu

lassaunu i loru bisogni

e i muscuni ciabbulaunu supra

jeumu a caccia di lucettuli...

'a litturina da ciccum-etnea

i saggi ginnici 'u Nabuccu

'a scola sta finennu.

Man manu ca passunu i jonna

sta frevi mi trasi 'nda l'ossa

'ccu tuttu ca fora c'è 'a guerra

mi sentu stranizza d'amuri... l'amuri

e quannu t'ancontru 'nda strata

mi veni 'na scossa 'ndo cori

'ccu tuttu ca fora si mori

na' mori stranizza d'amuri... l'amuri.

 

Informazioni sul disco

Testi originali di Franco Battiato / Edizioni musicali Belriver Srl  1979


Direzione d'orchestra: Giusto Pio / Tastiere: Roberto Colombo, Antonio Ballista / Chitarre: Alberto Radius / Violino: Giusto Pio / Basso: Julius Farmer / Batteria e percussioni: Tullio De Piscopo /  Testi e musiche di Franco Battiato / Orchestrazione di Giusto Pio e Franco Battiato / Produzione: Angelo Carrara

Da notare la presenza, oltre al citato Giusto Pio, del pianista Antonio Ballista, che già aveva collaborato a "L'Egitto prima delle sabbie", assieme al noto pianista classico Bruno Canino, del famoso chitarrista Alberto Radius, uno dei più validi specialisti italiani dello strumento e già colonna e animatore del gruppo Formula 3 e del batterista di provenienza jazz Tullio De Piscopo.
  

(I testi completi degli album di Battiato sono reperibili sul sito ufficiale www.battiato.it)
 

© Musica & Memoria Dicembre 2003

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