Franco Battiato - Alexander Platz (1982)

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Dopo Prospettiva Nevsky Battiato ha dedicato un'altra canzone al mondo controverso e dopo pochi anni tramontato e dimenticato del "socialismo reale". Forse la disciplina e la forzata contrapposizione al consumismo disordinato del mondo occidentale suscitavano un inconsapevole fascino nel grande musicista e intellettuale siciliano. La canzone era stata scritta per Milva, per il suo album "Milva e dintorni" nei suoi anni d'oro di musicista che estendeva il suo raggio d'azione fino a Brecht e Kurt Weill. La cantante ne ha dato una eccellente interpretazione, facendone un suo cavallo di battaglia.

Per dare un significato a questa canzone, tutta giocata su immagini e suggestioni bisogna scegliere una possibile vicenda, una storia alla quale le sensazioni possono essere collegate. Gli elementi forniti sono pochi ma abbastanza precisi: una coppia che vive in una città non loro, ma per scelta, una vita diversa da quella precedente, e la Germania Est ancora separata e sotto il regime comunista, prima del 1989.
Quindi immaginiamo che lui sia un intellettuale, forse un artista, che ha fatto una scelta di campo consapevole, ha deciso di stare dalla parte dei "più deboli e degli oppressi" e di accettare, pur conoscendoli, i limiti dell'ideologia comunista. Una scelta comune dagli anni '50 in poi, da Sartre a Montand, da Picasso a Sraffa. Ma che diventa una scelta che coinvolge anche la vita, come è stato per Bertolt Brecht.

Commento

  

(1) E di colpo venne il mese di Febbraio
faceva freddo in quella casa
mi ripetevi: sai che d'Inverno si vive bene come di Primavera!
Sì sì proprio così.

Nello scenario scelto e descritto sopra, ecco la casa, fornita dal partito, in un palazzo risparmiato dalla guerra, di antica bellezza, ma priva di comodità, d'inverno fa freddo, ma la scelta di vita non consente di ammetterlo.

(2) La bidella ritornava dalla scuola un po' più presto per aiutarmi
"Ti vedo stanca, hai le borse sotto gli occhi,
come ti trovi a Berlino Est?"

Nella vita precedente lei, la moglie raffinata e intelligente, aveva aiuti e comfort occidentali, a cui ha rinunciato perché condivide la scelta del suo uomo. Una lavoratrice della sua nuova città, forse una vicina, l'aiuta e forse la controlla anche, per conto del partito.

(3) Alexander Platz auf wiedersehen c'era la neve
faccio quattro passi a piedi fino alla frontiera:
"vengo con te".

La piazza principale di Berlino, divisa dalla guerra e soprattutto dal dopoguerra e dalla contrapposizione dei blocchi, non è lontana, anche in una sera fredda sera dell'inverno centro europeo ha una forza attrattiva, con il fascino di tutte le frontiere. Lui con il suo cappotto e lei con una vecchia pelliccia della sua vita precedente, si attardano nei larghi viali innevati, in un loro rito.

(4) E la sera rincasavo sempre tardi
solo i miei passi lungo i viali
e mi piaceva
spolverare fare i letti
poi restarmene in disparte
come vera principessa prigioniera del suo film
che aspetta all'angolo come Marlene.

Lei non è una casalinga, naturalmente, lavora, forse in un giornale, forse una traduttrice, a differenza del marito probabilmente non è di lingua tedesca. Alla sera rincasa in una Berlino Est dal tipico aspetto delle città del socialismo reale, non ci sono locali e negozi aperti fino a tardi, pochissime le auto, la gente lavora, c'è la piena occupazione, e il giorno dopo deve alzarsi presto, alla sera la città è silenziosa, morta. A casa non c'è personale di servizio, vive in un paese socialista. Ma accetta questo nuovo stato con piacere, è all'interno del film che sta costruendo con il suo uomo. Non manca una citazione a Lili Marlene che aspetta il suo uomo sotto il lampione.

(5) Hai le borse sotto gli occhi come ti trovi a Berlino Est?
Alexander Platz auf wiedersehen
c'era la neve

Ritorna questo dettaglio rilevatore. Le borse sotto gli occhi che denotano una vita più faticosa di quello che ci si aspettava, ma anche un'età che è entrata nella parte sbagliata dei 30. Ma non mettono in discussione la raffinata bellezza della giovane signora.

(6) ci vediamo questa sera fuori dal teatro
"Ti piace Schubert?"

A Berlino Est come in tutta l'Europa orientale la cultura tradizionale  e soprattutto la musica classica sono al centro dell'offerta culturale. Non la musica contemporanea, incomprensibile alle masse, non la musica pop e rock, simbolo e avamposto degli ideali edonistici dell'occidente. La musica giusta, la cultura alta, un approccio pedagogico, è il regime che sceglie cosa deve nutrire le menti del suo popolo.

Così è frequente e agevole assistere ai concerti dei grandi nomi, agli interpreti famosi in tutto il mondo, Gilels, Richter, Ashkenazy, Rostropovich, e le orchestre dirette da Kurt Masur o Gennady Rozhdestvensky, impegnati negli autori più classici, ma anche in alcuni autori anti retorici, come Schubert, ultimo dettaglio per definire la coppia di intellettuali di confine.

 

Autori: Cohen, Battiato, Giusto Pio / © Emi Music Publishing Italia Srl / L'Ottava Srl

 

I testi completi degli album di Battiato sono reperibili sul sito ufficiale www.battiato.it.
La canzone è stata pubblicata per la prima volta sull'album Milva e dintorni, del 1982.

   

© Commento e Note Alberto Maurizio Truffi Gennaio 2013 / Musica & Memoria

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