Equipe 84 - Casa mia (1971)

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Torno a casa
siamo in tanti sul treno
occhi stanchi
ma nel cuore il sereno

Dopo tanti mesi di lavoro
mi riposerò
dietro quella porta
le mie cose io ritroverò
la mia lingua sentirò
quel che dico capirò 

Dolce sposa
nel tuo letto riposa
al mattino
sai di avermi vicino

Apri la valigia c'è il vestito
che sognavi tu
guardati allo specchio
tu sei bella non levarlo più
nostalgia che passa e va
fino a quando durerà?

Casa mia
devo ancora andar via
non chiamarmi
io non posso voltarmi

Porto nel mio sguardo la mia donna
e tutto quel che ho
torno verso occhi sconosciuti
che amar non so
Questa volta chi lo sa
forse l'ultima sarà

   

Note

 

Una bella canzone scritta da Luigi Albertelli e Roberto Soffici presentata al Disco per l'Estate del 1971 riporta ancora una volta al successo la Equipe 84, in realtà in questa occasione (e in seguito) rinominata "Nuova Equipe 84" per la forzata uscita di Alfio Cantarella e quella volontaria di Franco Ceccarelli, sostituiti rispettivamente da Franz Di Cioccio e da Dario Baldan Bembo (alle tastiere).

La canzone ci riporta ad un passato non lontano, ma evidentemente già ampiamente dimenticato, nel quale erano gli italiani ad emigrare, in Europa o anche più lontano, e mai avrebbero pensato di essere ossessionati in futuro dalla presenza di immigrati nel nostro paese. L'avrebbero considerato, probabilmente, un bel traguardo. Per la cronaca fino agli anni '80 le rimesse degli emigranti hanno pesato in modo sensibile sul PIL italiano, e nel 1971, a cui ci riporta questa canzone, mentre qualcuno si sentiva parte della cultura europea, dal beat alla psichedelia, molti altri, uomini e donne, dovevano più prosaicamente emigrare e accettare, per mantenere le loro famiglie, i lavori che in Svizzera o in Germania i cittadini di quei paesi non volevano fare.
Da consigliare per un utile ripasso anche la visione del film dello stesso periodo Pane e cioccolata di Franco Brusati, con Nino Manfredi e Anna Karina.

Vedi anche: La discografia della Equipe 84

 

Musica & Memoria 2011 / Testo originale di Albertelli trascritto e riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita.

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