Tim Buckley - Song To The Siren

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Long afloat on shipless oceans
I did all my best to smile
til your singing eyes and fingers
Drew me loving to your isle
And you sang

Alla deriva in mari deserti
facevo del mio meglio per sorridere
fino a che le tue dita e i tuoi occhi ridenti
non mi hanno attirato verso la tua isola
e tu cantavi: (1)

Sail to me
Sail to me
Let me enfold you
Here I am
Here I am
Waiting to hold you

"Fai vela verso di me
fai vela verso di me
lascia che ti stringa tra le mie braccia
io sono qui
io sono qui
ti sto aspettando per averti"

Did I dream you dreamed about me?
Were you hare when I was fox?
Now my foolish boat is leaning
Broken lovelorn on your rocks,
For you sing, touch me not, touch me not, come back tomorrow:
O my heart, o my heart shies from the sorrow

E' stato un sogno o tu sognavi me?
Eri tu la lepre ed io ero la volpe?
Ora la mia stupida barca sta accostando (4)
innamorati infelici (si sono) infranti suoi tuoi scogli (2)
perché tu canti "non toccarmi, non toccarmi, ritorna domani"
oh il mio cuore, oh il mio cuore rifugge dal dolore

I am puzzled as the newborn child
I am troubled at the tide:
Should I stand amid the breakers?
Should I lie with death my bride?
Hear me sing, swim to me, swim to me, let me enfold you
Here I am, here I am, waiting to hold you

Sono confuso come un bimbo appena nato
sono turbato di fronte alla marea:
Rimarrò tra quelli che si sono infranti?
Mi stenderò con la morte come mia sposa?
Puoi ascoltarmi cantare: "Nuota verso di me, nuota (3) verso di me, lascia che ti stringa tra le mie braccia
ti sto aspettando per averti"

   

 

Note

 

La copertina di Starsailor La cover dei This Mortal Coil La copertina dell'antologia
"Morning Glory" (2001)

 

Il capolavoro di Tim Buckley è contenuto nel suo storico album Starsailor del 1970. Questo intenso ed originale brano ha suscitato probabilmente la curiosità di alcuni grazie alla pubblicità della Breil del 2007, che utilizza la altrettanto valida cover dei This Mortal Coil.

(1)

La ispirazione del brano deriva ovviamente dal mito delle sirene, esseri metà donna e metà pesce, in grado di incantare gli uomini e portarli alla perdizione. Un mito greco e marinaro, originato dalla particolare forma di alcuni mammiferi marini (sirenidi: dugongo e lamantino) e che ha trovato la sua consacrazione letteraria in uno dei momenti topici dell'opera fondamentale per tutta la letteratura occidentale, L'Odissea di Omero.

 

Nel mito la sirena rappresenta in modo trasparente la passione, in grado di attirare l'uomo, che non può resistervi, ma nella quale può solo perdersi. Un'altra versione del legame tra amore e morte.

(2)

Ulisse, l'archetipo dell'uomo occidentale, applica l'ingegno per sfuggire al rischio rappresentato dalla sirene (il cui mare le sue navi devono attraversare sulla via del ritorno) facendo mettere tappi di cera nelle orecchie dei marinai, che così non possono ascoltare il loro canto ammaliante e fatale, ma non rinunciando alla conoscenza di quel canto pericoloso, facendosi legare, ad orecchie aperte, all'albero della nave. Una sete di conoscenza e di conquista dell'ignoto che è stata sintetizzata nell'Ulisse di Dante nei celebri versi "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza".

(3)

La sirena di Tim Buckley (e del paroliere Larry Buckett, i cui versi originali sono stati in parte rimaneggiati dall'artista californiano) è la donna e l'amore nella quale è fatale e inevitabile perdersi, verso i quali ogni difesa è impossibile, nell'ultima strofa (2) c'è il timore e quasi la consapevolezza della fine, ma anche la decisione di correre comunque il rischio e andare verso l'incontro "Nuota verso di me ..."

(4)

Anche nel verso precedente è accennata a questa ambiguità attraverso l'immagine della "foolish boat", metafora della vita prima di conoscere la sirena. Potremmo tradurre "foolish" come "stolto" o "folle" ma dal contesto il significato appare "senza senso", "banale". Difficile rendere questa sfumatura in italiano mantenendo il riferimento alla imbarcazione e quindi lasciamo un generico "stupida barca".

I versi sono bellissimi, ma la interpretazione straordinaria di Tim Buckley, che ha stravolto con questo album il concetto stesso di canto, riesce a rendere in maniera magistrale questo complesso conflitto e ad interpretare quasi entrambe le parti, l'ammaliato e il canto che lo perde.
Per saperne di più: vedi la recensione di Starsailor su Onda Rock
.

Lo stile e il canto peculiare di Tim Buckley, 25 anni dopo, è stato in qualche modo ripreso e rinnovato dal figlio Jeff Buckley, purtroppo accomunato da una precoce scomparsa, nel suo eccellente album Grace, dove emerge, oltre alla canzone che da' il titolo al lavoro, la originale e intensa interpretazione di Hallelujah di Leonard Cohen.

Le sirene non hanno però recitato nel nostro immaginario collettivo soltanto la metafora della perdita della ragione nella passione, ma anche della perdita della dignità dell'uomo per l'immediato vantaggio. Significativa di questa visione del mito una canzone italiana, Il canto delle sirene, un bellissimo brano di Francesco De Gregori che apriva il suo disco del 1987 Terra di nessuno.

 

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Per ascoltare questa canzone

 

© Traduzione Alberto Maurizio Truffi - Musica & Memoria Giugno 2007 / Note pagina: Copia per usi commerciali non consentita / Testo originale di Larry Buckett e Tim Buckley riprodotto per soli scopi di ricerca e critica musicale. Vedi  DISCLAIMER

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