Il Rock demenziale

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E' in atto da qualche tempo in Internet una divertente disputa sulla primogenitura del rock demenziale o della canzone demenziale in genere. Chi sono stati i primi a proporlo in Italia? Gli Skiantos? Gli Squallor? Oppure, andando indietro nel tempo, Clem Sacco o Ghigo Agosti, o Enzo Jannacci, o Cochi e Renato?

Ma, prima di tutto, come si identifica una canzone demenziale? Le canzoni possono essere romantiche, serie, scherzose, satiriche, di protesta. Quelle scherzose possono essere basate su doppi sensi o su non-sense all'inglese (nella tradizione dei limerick), o possono prendere di mira personaggi o caratteri, ma in questo caso dovrebbero essere considerate satiriche.

Immaginiamo che dovrebbero essere considerate demenziali se appaiono scritte e cantate da un demente. Il demente è una persona che soffre di una malattia mentale che riduce fortemente la sua intelligenza e capacità di ragionamento e discernimento. Però il demente, come il classico "scemo del villaggio" è esentato, proprio per questo, dal rispetto delle convenzioni, e può dire scomode verità senza conseguenze, o esprimere concetti originali, a cui difficilmente una persona che ragiona in modo regolare può arrivare.

Quindi demenziale significa più che altro irriverente, originale, inatteso, assurdo, disturbante l'ordine (e non necessariamente tutti gli elementi assieme).

Ma allora canzoni di questo tipo sono sempre esistite. Anzi, possiamo andare ancora indietro nel tempo, arrivare sino alla non storia delle filastrocche dei bambini, tramandate da generazione a generazione, delle "conte".

E' demenziale la classica conta "Ambarabà ciccì cocò"?

Ambarabà ciccì coccò / tre civette sul comò / che facevano l'amore / con la figlia del dottore / il dottore si ammalò / Ambarambà ciccì coccò

A questa conta ha dedicato un divertente mini saggio Umberto Eco qualche anno fa, facendone una esegesi semiotica, come se dovesse essere interpretata da un ipotetico straniero o extra-terrestre. Con esiti sorprendenti e divertenti.
Altre conte sono apparentemente totalmente senza senso:

A-stan-blan / Femenugutan / Gali gali stic e stuc / Ma-rin-gut

Magari un linguista, studiando attentamente questo breve testo, tramandato oralmente da tempo immemorabile ed usato per scegliere chi deve stare sotto a nascondino, potrebbe scoprirne una lontana origine celtica o pre-etrusca. (Volete qualche altro esempio? Qui ne trovate centinaia)

Niente di sorprendente che la stessa ispirazione abbia prodotto canzoni popolari di ogni tipo, ad esempio "Alegher" (dall'Emilia) riscoperta e proposta negli anni '60 dal Nuovo canzoniere italiano (nello spettacolo Ci ragiono e canto)

Sun content da vess al mond / da quan so che l'è rutond / Alegher alegher c'me caminar sui veder
(Sono contento di essere al mondo / da quando so che è rotondo / Allegri allegri, come camminare sui vetri)

E' demenziale? Forse è satirica, ma il bersaglio è decisamente indifferenziato.

Ma da questi esempi popolari sono nate parecchie canzoni non-sense, abbastanza demenziali, tutto sommato. Che dire della celebre Maramao del Trio Lescano (anni '40)?

Maramao perché sei morto?
Pane e vin non ti mancava
L'insalata era nell'orto
e una casa avevi tu

Le micine innamorate
fanno ancor per te le fusa
ma la porta è sempre chiusa
e tu non ritorni più.

Maramao, maramao
Fanno i mici in coro
Maramao, maramao
Maramao, mao mao mao

Chi è questo Maramao? Un gatto? Di solito non mangiano pane e vino, né prodotti dell'orto. E chi sono le gattine inconsolabili? Tenendo conto che un italiano su tre chiama la propria innamorata "gattina", "micia" o "micina" forse sono delle giovani donne (anche in inglese, "kitten", "pussycat" tutti nomignoli d'amore, il gatto è l'animale misterioso per eccellenza, simbolo quindi della donna). E' Maramao magari è un vecchio seduttore, forse l'autore della canzone (Panzeri) aveva una qualche mira, nota solo a lui.
L'effetto sull'ascoltatore però è sicuramente "demenziale".

Ma ancora prima c'era stata Pippo non lo sa, e poi poco dopo Papaveri e papere di Nilla Pizzi, o Lui andava a cavallo di Gino Bramieri, o molte canzoni di Renato Rascel.
Quante canzoni che potremmo considerare demenziali, anche se molto garbate e con allusioni sessuali, se ci sono, molto sfumate.

Giusto, le allusioni sessuali possono essere un altro ingrediente che caratterizza la canzone demenziale. Sicuramente erano il cavallo di battaglia degli Squallor.
Ma qui davvero la primogenitura è datata molto prima dell'epoca del rock, senza andare indietro alla commedia dell'arte ed evitando altri excursus nella storia del teatro, basta arrivare alla rivista e all'avanspettacolo, quante canzoni con doppi sensi, erano il pane quotidiano dei comici di quell'epoca.

Per esempio Agata di Nino Taranto, poi riproposta in arrangiamento rhythm & blues con grande successo da Nino Ferrer negli anni '70.

Giocavamo a scopa insieme
ogni sera dopo il tè
ora faccio un solitario
guardo il cielo e penso a te
Agata! Guarda, stu-pisci
com'è ridotto quest'uomo per te

Oppure Lino Banfi:

Chi te lo dà
chi te lo dà
il coraggio 'e supportà
un marito 'e chella età

Oppure il comico Zecchinetta, commemorato da Alberto Sordi al suo funerale nel film a episodi Signore  e signori, buonanotte:

Non posso dimenticare
i baci veraci tuoi
i baci mordaci tuoi
mordaaaci tuoi ...

Oppure la classica Ma n'do vai, sempre di Sordi con Monica Vitti, reinventata negli anni '70 (per il film dello stesso Sordi Polvere di stelle) ma ispirata alla rivista ruspante degli anni '40

Ma 'ndo vai
se la banana non c'è l'hai
bella hawaiana
attaccate a sta' banana
...

Insomma gli Squallor, e magari  anche Skiantos e Elio e le Storie Tese, partono da qui, o forse da qualcosa di ancora più terra terra, canzoni senza autore, scherzi per adolescenti. Canzoni tramandate oralmente su musiche scritte non si sa da chi, come la nota "Tucul" (per auto-censura ricordiamo solo l'inizio):

Il tucul è una capanna
dove Jambo fa la nanna
...

Il rock ha solo aggiunto un ingrediente: la sottolineatura aggressiva derivante dal ritmo tipico, e si passa così dalla canzone divertente e assurda, pensata per un pubblico da teatro o da cabaret al rock demenziale da stadio.

In sintesi, perché discutere sulla primogenitura della canzone demenziale? E' una discussione inutile, la canzone demenziale è sempre esistita (e il rock demenziale è una sua efficace variante).

Note

   

Demente

Affetto da demenza / Demenza (da latino de-mens, privo della mente ovvero dell'intelligenza): perdita permanente, totale o parziale, delle facoltà mentali e dell'equilibrio emotivo

Demenziale

(estensione): di ciò che è particolarmente incoerente e privo di logica / Rock demenziale: che fa ampio uso di ripetizione e volute distorsioni nell'esecuzione, e di testi apparentemente illogici, allo scopo di ottenere effetti ironici e dissacranti. / Comicità demenziale: caratterizzata da situazioni e trovate comiche particolarmente assurde.

 

(Definizioni dal Dizionario della lingua italiana Gabrielli - Signorelli Editore)

 

 

 © Alberto Truffi Febbraio 2007 - Musica & Memoria

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