Il mercato della radio in Italia HOME MENU
 

Nel seguito è riportata una analisi del mercato della radio in Italia risalente all'anno 2004 sulla base delle rilevazioni di Audiradio, la organizzazione cofinanziata dai maggiori network nazionali per certificare gli ascolti e quindi definire le tariffe per la pubblicità. Un compito analogo a quello di Auditel per le televisioni, con la differenza che gli ascolti non sono determinati in modo automatico, mediante apparati (meter) installati presso le famiglie che fanno parte del campione, ma attraverso tradizionali sistemi di rilevamento (interviste).

Il rilevamento Audiradio è proseguito con il sistema delle interviste telefoniche e poi con un diverso sistema (panel diari) fino al 2010 quando per contrasti con i committenti rilevamento è stato sospeso. Nel 2012 la società Gfk Eurisko ha proposto un nuovo sistema basato su un mix di interviste (10.000 al mese) e rilevamento oggettivo ascolti con meter e questionario elettronico su un panel molto ampio di 10.000 persone statisticamente rappresentative. Il sistema è stato progressivamente accettato sia dalle radio locali sia dalle radio nazionali, che avevano assoluto bisogno di dati di ascolto oggettivi o quasi per poter fissare le tariffe pubblicitarie. Quindi dal 2013 in modo stabile sono disponibili e diffusi i nuovi dati di ascolto con il nuovo sistema chiamato RadioMonitor.

 

I dati di ascolto delle radio nel 2013 e la iniziativa Digital Radio dal 2014

 

I dati di ascolto si possono consultare sul sito che raggruppa le emittenti locali Aeranti-Corallo. E' possibile inoltre  consultare una nostra elaborazione su questi dove sono ordinati per ascolti (la prima delle radio nazionali nel 2013 era RTL 102.5 con 6.930 contatti) ed è indicato anche il dato percentuale della popolazione che ascolta la radio, ancora superiore al 60% in tutte le Regioni d'Italia. Inoltre sono evidenziate in blu le stazioni nazionali che trasmettono in Digital Radio dal 2013 dopo il tentativo di ripartenza della radio digitale terrestre, per il quale si possono leggere gli approfondimenti sul nostro blog (articolo 1 / articolo 2).

2009: La sospensione del rilevamento Audiradio

 
 

Sul sito Audiradio era possibile consultare sino al 2009 i dati degli anni successivi al 2004. Gli andamenti mostravano variazioni non particolarmente significative rispetto all'anno esaminato, sia relativamente agli ascolti complessivi, sia alle radio che occupano le prime posizioni. Le considerazioni che derivano dalle analisi successive sul 2004 rimangono quindi, in gran parte costanti.

La modalità di rilevazione di Audiradio tramite interviste è stata però oggetto negli anni successivi di critiche rispetto alla sua oggettività e sono stati sperimentati altri sistemi di rilevazione meno contestabili. Il fatto è che l'ascolto radiofonico è eterogeneo, può avvenire in auto, con radio portatili, con diffusione in ambiente (negozi, supermercati), come sottofondo al lavoro e la auto valutazione dell'ascolto può essere deformata nel riportarla. Sistemi automatici tipo il meter della TV sono stati proposti e sperimentati ma poi accantonati, con braccialetti o orologi speciali che rilevano cosa sta ascoltando (o suonando) nei pressi del volontario.
Alla fine Audiradio ha optato per un sistema diffuso anche all'estero, il "panel diari", cioè un diario che i volontari si impegnano a riempire giornalmente, ma in modo sistematico, ogni quarto d'ora, con gli ascolti fatti, risolvendo il problema della distorsione della memoria nelle interviste. Ovviamente i volontari (che di solito sono premiati in qualche modo) sono selezionati in modo da costituire un campione attendibile.

Un sistema di attendibilità opinabile come il precedente, ma teoricamente superiore, che però ha avuto il torto di cambiare bruscamente la "classifica" delle radio rilevata con il sistema precedente. In particolare cambiava drasticamente la composizione per età degli ascoltatori delle radio, con le emittenti orientate al mercato "giovane" che si scopriva avessero un pubblico di età molto più elevata rispetto alle aspettative, con evidenti effetti sulla raccolta pubblicitaria. Dato ovviamente contestato dalle radio interessate per i motivi appena menzionati, ma non del tutto inattendibile, considerato il tipo di musica che viene proposto in "heavy rotation" dalle cosiddette radio per "giovani".

Sta di fatto che la fiera opposizione di queste radio commerciali, collegate peraltro spesso, attraverso la raccolta pubblicitaria, ai più importanti gruppi editoriali e di raccolta pubblicitaria, è riuscita a fermare il sistema del panel diari, contestandone in vari modi e con vari argomenti l'attendibilità, cosa non difficile per qualsiasi sistema di sondaggio di questo tipo, con il supporto anche di altri settori della radiofonia locale.

Il risultato è stata la fine di ogni tipo di rilevazione, e il fallimento di Audiradio nel 2011, dopo un ultimo tentativo a vuoto di passare al sistema dei meter come nell'Auditel, adattato al mondo delle radio. Gli ultimi dati risalgono quindi al 2010 per le sole radio locali, con la totale sospensione di ogni rilevamento dal 2011 e il parallelo fallimento dell'associazione. La situazione alla data dell'ultimo aggiornamento di questa pagina è ancora questa, ogni radio commerciale dichiara unilateralmente i propri ascolti, e non sappiamo con quali criteri vengano fissate le tariffe pubblicitarie dagli inserzionisti, ma non si ha notizia di interventi dall'alto (Agcom) o da parte degli interessati principali (gli inserzionisti). Rimangono solo episodiche indagini di mercato da parte di società del settore (Finelco, Eurisko).

Considerato che, in questa situazione singolare, i dati che abbiamo pubblicato nel 2005 hanno quasi un interesse "storico" (nei limiti di questo ambito), continuiamo a mantenerli e si possono consultare nel seguito.

 

Analisi dei dati 2004: chi sente la radio e cosa sente

   

Gli ascolti delle radio sono classificati in base alla frequenza dei contatti: vengono classificati come ascolti giornalieri medi i rilevamenti nei quali l'intervistato risponde di aver ascoltato la radio almeno una volta nella giornata precedente (o "giorno medio ieri") e come  quelli riferiti ad almeno un contatto nella settimana precedente.

Naturalmente le radio citate sono solitamente più di una, per il fenomeno dello zapping (cambio canale al momento della pubblicità o nel caso di una canzone non gradita o simili) e quindi il dato complessivo degli ascolti è superiore a quello degli ascoltatori. Essendo circa il doppio, si può concludere che l'ascoltatore medio ascolta due radio in media al giorno, mentre in una settimana ruota su quattro-cinque stazioni, sempre in media.

La base di rilevamento è formata dalla popolazione italiana teoricamente interessata all'ascolto della radio (escludendo quindi i bambini sotto una certa età) ed è pari a 51 milioni 425 mila persone (dati 2004). Essendo nel 2004 la popolazione italiana pari a ca. 57,9 milioni (stima, l'ultimo censimento è del 2001) è escluso quindi il 11,2% della popolazione, corrispondente grosso modo ai bambini e ragazzi tra 0 e 11 anni. 

Su questa base potenziale gli ascoltatori medi giornalieri sono circa 35,6 milioni, quindi il 71% del totale, e quelli meno assidui (settimanali) raggiungono l'85%. Una penetrazione quindi molto elevata, comparabile a quella della televisione e ancora molto superiore a quella di Internet.

 

#

Emittente

Ascolti giornalieri medi 

 

Ascolti settimanali medi

 

1

RAI RADIOUNO

7,212

10,0%

 

12,473

6,1%

 

2

RADIO DEEJAY

5,576

7,7%

 

12,701

6,2%

 

3

RAI RADIODUE

4,502

6,2%

 

9,298

4,5%

 

4

RDS RADIO DIMENSIONE SUONO 

4,420

6,1%

 

11,889

5,8%

 

5

RTL 102.5 HIT RADIO

4,105

5,7%

 

10,661

5,2%

 

6

RADIO ITALIA SOLO MUSICA ITALIANA

3,416

4,7%

 

10,341

5,0%

 

7

RADIO 105 NETWORK

3,378

4,7%

 

9,196

4,5%

 

8

RAI RADIOTRE

2,125

2,9%

 

4,718

2,3%

 

9

RMC RADIO MONTECARLO

2,083

2,9%

 

6,406

3,1%

 

10

RADIO CAPITAL

1,941

2,7%

 

5,605

2,7%

 

11

RADIO MARIA

1,787

2,5%

 

4,108

2,0%

 

12

RADIO SUBASIO

1,638

2,3%

 

3,942

1,9%

 

13

RADIO LATTEMIELE

1,602

2,2%

 

5,496

2,7%

 

14

RADIO 24 - IL SOLE 24 ORE

1,575

2,2%

 

3,683

1,8%

 

15

RIN (RADIO ITALIA NETWORK)

1,288

1,8%

64,8%

4,285

2,1%

55,7%

47

RADIO ROCK

0,209

0,29%

 

0,485

0,24%

 

 

La classifica è stilata in base agli ascolti medi giornalieri, il rilevamento sulla settimana tende infatti a diluire i risultati e a dipendere dalla buona memoria dell'intervistato sui suoi comportamenti nella settimana, e quindi a privilegiare i nomi più noti.

Si vede quindi che le prime 15 radio (sulle circa 200 censite), oltre ad essere, ovviamente, tutti network nazionali, assommano già la maggioranza degli ascolti (quasi il 65% sul giorno). Tra di esse però non esiste una situazione di monopolio o di predominio. Anche sommando le tre reti RAI si arriva soltanto al 19,1%.

A confronto sono inseriti i dati della benemerita emittente Radio Rock, una delle poche stazioni in Italia che trasmette in prevalenza musica non commerciale, che è ascoltabile però solo nella zona di Roma e in parte del Lazio.

 

Analisi dei dati 2004: trend di mercato 2003-2004

 

Nella tabella seguente è invece analizzata la evoluzione del mercato tra il 2003 e il 2004. Nel 2004 gli ascolti sono saliti, passando dal 68,8% circa della popolazione al 71,1% (sempre facendo riferimento al giornaliero medio) e le 15 principali stazioni sono rimaste invariate, con alcune variazioni di posizioni tra esse. Nel 2003 lo share delle prime 15 era ancora più predominante sul totale del mercato (oltre 67%).

 

Posizione 2004

Share 2004

# 2003

Ascolti  2003

Share 2003

RAI RADIOUNO

10,0%

1

7,114

10,22%

RADIO DEEJAY

7,7%

2

5,250

7,54%

RAI RADIODUE

6,2%

3

4,796

6,89%

RDS RADIO DIMENSIONE SUONO 

5,7%

5

4,220

6,06%

RTL 102.5 HIT RADIO

6,1%

4

4,248

6,10%

RADIO ITALIA SOLO MUSICA ITALIANA

4,7%

6

3,933

5,65%

RADIO 105 NETWORK

4,7%

7

3,257

4,68%

RAI RADIOTRE

2,9%

9

1,997

2,87%

RMC RADIO MONTECARLO

2,9%

8

2,185

3,14%

RADIO CAPITAL

2,2%

12

1,642

2,36%

RADIO MARIA

1,8%

14

1,573

2,26%

RADIO SUBASIO

2,7%

13

1,605

2,31%

RADIO LATTEMIELE

2,3%

10

1,919

2,76%

RADIO 24 - IL SOLE 24 ORE

2,5%

15

1,566

2,25%

RIN (RADIO ITALIA NETWORK)

2,2%

11

1,802

2,59%

 

Le stazioni che hanno guadagnato più posizioni sono state Radio Capital (del gruppo L'Espresso) e la emittente religiosa Radio Maria, che sono cresciute in termini di ascolti, ma su una base più ampia. Di conseguenza lo share non è aumentato, come per quasi nessuna delle prime quindici. Tra queste, solo Radio Deejay, Radio 24 e Subasio hanno aumentato gli ascolti in termini sia assoluti sia percentuali, mentre RTL, Radio Tre e Radio 105 sono rimaste stabili come percentuali (e hanno di conseguenza incrementato gli ascolti del 2-3%). L'espansione più significativa è stata quella di Radio Deejay (anche perché è la seconda radio italiana per ascolti) che ha guadagnato, secondo le rilevazioni, 325 mila ascoltatori giornalieri e 1,48 milioni settimanali.

 

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© Alberto Maurizio Truffi Musica & Memoria  Aprile 2005 / Revisioni: 1) Maggio 2007 (Elaborazioni di Musica & Memoria a partire da dati pubblici Audiradio) 2) Gennaio 2012 (Fine di Audiradio e per ora dei rilevamenti) 3) Maggio 2014: Radio Monitor e Digital Radio

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