FAQ sull'audio multicanale

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Sul nostro sito Musica & Memoria abbiamo pubblicato da tempo una sezione di domande & risposte dedicata all'ascolto ottimale della musica e quindi alla  Stereofonia e Alta Fedeltà, e un'altra serie di FAQ dedicate alla musica liquida. Una possibile evoluzione dell'alta fedeltà e in particolare della stereofonia può essere rappresentato dall'ascolto su più canali a cui è dedicata questa FAQ.
Avvertenza 1: è un campo in continua evoluzione, cercheremo di tenere aggiornate le FAQ, ma consigliamo di controllare sempre la data di aggiornamento.

Per approfondimenti e articoli monografici: Audio multicanale sul blog di M&M.

 

FAQ. Frequently Asked Questions

 

In cosa si differenzia il multicanale dalla stereofonia?

Perché questo sistema di registrazione dovrebbe costituire un vantaggio?

Qual è il limite della stereofonia?

Cosa serve per mettere assieme un impianto multicanale?

Con un impianto multicanale si può ascoltare anche in stereo?

E' possibile simulare l'effetto multicanale partendo da materiale in stereo?

In quali formati è distribuito l'audio multicanale? E' in formato compresso?

Il lettore deve essere cambiato?

Dove è realizzata la conversione da digitale ad analogico?

Il lettore può essere anche un PC con un DAC apposito?

Anche l'amplificatore deve essere cambiato?

Qual è la soluzione più semplice per l'impianto?

Un'altra soluzione altrettanto semplice ma di maggiore qualità?

Esistono componenti hi-fi espressamente progettati per l'audio multicanale?

Cosa devono avere di speciale?

Può essere utilizzato in alternativa un impianto HT (Home Theater)?

In sintesi quali sono le alternative per un impianto per il multicanale?

Qual è la soluzione più frequente ed utilizzata ora?

Per chi non è interessato al cinema e ai video di concerti?

La installazione è complicata?

 

FAQ. Frequently Asked Questions

 

In cosa si differenzia il multicanale dalla stereofonia?

Il messaggio sonoro originale è registrato da più di due microfoni, normalmente 5, per essere poi riprodotto da 5 diffusori separati.

 

Perché questo sistema di registrazione dovrebbe costituire un vantaggio?

Perché consente in più un controllo delle riflessioni nell'ambiente.
La stereofonia nasce dalla osservazione che l'uomo, come la maggior parte degli animali, individua la provenienza del suono usando due "microfoni" (le orecchie), ed elaborando il diverso tempo in cui le onde sonore arrivano a ciascuno di essi può dedurre da quale punto nello spazio è originato il suono, e fa ricorso inoltre ad altri "sensori" che completano il complesso sistema uditivo (e che non è questa la sede per approfondire). Con due microfoni e due diffusori si può ricreare con ragionevole approssimazione l'evento sonoro originale, ma nell'ambiente originale però, soprattutto se è in una sala di concerto e non, ad esempio, nella savana, concorrono alla composizione del messaggio sonoro anche le riflessioni sulle pareti laterali e posteriori. Se l'ambiente casalingo è diverso (come normalmente avviene) le riflessioni avranno tempi diversi e la fedeltà all'evento originale sarà in parte compromessa.

 

Qual è il limite della stereofonia?

Nelle registrazioni stereofoniche l'effetto dell'ambienza è controllato con vari sistemi e si può raggiungere una buona approssimazione dell'evento originale. Ciò non toglie che avendo a disposizione anche canali supplementari per registrare e poi riprodurre anche i suoni di ambienza si può raggiungere un livello di realismo ancora superiore.

 

Cosa serve per mettere assieme un impianto multicanale?

Per prima cosa la musica registrata in multicanale. Un elemento che dovrebbe essere scontato ma non lo è. Nonostante la tecnologia multicanale esista da molti anni con diverse varianti, perché deriva da quella usata per l'audio nel cinema, poche registrazioni, e quasi soltanto di musica classica, sono registrate su due canali. Al momento quindi, fino a che le principali case discografiche, le majors, non cambieranno le loro strategie, il multicanale in campo musicale interessa solo chi ascolta in misura più o meno ampia la musica classica.

 

E gli altri generi? Con un impianto multicanale si può ascoltare anche in stereo?

Sì, se la musica da riprodurre da riprodurre è registrata solo su due canali l'impianto utilizzerà solo due dei cinque diffusori e tutto funzionerà come in un normale impianto stereo. Bisognerà solo fare attenzione alla disposizione dei diffusori, che dovrà essere regolata per entrambe le modalità di ascolto, cosa possibile facilmente per le casse frontali.

 

E' possibile simulare l'effetto multicanale partendo da materiale in stereo?

La maggior parte dei pre-amplificatori specializzati per il multicanale includono questa funzionalità. Per chi è interessato al multicanale con lo scopo di raggiungere il massimo realismo nella riproduzione musicale è del tutto inutile. La simulazione è di tipo standard per tutti gli ambienti e per tutte le registrazioni e quindi non può raggiungere il realismo ma solo dare un effetto superficiale di maggiore ambienza. Molto meglio restare allo stereo.

 

In quali formati è distribuito l'audio multicanale? E' in formato compresso?

Essendo le tracce audio da registrare sul supporto 5 (o in alcuni casi nel cinema anche 7) anziché due si sono presentati nei primi tempi di uso della tecnologia problemi di spazio sul supporto fisico. Nel cinema sono stati quindi adottati sistemi di compressione per l'audio multicanale, i principali sono il Dolby Surround e il DTS, adottati normalmente nei DVD con contenuti audio (riprese di concerti e simili). Negli standard audio in alta definizione, SACD e DVD-Audio, che gestiscono o gestivano entrambi anche la distribuzione di materiale in multicanale, sono stati adottati invece standard di memorizzazione con compressione lossless o senza compressione, per preservare la massima qualità. Lo standard utilizzato nel DVD-Audio è il MLP (Meridian Lossless Protocol) e quello del SACD il DST (Direct Stream Transfer). Nel Blu-Ray Disc o BD, successore del DVD, l'audio è sempre in formato non compresso o compresso lossless.
In sintesi l'audio multicanale si può trovare nei seguenti formati:
- DVD: video + audio (compresso lossy)
- DVD-Audio: solo audio (compresso lossless)
- SACD: solo audio (compresso lossless)
- Dual Disc: video + audio (normalmente compresso lossy)
- BD: video + audio (compresso lossless)
- Pure Audio Blu-ray: solo audio (non compresso)
- Download digitale: solo audio, compresso lossless o non compresso

 

Il lettore deve essere cambiato?

Se è un lettore CD ovviamente sì. Se è un lettore multiformato anche video normalmente no. Se è un lettore multiformato audio (SACD) dipende dalle funzionalità inserite.

 

Dove è realizzata la conversione da digitale ad analogico?

Può essere effettuata nel lettore, che quindi sarà collegato all'amplificatore con 5 connessioni analogiche, oppure nell'amplificatore, che sarà collegato in questo caso con una connessione digitale. Ovviamente si può utilizzare anche un DAC esterno.
Non esiste una preferenza architetturale ma solo di qualità: la conversione è il passaggio che più influenza il risultato finale e quindi deve essere la più elevata possibile come qualità compatibilmente con il budget.

 

Il lettore può essere anche un PC con un DAC apposito?

Sì. Da notare che i DAC multicanale non sono componenti così diffusi come i DAC USB e che si pongono come classe e come prezzo a livelli superiori.

 

Anche l'amplificatore deve essere cambiato?

Servono ovviamente 5 ingressi linea asserviti ad un solo controllo di volume e 5 finali, e quindi la risposta deve essere normalmente sì. In teoria si potrebbe integrare l'amplificazione stereo esistente con ulteriori elementi (vedi dopo).

 

Qual è la soluzione più semplice per l'impianto?

Sicuramente l'uso di un amplificatore integrato progettato per il multicanale. Ne esistono diversi modelli di prezzi molto diversi, partendo anche da livelli relativamente bassi, proposti da varie case di solito di produzione di massa per il mercato dell'home-theater (o HT) particolarmente sviluppato in USA e paesi nord-europei. Sono progettati per il cinema e di conseguenza la qualità della sezione audio non è di solito la massima priorità dei progettisti. Inoltre, per mantenere limitato l'ingombro ed includere fino a 7 finali utilizzano quasi sempre moduli di amplificazione in classe D, la cui qualità sonora è controversa, ma comunque è solitamente inferiore a quella di ampli stereo di classe equivalente.

 

Un'altra soluzione altrettanto semplice ma di maggiore qualità?

L'utilizzo di diffusori amplificati. I diffusori amplificati, o casse attive, possono essere collegati direttamente alle uscite del pre-amplificatore e hanno all'interno un finale già ottimizzato per l'uso, sono prodotti per uso professionale e ne esistono diversi modelli e di diverso costo. Il costo, che può apparire elevato se comparato a casse passive tradizionali, può sembrare elevato ma bisogna considerare che non serviranno amplificatori per pilotarle.

 

Esistono componenti hi-fi espressamente progettati per l'audio multicanale?

Sì, ma pochissimi, di poche marche, non facilmente reperibili e piuttosto costosi.

 

Cosa devono avere di specifico?

Se facciamo riferimento solo all'audio multicanale, praticamente una sola funzione: un controllo di volume che agisce in parallelo su tutti e 5 i canali, più eventualmente altri controlli di bilanciamento. Se il lettore include questi controlli (molto spesso è così) è un componente che non serve neppure. Ovviamente essendo i canali 5 anziché due tutto è più complesso e costoso a parità di prestazioni.

 

Può essere utilizzato in alternativa un impianto HT (Home Theater)?

Se per "impianto HT" si intende un impianto di classe elevata con la parte audio affidata a veri diffusori adatti anche per l'alta fedeltà, sì, ma con riserva. L'impianto HT è infatti progettato per le esigenze dell'audio cinematografico (parlato, effetti, ecc.) che sono ben diverse da quelle per l'ascolto della musica. Anche ad elevati livelli di costo sarà sempre una soluzione di compromesso. Se si intende poi un impianto "tutto o in uno" (lettore / processore + diffusori) o altri sistemi analoghi progettati solo per il cinema in ambienti non molto grandi, no, non hanno le caratteristiche tali da poter riprodurre anche l'audio puro a livelli di alta fedeltà. Ancora meno se sono sistemi che simulano il multicanale, come i sistemi 2+1 o quelli realizzati con "soundbar" unica.

 

In sintesi quali sono le alternative per un impianto per il multicanale?

Ci sono tre diverse opzioni: (1) un impianto dedicato al multicanale audio; (2) un impianto unico per audio multicanale e stereo; (3) un impianto unico per audio multicanale e stereo e per home cinema.

 

Qual è la soluzione più frequente ed utilizzata ora?

Il terzo caso è quello più comune ed è il target preferenziale dell'attuale produzione di software in multicanale. E' l'impianto di un appassionato di musica classica e contemporanea, che lo utilizza per ascoltare la sua musica preferita possibilmente in multicanale, ma anche in stereo se i contenuti che cerca sono disponibili solo in questo formato, e che con lo stesso impianto vede anche video in formato DVD o Blu-Ray con riprese di concerti, oltre che cinema. Si rivolgerà ai componenti specializzati per multicanale di maggiore qualità per conciliare le varie esigenze, e quindi l'impianto sarà composto di solito da: a) un lettore Blu-Ray multiformato; b) un amplificatore multicanale di classe elevata, oppure una coppia pre-finale multicanale; c) 5 diffusori progettati per il multicanale e dello stesso fornitore per garantire omogeneità di suono, 2 frontali, un centrale e 2 laterali / posteriori; d) un subwoofer, ma solo per l'uso con il cinema o con alcuni DVD di concerti, perché ormai nella classica la maggior parte del materiale è in formato 5.0, quindi senza canale a parte per le basse frequenze (LFE: Low frequency effects); questo significa che i due diffusori centrali devono avere una buona estensione verso le basse frequenze; e) eventualmente altri due diffusori laterali per la riproduzione dell'audio in home cinema ormai sempre più spesso in 7+1. L'impianto sarà quindi piuttosto costoso e di complessa installazione, ma potrà essere giustificato dall'uso per diversi scopi e, grazie alle molte funzionalità degli amplificatori specializzati per multicanale, sarà anche molto flessibile e versatile.

 

Per chi non è interessato al cinema e ai video di concerti?

L'unica altra soluzione evidentemente è la (2) non essendo al momento possibile prescindere da software in stereo. I diffusori amplificati sono la soluzione ideale per compattezza e riduzione al massimo dei componenti, e soprattutto dei cavi, che è uno degli elementi critici di un impianto multicanale. Possono anche essere collegati direttamente al lettore o al DAC multichannel, che normalmente include le funzioni di controllo e di bilanciamento. Bilanciamento che peraltro può essere regolato anche con i controlli presenti sui diffusori attivi.
Questo tipo di diffusori sono però poco apprezzati da sempre dagli "audiofili" per motivi non noti, e quindi è presumibilmente una soluzione poco praticata.
La seconda alternativa è rappresentata dai componenti audio specializzati per il multicanale, prodotti però solo da pochissime case, come ad esempio (almeno per ora: controllare la data di aggiornamento di questa FAQ) la scandinava Electrocompaniet. Produzione di nicchia a prezzi molto alti.
L'alternativa più praticabile è rappresentata dall'utilizzo di elettroniche progettate per l'HT da case rinomate anche per la qualità del suono, ma comunque di produzione ad alti volumi, come NAD o Rotel, e che possono nei modelli superiori fornire prestazioni valide anche per il solo audio. Naturalmente ci sarà una moltitudine di funzioni non utilizzate ma il costo, grazie agli alti volumi di produzione, rimarrà inferiore.

 

La installazione è complicata?

Sì, ma essenzialmente per la necessità di raggiungere con i cavi di segnale o di potenza i diffusori laterali / posteriori che, come dice il loro nome, non possono essere vicini all'impianto. Se non si è pensato a questo uso al momento di comprare o ristrutturare l'abitazione (sarà così nel 99% dei casi) occorrerà trovare il modo di stendere parecchi metri di cavo nell'abitazione rendendoli in qualche modo compatibili con l'arredamento.

 

Altre domande? Stereofonia o multicanale?

 

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Vantaggi e svantaggi della stereofonia e del multicanale: leggi l'approfondimento.

 

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© Alberto Truffi - Musica & Memoria - Marzo 2012 / Febbraio 2014 (aggiornamento relativo alla evoluzione del mercato)

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