Testimonianza: Radio Sapri

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(Testimonianza inviata da Tonino Luppino)

Altre testimonianze: Radio Capodistria, Radio Riviera Brenta, Radio Kiss Kiss Napoli, TRS The Radio Station, Radio Dieci, Radio Napoli City

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«Vi invio notizie su una radio libera (Radio Sapri) che trasmise dal 1976 al 1982.
Diventò famosa per la storica intervista a Papa Wojtyla , dopo appena tre mesi di Pontificato, realizzata da chi scrive che, per confezionarla, si travestì da missionario sudamericano.
Allego: la storia dell' emittente; un articolo del settimanale "Gente" e la registrazione dell' intervista.

La storia dell'emittente. Gli inizi

 
«Tutto cominciò nel lontano 1975, allorquando un gruppo di amici (Tonino Luppino, i fratelli Raimondo e Gianni Chiacchio, Roberto Massimilla, Mimmo Filizola, Antonio Gerbase , Ginetto Giffoni e Demetrio Vazzana) decise di avviare una radio libera, cioè la mitica Radio Sapri, che iniziò a trasmettere, in prove tecniche, in uno scantinato di Via Kennedy.

Dallo scantinato, ci trasferimmo nel campeggio del cavaliere Enzo Granozio, che, gentilmente, mise a disposizione un bungalow. Dal campeggio, poi, la radio trovò la definitiva ubicazione al pianoterra d’uno dei palazzoni di Via Verdi, nei pressi dell’Ospedale. Naturalmente, entrò subito nel cuore dei cittadini del Golfo di Policastro, e caratterizzò la sua attività organizzando dibattiti accesi sulle varie problematiche del comprensorio, denunciando fatti e misfatti, e confezionando un radiogiornale molto ascoltato.
 

La frequenza e i primi programmi

«Ricordo che , alle ore tredici, migliaia di cittadini si sintonizzavano sulle nostre magiche frequenze: 100.500-104 Mhz stereo. Quanti ricordi in quei favolosi cinque anni! Le trasmissioni musicali più seguite erano: la musica a richiesta, Torre di controllo, condotta da Ginetto Giffoni (Gino alcuni LP riusciva ad averli prima di radio Rai!) , quella di musica classica, condotta da Pino Cangiano, e di canzoni napoletane, condotta da don Mario Romano. Nel primo pomeriggio c’era la trasmissione a quiz, con ricchi premi, Il minestrone, condotta da Gustavo De Felice, Gianni Chiacchio e Franco Guzzo (quante telefonate arrivavano in redazione!). I nottambuli e i lavoratori della notte seguivano il notturno, curato da Luigi De Filpo da Viggianello. Per concludere questa presentazione, va aggiunto che la redazione giornalistica, oltre ai radiogiornali in varie edizioni, mandava in onda una rubrica settimanale di approfondimenti sulle notizie più importanti, un bollettino sindacale, e spazi autogestiti dal gruppo archeologico del Golfo, animato dal professor Felice Cesarino.

I collaboratori

I nomi: Pierlibero, al secolo Enzo Pezzati, che, con i suoi “Corsivi”, suscitò polemiche ed alimentò interminabili dibattiti; Rocco Fiore, che curava lo sport; i giovani che curavano la rubrica “Il Settimanale”, tra i quali figuravano ragazzi che oggi sono stimati professionisti, come il dottor Fernando Calabrese e l’avvocato Franco Maldonato, e tanti giovani, che si alternavano alla consolle e nella programmazione musicale, come i fratelli Michele e Tony Mugno, Pino Nicoletti, Gerardo Di Muoio, Pino Tedesco, Gianfranco Cataldo, Pino Moscatello, Renato Guaglianone di Acquafredda, Giancarlo Sampogna, Luigi De Filpo di Viggianello, Dario Di Pace, Angelo Balbi e Pierangela Meduri.

Spero d’averli nominati tutti! Saranno gradite, comunque, segnalazioni per le involontarie omissioni!
Va evidenziato che, nei nostri studi, sono venuti personaggi noti come Uida Podrecca e Pino D’Angiò e personaggi, divenuti famosi in seguito all’esperienza vissuta a Radio Sapri, come il cantante Pino Mango.
Ricordo le appassionate trasmissioni con Mango ( all’epoca, sponsorizzavamo il 45 giri “Se mi sfiori” e il 33 giri “ La mia ragazza ha un gran caldo”), che terminavano con una solenne “ cozziata” alla “Taverna del leone” del mio amico e coetaneo Enzo Crivella, che ancor oggi si distingue per l’inesauribile creatività e per le sue numerose proposte.»

Una intervista esclusiva

«Radio Sapri - è importante sottolinearlo!- diventò mitica per la storica intervista a Papa Wojtyla, dopo appena tre mesi di Pontificato ( 17 gennaio 1979) oltre che per il contributo di tanti collaboratori, profuso con entusiasmo e passione civile.
La vicenda della intervista al Papa è stata raccontata sul settimanale Gente del 2005.»

«Città del Vaticano. 17 gennaio 1979. nostro lettore, Tonino Luppino, al centro, travestito da missionario, con Papa Wojtyla e monsignor Umberto Altomare. "Mi sono travestito da prete per incontrare Giovanni Paolo II"

Quando le edizioni straordinarie dei vari telegiornali hanno cominciato a comunicarci la triste notizia del Papa morente. ho avvertito un senso di profonda commozione, perché stavo per perdere un amico, conosciuto rocambolescamente nei primi mesi del suo Pontificato. Ho recuperato le foto di quel lontano incontro del 17 gennaio 1979, che mi ritraevano con Giovanni Paolo il Grande e, con la mente, sono andato indietro nel tempo, quando, travestito da missionario sudamericano. riuscii, dopo una udienza generale, ad avvicinare e intervistare Papa Karol Wojtyla per pochi minuti.
Tutto cominciò all'alba di quel giorno di 26 anni orsono. Mi unii a un gruppo numeroso di fedeli della mia diocesi, che, guidati dall'indimenticabile vescovo Umberto Altomare. si recavano a Roma per l'udienza generale del mercoledì. Confidai il mio proposito di infiltrarmi travestito ad alcuni miei coetanei del gruppo e a don Pietro Greco, all'epoca un giovane parroco di Casaletto Spartano (un comune in provincia di Salerno) e mio fraterno amico. Infatti, sapevo che alla destra
del trono papale avrebbero preso posto i vescovi delle varie diocesi, alla sinistra, invece, i missionari e le missionarie. Quindi, prima dell'udienza, seguii i missionari (erano sudamericani),  riuscendo a eludere la sorveglianza degli addetti alla sicurezza, e mi accomodai con loro a pochi metri dal Papa. Iniziai il servizio radiofonico (dirigevo l'emittente libera Radio Sapri) intervistando i missionari e poi, al termine dell'udienza, urlai al mio vescovo, un calabrese buono e generoso, di intercedere per me con il Santo Padre quando lo riceveva in privato in una stanza attigua alla Sala Nervi. Monsignor Altomare,. naturalmente, vedendomi, sbottò: ."E tu che fai qui?". Ma comunque, mi rassicurò che ci avrebbe provato. Bloccato in un'altra stanza da alcuni funzionari. attesi speranzoso.
Dopo una ventina di minuti, fui invitato da un signore a seguirli e mi trovai, come d'incanto, di fronte al Papa e al mio vescovo. Di quell'incontro particolare (pare che io sia stato il primo cronista ad averlo intervistato!) ricordo il fisico atletico del Papa polacco. la sua voce possente e la sua amabilità nell'ascoltare le domande e nel rispondere con un italiano non ancora corretto. Parlammo della società, di Cristo e dei giovani..C'è sempre Cristo che ci aspetta, disse, tra l'altro. e io sono molto lieto che i giovani vogliano capire questo e che vogliano incontrare il Papa. Conservo conte reliquie la cassetta audio e le foto di quell'incontro, dalla rispettosa genuflessione alla carezza e alla pacca che mi diede sulle spalle congedandomi. Insomma. ho conosciuto un Santo, la cui opera globale ed evangelizzatrice non ha precedenti nella storia della Chiesa. In questi giorni ho riempito un album con tutte le sue fotografie più significative e tra queste ci sono anche le mie. Ogni volta che lo sfoglio si rinnova in me un ricordo struggente e caro.

(Per ascoltare l'intervista chiedi qui)

 

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Radio pirata e radio libere / Radio Caroline / Le radio nel 1976 / Le prime radio libere / La diffusione della musica

 

© Musica & Memoria Gennaio 2008

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