Antoine - Le divagazioni di Antoine (1966)

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E oui
la gente ride e non capisce mai
se ho i capelli lunghi sono fatti miei
a casa mia la stufa non ce l'ho
ognuno si riscalda come può

E oui
si comprerà un giornale per sapere se
e nata una astronave o morto un re
io mi ci faccio degli aquiloni
e mando su nel cielo le informazioni

E oui
ho un amico matto che si chiama Sam
che dici a tutti quanti sono un tram
coi pattini a rotelle lui va su e giù
e chiede alle ragazze di salire su

E oui
ieri avete avuto una delusione
non c'era Topo Gigio alla televisione
siccome a Topo Gigio piace lo yè-yè
in quel momento stava al Piper Club con me

E oui
se mi sento solo me ne vado al bar
dove c'è un amico che mi sa ad aspettar
lui non fa discorsi
ma sa cantar
lo chiamano juke-box e vive giù nel bar

E oui
questo vecchio mondo non cambia mai
bisogna rinnovarlo, che ne dite voi?
dovremo lavorare solo quando piove
e appena viene il sole far canzoni nuove

E oui
se porto solo le camicie a fiori
non sono mica pazzo, no signori
in ogni stagione, di giorno e di sera
mi sono messo addosso la primavera

E oui
la gente ride e non capisce mai
se ho i capelli lunghi sono fatti miei
io dico quel che penso vi piaccia o no
ognuno si diverte come può

E oui!
 

Note

 

Il primo grande successo internazionale del cantautore francese Antoine, nell'adattamento italiano di Herbert Pagani per lo stesso Antoine. Il testo originale conteneva molti riferimenti ironici e dissacranti (per l'epoca) alla realtà francese, che l'adattamento italiano cerca di riportare alla realtà di casa nostra, con un generale annacquamento dei toni di irridente protesta.

I riferimenti quindi sono al celebre pupazzo della TV dei ragazzi (ma anche dei grandi) Topo Gigio, al famoso locale dei giovani, il Piper Club di Roma, allo yè-yè, che era il primo nome che veniva dato, soprattutto in Italia, al beat (dal ritornello del primo successo planetario dei Beatles, She Loves You - ye - ye), alle camicie a fiori che lo stesso Antoine lanciò in tutto il mondo come suo "marchio di fabbrica", all'imperante juke-box, e ovviamente al tormentone italiano dei capelli lunghi, che in questo caso c'era anche nell'originale.

Da notare che l'inciso del brano, in forma di ballata blues (molto simile a un classico brano di Bob Dylan, Subterranean Homesick Blues), nella versione francese è "Oh yeah" all'americana, mentre in italiano diventa "E oui" in francese, evidentemente il simpatico accento francese di Antoine avrebbe reso un poco incongruo questo anglicismo, e che le "elucubrazioni" sono diventate in Italia meno impegnative "divagazioni".

 

© Alberto Truffi 2003 - Musica & Memoria / Testo originale di Antoine © Vogue, adattamento italiano di H.Pagani, trascrizione Alberto Truffi / Riproduzione per soli scopi di ricerca e critica musicale (vedi Disclaimer) / Copia per usi commerciali non consentita

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